I giornalisti dei nostri telegiornali sono diventati presentatori e
pubblicitari. Altre competenze, ben diverse dall'informazione obiettiva e
"sul campo". I servizi giornalistici sembrano
creati ad arte per mostrare alcune cose e nasconderne altre. In un
paese in cui sempre meno persone leggono i giornali, l'informazione
televisiva rappresenta per la maggior parte della popolazione l'unica
fonte d'informazione. Molte di queste persone credono che i telegiornali
li informino su ciò che accade nel mondo, e si troverebbero increduli
di fronte al solo pensiero che i Tg possano essere utilizzati per
manipolare le loro opinioni. Eppure ciò appare sempre più evidente,
dall'omissione di elementi indispensabili per capire i fatti,
dall'alterazione di alcune notizie e dall'assenza di altre.
L'opinione pubblica è fondamentale per la stabilità di un sistema, e nel
nostro sistema viene formata attraverso il bombardamento mediatico. Per
mantenere la stabilità, nell'attuale assetto politico-economico,
occorre che l'opinione pubblica sia piegata a ciò che è funzionale al
sistema e non apprenda alcune verità. Ciò rende il potere mediatico
notevolmente importante. Il controllo da parte del potere avviene oggi
all'interno delle nostre case, attraverso la Tv. La manipolazione
dell'informazione è sempre più sistematica, progettata per essere
efficace e per rimanere nascosta agli occhi dei cittadini. Le agenzie
internazionali (americane, europee o giapponesi) che forniscono le
informazioni, sono supportate da agenzie di propaganda, soprattutto
americane, che pianificano non soltanto cosa rendere noto ma soprattutto
"come" dare informazione. La quantità di notizie viene sfoltita e
ridotta al 5/10% del totale.
La verifica delle fonti e l'utilizzo
del senso critico sono ormai capacità atrofizzate dall'assumere
passivamente il punto di vista delle poche agenzie che informano
centinaia di paesi, come la Adnkronos e l'Ansa. Considerando come
assolute alcune fonti e ignorandone altre, l'informazione è già alterata
in origine, derivando da un unico punto di vista, che nel contesto
appare oggettivo. Di tanto in tanto, nei nostri Tg, appare qualche
debole critica, ad esempio contro il governo statunitense. Si tratta
delle cosiddette “fessure controllate”, cioè critiche fatte ad oc per
generare fiducia nel Tg, ma che risultano vaghe e discordanti.
Alcune notizie assumono nei Tg un certo rilievo, soprattutto quelle che
evocano emozioni. Suscitare associazioni emotive e commozione è
diventato uno degli scopi principali dei Tg. I fatti di cronaca, specie
se si tratta di delitti contro bambini, si prestano a questo scopo, e
quindi talvolta occupano uno spazio ampio dei telegiornali. Si tratta di
un modo per distrarre l’attenzione pubblica da altri fatti assai più
importanti per la vita dei cittadini. In altre parole, vengono
amplificate notizie (di solito di cronaca o relative ad uno specifico
problema) che non mettono in pericolo il sistema, per evitare di
trattare altri argomenti "scottanti" e pericolosi per l'assetto che i
politici hanno il compito di proteggere. Ad esempio, siamo stati indotti
a parlare a lungo dei Pacs (una legge che sarebbe stato ovvio approvare
senza tanti problemi), mentre si occultavano, tra le altre cose, le
spese ingenti per la "difesa". Nessun telegiornale ha detto che parte
del Tfr dei lavoratori andrà per spese belliche.
In questi ultimi
tempi, un altro argomento, che viene utilizzato dai Tg per dirottare
l'attenzione su fatti non pericolosi per il sistema, è quello dei malati
gravi che chiedono l'eutanasia. Invece di approvare una legge che ponga
fine al problema, il nostro sistema utilizza questi casi disperati
(ieri quello di Welby, oggi quello di Nuvoli), per riempire spazi e
suscitare angoscia e commozione. Si stimola la parte emotiva dei
telespettatori, per coinvolgere in una questione umana drammatica, senza
far capire che il potere di risolvere il problema è nelle mani proprio
di chi sta strumentalizzando cinicamente il fatto.
Spesso
alcune notizie sono oggetto di "sovrinformazione", cioè se ne parla in
molti programmi e abbondantemente. Ciò avviene o per focalizzare
l'attenzione soltanto su alcuni aspetti e fare in modo che i cittadini
si sentano abbastanza informati e non vadano ad informarsi altrove (come
nel caso della finanziaria o del Tfr), oppure per dare l'impressione
che ci sia un'abbondante informazione. Ma si tratta di informazioni
ripetitive, che non spiegano davvero la questione e talvolta la
manipolano. Paradossalmente, il cittadino viene sommerso di
"informazione" per fare in modo che rimanga disinformato. La
sovrinformazionze può riguardare anche temi banali, come la separazione
di una coppia nota, o l'uso di droga da parte di un personaggio famoso.
In questi casi si tratta di distogliere l'attenzione da decisioni o
eventi politici che stanno accadendo nel paese, e di cui occorrerebbe
parlare, ma non risulta conveniente al sistema.
Si sta
affermando sempre più il metodo americano di creare trasmissioni
giornalistiche o televisive organizzate da agenzie di Pubbliche
Relazioni, per manipolare l'opinione pubblica su un determinato
argomento. L'argomento di solito è emerso all'attenzione pubblica senza
che il sistema potesse impedirlo (ad esempio, la Tv spazzatura o la
violenza giovanile). A queste trasmissioni partecipano personaggi
accuratamente selezionati, che in apparenza sembrano avere opinioni
diverse, ma in realtà esprimono tutti un unico punto di vista, che si
vuole far apparire come unica verità. Talvolta è l'assunto di base della
conversazione ad essere errato, ma viene acquisito come vero da tutti i
partecipanti. Spesso si utilizza la figura dell'"esperto" che è
abbastanza persuasiva, rappresentando il mondo della "scienza", che si
intende come fonte di verità oggettiva.
L'informazione dei Tg
viene falsata in maniera sempre più sottile e manipolatoria. Quando
vengono sollevate smentite, soltanto in pochi casi viene reso pubblico.
Lo spazio e l'ordine dato ad un'informazione sono molto importanti per
valorizzare la notizia o sminuirla. Alcune notizie passano inosservate
perché vengono dette per ultime e frettolosamente, mentre ad altre si
dedica molto tempo all'inizio del Tg. Si stabilisce quindi una gerarchia
in ordine all'importanza e al rilievo che si vuole dare alla notizia.
Si privilegiano alcune notizie, altre vengono emarginate e altre ancora
occultate.
L'informazione obiettiva è quella
contestualizzata, verificata alla fonte e commentata da opinionisti di
diverse tendenze. Sentire le opinioni dei politici di entrambi gli
schieramenti serve a dare l'idea che si stanno sentendo più punti di
vista, ma ciò spesso non è vero, perché la maggior parte dei politici
non attua una vera critica al sistema, e si limita a spiegare le
divergenze rispetto all'altro schieramento. Il sistema
politico-economico attuale è sempre più intoccabile, e coloro che lo
criticano appaiono sempre meno in televisione. Nei Tg, le notizie
vengono date come fatti isolati dal contesto, per impedire una
comprensione approfondita. Si tende ad esagerarne un aspetto, che è
sempre quello più emotivo. Lo stesso titolo talvolta è già gran parte
della mistificazione, perché da esso si inferisce se si tratta di una
cosa giusta o sbagliata, da approvare o da disapprovare. Ad esempio,
quando si danno notizie sull'Iran si tende a far apparire questo paese
colpevole di qualcosa, e i titoli sono "L'Iran sfida la comunità
internazionale", oppure "L'Iran si ostina sul programma nucleare". I
paesi indicati dalle autorità Usa come nemici diventano automaticamente
nemici anche per le nostre autorità, che li criminalizzano in modo
impietoso, evitando di menzionare le continue minacce e la preparazione
alla guerra contro l'Iran da parte degli Stati Uniti. Si manipola
l'opinione pubblica italiana a pensarla come le autorità americane, e a
ritenere che alcuni paesi debbano essere colpiti perché "pericolosi".
Non si danno notizie sui numerosi crimini e attentati terroristici
attuati dalle autorità Usa nel mondo, se non quando ciò risulta
inevitabile. I nostri telegiornali si limitano a parlare di "attentati
terroristici" in Iraq, Afghanistan o in altri paesi, senza raccontare la
situazione vera. Ad esempio, non parlano mai della resistenza irachena e
afghana, anche se ormai molti sanno che questi paesi sono occupati e
che la popolazione cerca in tutti i modi di resistere (anche con metodi
pacifici) all'invasore.
Difficilmente le notizie su paesi in
guerra vengono spiegate in maniera approfondita, fornendo gli
antecedenti politici, economici, internazionali, ecc. che possano far
capire i fatti e le situazioni attuali. La decontestualizzazione è
quindi uno dei modi per disinformare dando l'impressione opposta. Il
fatto viene slegato da altri fatti che lo renderebbero più
comprensibile. Ad esempio la violenza negli stadi viene slegata dal
fenomeno della violenza nei giovani e dalle pressioni mediatiche che
incitano alla violenza.
Il tono e il tipo di linguaggio
utilizzato influiscono su come l'informazione viene percepita. Il tono
può essere dispregiativo, di condanna, oppure enfatico ed entusiasta. Il
tono dà un significato positivo o negativo alla notizia. La scelta
delle parole è molto importante nel lavoro propagandistico, perché ogni
parola è evocativa di significati o di emozioni e quindi deve essere
scelta accuratamente per ottenere gli effetti voluti. Ad esempio, per
trasmettere un senso di negatività, i gruppi considerati pericolosi per
il sistema, come gli ambientalisti, i no-global o i comunisti, vengono
definiti come "radicali", "fanatici" o "estremisti". La polizia viene
chiamata "forza dell'ordine" anche quando reprime. Coloro che sono
repressi vengono chiamati "ribelli" o "giovani estremisti". La violenza
di Stato, anche quando uccide brutalmente, viene definita "sicurezza" o
"difesa". I violenti sono sempre coloro che protestano contro il sistema
e mai le autorità dello Stato, anche quando comandano una dura
repressione, com'è accaduto al G8 di Genova.
Anche le
immagini utilizzate hanno scopo manipolativo. Le immagini servono a dare
un'impronta negativa o positiva a luoghi, situazioni o concetti. Ad
esempio, quando si parla di cultura araba si mostrano le donne con il
burqa oppure immagini di fanatismo e violenza, per indurre
un'associazione negativa.
Un altro mezzo efficace per
manipolare l'informazione è l'uso di cifre. Le analisi statistiche sono
relative al campione scelto e al modello utilizzato. Le statistiche
possono essere utilizzate come un dato inoppugnabile e incontestabile.
Ma basta selezionare un determinato campione che possa alterare i
risultati, per dare l'informazione che si vuole.
Le notizie sono
spiegate dallo stesso punto di vista in tutti i telegiornali. I poteri
al vertice del sistema, cioè le banche e le corporation, appaiono sempre
più raramente, e soltanto nei casi in cui si annuncia una fusione,
l'acquisto di un'azienda o la nomina di un direttore amministrativo.
Quando una corporation viene denunciata per gravi reati come l'uccisione
di sindacalisti, la schiavizzazione dei bambini o altri crimini contro i
diritti umani, non viene quasi mai notificato dai nostri telegiornali.
Fino all'inizio degli anni Ottanta esisteva l'inchiesta televisiva
obiettiva, che mostrava la società nella sua verità e complessità. Oggi,
invece, la mistificazione mediatica riguarda anche la società stessa.
Non appaiono quasi più i lavoratori mentre stanno faticando. Lo spazio
dedicato alle proteste sindacali è ridotto al minimo. Alcune
manifestazioni di protesta non vengono documentate. Si manipola persino
l'immagine della società civile, che deve apparire accondiscendente
anche quando non lo è. Non si va mai alla radice delle questioni
lavorative o sindacali e non si fa comprendere abbastanza per poter
giungere alla soluzione (che richiederebbe cambiamenti al sistema) del
problema.
Le notizie sul dissenso alla politica di governo sono
pregne di accenti nefasti. Spesso vengono utilizzate categorie
stereotipate o etichette per puntare il dito contro chi mette in dubbio
l'operato politico del governo.
I telegiornali fanno in modo
che gli oppositori appaiano come poche persone che non vogliono la
"modernizzazione", il "progresso" oppure come persone emarginate,
fanatiche e "antiamericane". Ciò è accaduto nel caso della Tav in Val di
Susa e della Base americana a Vicenza. Nei telegiornali si mostravano
singole persone intervistate che esprimevano pareri contrapposti, per
far capire che c'erano pareri discordanti e occultare che la stragrande
maggioranza dei cittadini era contraria alle decisioni di governo. Si
vuole nascondere che il potere dei cittadini è continuamente svilito dal
sistema. E che quest'ultimo è distante da ciò che la gente vuole. Le
questioni che stanno a cuore alla cittadinanza, come l'ambiente, la pace
e la libertà di decidere sul proprio territorio, vengono denigrate
dall'informazione tendenziosa e manipolatoria dei Tg. Ad esempio, i
cittadini della Val di Susa che protestavano venivano mostrati come un
gruppo sparuto di persone che avevano paura di avere il "treno che gli
passa sotto casa". La verità che si cercava di occultare era che sotto
al Musinè c'è l'amianto. Inoltre, nella Val di Susa esiste già una linea
ferroviaria Torino-Lione, attualmente sottoutilizzata, in grado di
poter reggere il traffico.
Un'altra tecnica, utilizzata dai
Tg, per deviare l'attenzione sulla questione del dissenso e per
semplificare i fatti (per non far emergere altri aspetti), è di
connotare ideologicamente il problema con "destra" e "sinistra". Quando i
cittadini si oppongono ad una questione lo fanno per motivi razionali,
ma il telegiornale tende a far credere che siano motivi ideologici,
oppure irrazionali e non accettabili.
Nelle questioni in cui gli
Usa impongono un severo diktat, come nel caso delle truppe in
Afghanistan e della base militare a Vicenza, i giornalisti assumono un
tono allarmato verso il dissenso. In particolare, nel caso di Vicenza,
mettevano in evidenza che anche all'interno della maggioranza c'erano
coloro che avversavano la scelta del governo. Il sistema dei due
schieramenti è stato creato per impedire un vero esercizio di sovranità.
I giornalisti reggono questo gioco e si mostrano stupiti che lo
schieramento al potere possa avere persone che ragionano con la propria
testa e non eseguono passivamente "l'ordine". I Tg colpevolizzano queste
persone facendole sentire responsabili di "indebolire il governo" o di
metterne in pericolo la stabilità. Ciò nasconde che i nostri politici
non prendono scelte sulla base del benessere dei cittadini, ma per
tutelare e rafforzare il sistema stesso. I nostri giornalisti hanno
dimenticato che l'essenza della democrazia è proprio il pluralismo. Si
sono allineati al sistema in cui tutti gli schieramenti politici sono
obbligati ad obbedire ai veri padroni del paese: l'élite
economico-finanziaria.
In questi giorni i Tg gridavano
"allarme" per la manifestazione di protesta organizzata per il 17
febbraio contro la nuova base militare di Vicenza. Ma in quale
democrazia i giornalisti mettono in allarme i cittadini per una
manifestazione che esprime la volontà di quasi tutta la cittadinanza?
Il 16 febbraio, annunciando la manifestazione di protesta del giorno
successivo, i telegiornali dicevano "si temono violenze", come se chi
protesta contro il militarismo è violento. Siamo al paradosso di
definire violento chi è contro la guerra e il militarismo, e non chi
vuole nuove basi per meglio fare la guerra.
Un modo
manipolatorio di dare notizie relative a proteste o a sgomberi violenti è
quello di mettere vicina una notizia di criminalità, in modo da indurre
l'associazione fra "delinquente" e chi protesta contro il sistema. Il
17 febbraio i telegiornali annunciavano: "Manifestazione di Vicenza...
Imponenti misure di sicurezza". Trasmettevano anche un appello di Prodi:
"Le manifestazioni sono il sale della democrazia ma siate pacifici". Il
tono era quello del buon padre di famiglia, e non traspariva affatto
che la realtà era esattamente l'opposto. Cioè coloro che stavano
manifestando erano contro la violenza e il bellicismo americano, mentre
Prodi era il politico che, lungi dall'avere a cuore il bene dei
cittadini, stava sostenendo gli interessi bellici americani contro la
volontà della maggior parte dei cittadini di Vicenza. Quindi, si
trattava di scelte politiche non democratiche prese dal governo, ma i Tg
facevano in modo da creare allarme attorno a coloro che stavano
pacificamente, e giustamente, protestando. Qualche telegiornale osava un
"Si temono infiltrazioni", ma non spiegava che soltanto il sistema
difeso dai politici ha interesse ad infiltrare falsi manifestanti che
creino disordine e violenza (com'è accaduto nel G8 di Genova), per
poterli far apparire violenti ed estremisti, come cercavano di
descriverli i Tg attraverso messaggi allarmanti. Il Tg3 precisava che le
forze dell'ordine erano "a difesa del centro storico della città", come
se i manifestanti fossero pericolosi e distruttivi. Poi aggiungeva:
"c'è anche chi è preoccupato" e si intervistava una persona anziana che
appariva confusa per le tante persone arrivate in città. Il porre
l'accento sul "pericolo di violenze" serviva anche a distogliere
l'attenzione dal valore che la protesta avrebbe avuto sulle scelte del
governo, e a nascondere che la volontà dei cittadini non conta nulla di
fronte alle imposizioni americane. Non essendoci state violenze, il
giornalista del Tg2 ha messo in evidenza uno striscione che definiva di
"solidarietà con i terroristi arrestati". Un altro modo per dirottare
l'attenzione e per criminalizzare il dissenso.
Impegnati
com'erano a colpevolizzare chi protestava contro la nuova base
americana, i giornalisti dei Tg hanno omesso la notizia che la nuova
base sarà pagata da noi per il 41% delle spese di mantenimento (anche
per le altre basi paghiamo parte delle spese).
Chi è contrario alla
guerra è diventato un "estremista radicale". Chi denuncia i crimini
come la tortura è un "antiamericano". Viene messo sotto processo chi
avversa le guerre, e non chi le organizza.
Nello stesso
telegiornale (Tg2, ma anche gli altri erano pressoché uguali) del 17
febbraio appariva Prodi in posa accanto al presidente afghano Hamid
Karzai, come se quest'ultimo fosse un vero rappresentante politico del
popolo afghano e non un personaggio foraggiato da Washington.
Quando i telegiornali notificano gli attentati terroristici in Iraq, in
Afghanistan, in Pakistan, in Turchia o in altri paesi, danno soltanto la
stima dei morti e il luogo dov'è avvenuto lo scoppio, e non spiegano la
situazione del paese. Talvolta menzionano al Qaeda associandola
all'attentato, senza indicare le prove a sostegno di ciò.
Le
notizie dall'Africa, dall'Asia o dal Sud America arrivano soltanto se
c'è un problema che riguarda i nostri connazionali (rapimenti, uccisioni
ecc.), oppure quando ci sono le elezioni politiche, che ormai nel
nostro sistema sono diventate il simbolo stesso della "democrazia". Come
a dire che se non documentassimo le elezioni (che si svolgono ovunque,
persino in Iraq e in Afghanistan), non troveremmo altro modo per provare
che la "democrazia" esista.
Quelle poche volte che i telegiornali
parlano delle guerre in Africa, lo fanno in modo confuso e impreciso,
parlando di "conflitti etnici", e senza precisare chi organizza i gruppi
in lotta e chi li arma. Non viene detto che nella maggior parte dei
casi si tratta dei governi e dei servizi segreti europei e americani,
che organizzano le guerre per controllare il territorio e saccheggiarne
le risorse.
Le grandi metropoli e periferie del sud Italia
appaiono nei Tg nel loro degrado ambientale, appare anche la
microcriminalità e la disperazione dei giovani disoccupati. Tutto questo
è descritto in modo fatalistico, come se i governi si trovassero
impotenti di fronte a questi problemi. Quando a Napoli c'era il problema
dei rifiuti, i telegiornali mostravano la città sommersa dalla
sporcizia e dall'immondizia, ma non dicevano che questo stava accadendo
perché il servizio era stato privatizzato e si impediva ai vecchi
impiegati di operare, negando loro i mezzi idonei alla raccolta dei
rifiuti. Per avvantaggiare i privati si stava organizzando il servizio
diversamente. I cittadini apparivano "colpevoli" di qualcosa, ma in
realtà ricevevano le bollette da pagare senza ottenere alcun servizio.
Nessun telegiornale trasmise la manifestazione degli operatori ecologici
napoletani che protestavano perché non erano messi in grado di
lavorare. I cartelli che essi mostravano avrebbero potuto far capire la
vera situazione, mentre i telegiornali rendevano impossibile capirla
alla radice.
C'è una serie di argomenti "riservati", di cui i
telegiornali non parlano. Ad esempio, delle stragi che l'Agip attua in
Nigeria, oppure della produzione di armi (ad esempio le cluster bomb),
in diverse fabbriche italiane. Armi che vengono esportate in molti
paesi, compresi quelli in cui c'è guerra. I Tg non parlano mai di
Signoraggio, che è il metodo utilizzato dalle banche per saccheggiare i
paesi. Non si parla nemmeno degli statuti delle banche e del sistema
bancario della Banca Europea, che ha sottratto all'Italia ben il 38%
della finanziaria, impedendo al paese una crescita economica
significativa. Sono state tagliate le spese per la scuola e la sanità ed
è stata aumentata la pressione fiscale, per pagare le banche e
sostenere gli Usa nelle guerre. Quando si è parlato della finanziaria,
nonostante lo spazio dedicato a quest'argomento, i telegiornali hanno
accuratamente evitato di notificare le ingenti risorse che le banche
sottraggono al paese. La trasmissione Ballarò è stata l'unica a rivelare
il fatto (ma senza metterlo in evidenza). Un altro argomento tabù è
quello delle regole e dell'operato delle istituzioni come il Wto, la
Banca mondiale (Bm) e Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Nessun
telegiornale ha mai spiegato che a causa di queste organizzazioni, negli
ultimi venti anni, la miseria e la fame sono aumentate, e che il
collasso economico di molti paesi, compresa l'Argentina, è stato causato
dalle misure imposte proprio dalla Bm e dal Fmi. Moltissimi altri
argomenti non vengono trattati, ad esempio, la situazione di
disuguaglianza degli immigrati, le gravi discriminazioni che essi
subiscono, le persecuzioni di cittadini africani da parte dei governi
fantoccio al soldo degli Usa, i massacri in Somalia, in Etiopia, in
Nigeria, ad Haiti e in molti altri luoghi. Un altro argomento tabù è il
denaro che lo Stato dà alle grandi aziende, somme spesso molto elevate.
Il telegiornale parla di droga soltanto quando comunica la notizia che
le forze dell'ordine sono riuscite a sequestrare quantitativi di
stupefacenti. Ma non parla mai delle implicazioni e connivenze delle
corporation e dei governi nei commerci internazionali di droga.
Si
parla di mafia quando si arresta qualche presunto mafioso o quando
avvengono delitti, ma non si spiega cos'è davvero la mafia, e come essa
sia in espansione grazie alle liberalizzazioni finanziarie, che hanno
spianato la strada al riciclaggio facile.
I minuti di politica
interna, nei Tg, si risolvono nelle brevi interviste ad esponenti di
destra e sinistra, per mostrare come ci sia una questione, una disputa, e
come i duellanti siano decisi e forti. Le differenti opinioni sembrano
battute teatrali, in uno scenario sempre più avvilente e assurdo. Le
questioni sono trattate sempre in modo marginale e superficiale, anche
quando si tratta di questioni serie, come l'invio di soldati in
Afghanistan. L'informazione si riduce all'opinione dei politici, la
maggior parte dei quali non oserebbe sfidare il sistema nemmeno nelle
questioni minime.
Alcune questioni interne non
sono divulgate. Ad esempio, nel 2002, il Parlamento, quasi
all'unanimità, approvò una legge che permette di abolire il tetto
massimo di spesa per il "rimborso ai partiti". I cittadini italiani
avevano espresso la loro volontà di non dare denaro pubblico ai partiti,
attraverso il referendum del 1993, in cui oltre il 90% degli elettori
votò contro. La gente crede che oggi questa volontà venga rispettata e
non è stata informata quando, nel 1999 è stata approvata una legge che
di fatto reintroduceva il finanziamento pubblico ai partiti chiamandolo
"rimborso elettorale". Nel 2002 tutti gli schieramenti, ad eccezione dei
radicali, votarono a favore di una nuova legge, la n. 156 del 26 luglio
2002, che titolava "Disposizioni in materia di Rimborsi Elettorali". La
legge abbassava il quorum di accesso al rimborso dal 4% all'1% e
aboliva il tetto di spesa, permettendo a quasi tutti i partiti di
ricevere somme molto alte di denaro pubblico. Ad esempio, Berlusconi ha
incassato, l'anno scorso, 41 milioni di euro per Forza Italia, la
Margherita ne ha presi 20 milioni, l'Udc 15 milioni, i Ds 35 milioni, An
23 milioni, Rifondazione 10 milioni,[1] ecc. Dato l'ingente costo
pubblico che ci sarebbe stato, l'approvazione della legge era una
questione molto importante per l'opinione pubblica, ma non è stata
sottoposta all'attenzione di tutti noi. I Tg non ne hanno nemmeno fatto
cenno.
Le questioni spinose
, come la malasanità o il costo
pubblico di aziende privatizzate (come le ferrovie e le autostrade)
vengono trattate come se il problema non fosse risolvibile e senza una
sufficiente documentazione. Ad esempio, si parla superficialmente dei
tagli alla sanità che stanno causando gravissimi problemi nella gestione
delle strutture, oppure dei contratti truffaldini che importanti
imprenditori (come Benetton) hanno stipulato con lo Stato. Questi
contratti potrebbero essere rescissi se il governo volesse. Molti
cittadini se lo aspettavano, dato che in precedenza erano stati
duramente criticati dall'attuale maggioranza.
La povertà o la
precarietà lavorativa sono diventate nei telegiornali o nelle rubriche
di approfondimento una specie di calamità naturale. I poveri ragazzi
trentenni vengono intervistati per sapere quanto guadagnano e che tipo
di contratto hanno nei call center, nelle fabbriche o addirittura negli
uffici pubblici. Si mette in evidenza che queste persone sono spesso
laureate e molto preparate, e alcune di esse svolgono funzioni
essenziali nel settore pubblico. Ma non si parla delle leggi che
permettono il lavoro precario. Di quando sono state approvate e da chi, e
di come sono state peggiorate nel tempo.
Poi ci sono i
servizi giornalistici che hanno il compito di prepararci ad accettare il
peggio. Ad esempio, quelli che ci allarmano sulla "crisi energetica"
(per prepararci all'aumento della bolletta), quelli che ci mostrano i
giovani delle gang di Londra, o quelli che documentano gli strani
fenomeni atmosferici. Anche in questi casi non si va alla radice e non
si spiega come è stato creato il problema e da chi. In un servizio del
17 febbraio, il Tg3 informava sull'omicidio di un ragazzo ad opera delle
gang giovanili dei sobborghi di Londra. Il giornalista diceva: "Il
problema sono le condizioni sociali... le famiglie non sono in grado, a
causa della povertà, di fronteggiare il problema, allora c'è l'alcol, la
droga o le armi da fuoco". Nessun cenno alla situazione
politico-economica, e al bombardamento mediatico che esalta sempre più
la violenza.
Anche l'allarme Sars rientrava nelle notizie che
avevano l'obiettivo di preoccupare. Per alcuni mesi siamo stati
bombardati da notizie allarmanti su presunti casi di questa malattia.
Quello che non si diceva era che la Sars è nata da un esperimento
avvenuto nell'aprile del 2003 a Toronto, ad opera di associazioni
governative statunitensi e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità,
sostenuti finanziariamente dalla famiglia Rockefeller, dalla Carnegie
Foundation, e da importanti produttori di farmaci. L'obiettivo era
quello di ridurre la popolazione e far acquistare nuovi farmaci, come
spiega il Dott. Leonard Horowitz:
La SARS e l'attuale timore per
l'influenza aviaria ricevono l'approvazione dei capitani delle industrie
militar-medico-farmaceutico-petrolchimiche, che parimenti in molti casi
documentati operano al di sopra delle leggi... consideriamo il fatto
che il flusso delle informazioni date dai mezzi di comunicazione di
massa è stato pesantemente influenzato, se non interamente controllato,
dai garanti delle imprese multinazionali, che hanno protetto e fatto
avanzare gli interessi di un gruppo relativamente ristretto di imprese
globali... Avendo testimoniato di fronte al Congresso USA, ho
personalmente verificato come le prime donne dell'industria farmaceutica
dirigono dal punto di vista economico e politico i nostri
rappresentanti al governo. Le malattie che stanno emergendo sono di
complemento alla politica della "Guerra contro il Terrorismo" e alla
nostra cultura influenzata dal bioterrorismo. Questa agenda serve per
due obiettivi principali: il profitto e la riduzione della popolazione.
Realtà politica contro i miti mass-mediologici.[2]
Quando
è emerso che l'allarme aviaria in Europa aveva lo scopo di indurre ad
acquistare il farmaco Tamiflu, e che la sicurezza e l'efficacia del
farmaco non erano mai state provate, le notizie allarmanti sono sparite.
In questi ultimi giorni stanno ritornando altre notizie sulla variante
H5N1 dell'aviaria. Probabilmente è stato prodotto un nuovo farmaco.
Nei nostri Tg, dopo pochi minuti di notizie di politica interna ed
estera, arriva la parte più lunga della cronaca e dell'attualità. La
scelta spesso cade su notizie riguardanti nuovi prodotti per la
calvizie, la bellezza o tecnologici. Giuseppe Altamore, nel suo libro I
padroni delle notizie, spiega che sempre più spesso i giornalisti
televisivi presentano pubbliredazionali come fossero semplici notizie.
Si tratta di presentare in modo enfatico prodotti che vanno dal nuovo
tipo di telefonino a nuovi cosmetici, capi di abbigliamento e
addirittura farmaci. Dopo l'impiccagione di Saddam, il Tg2 annunciò la
creazione negli Stati Uniti di un nuovo giocattolo: il pupazzo Saddam
corredato da cappio. Il giornalista si curò di precisare anche il prezzo
e la possibilità di acquistarlo via Internet.
La cronaca
rosa ha il suo spazio nei Tg, sempre più ampio: matrimoni o divorzi fra
vip, se Madonna adotta un nuovo bimbo, oppure se un'attrice si è
gonfiata di silicone o si droga. I servizi sulla moda, sull'elezione di
Miss Italia o di Miss Universo non mancano. Talvolta i Tg riempiono
spazio raccontando la storia di un animale o spiegando l'esecuzione di
una ricetta. Viene documentato persino il "Raduno internazionale delle
Mongolfiere", e ci informano anche sugli ultimi modelli dei vestitini
per cani e gatti. Si tratta di modi per confondere su ciò che dovrebbe
essere veramente la comunicazione giornalistica, che negli ultimi venti
anni è stata declassata e fuorviata nel modo stesso di intenderla.
L'informazione dei Tg segue ormai il "pensiero unico" e anche la regia è
unica. Si tratta delle grandi agenzie di propaganda americane, come la
Heritage Foundation , l'American Enterprise Institute e il Manhattan
Institute. Le agenzie di propaganda americane provvedono affinché
l'opinione pubblica subisca pesanti manipolazioni, che rendano difficile
una vera consapevolezza di quello che sta accadendo nel mondo di oggi.
Per riuscire a capire occorre utilizzare Internet e leggere le notizie
dal mondo. E' una cosa che soltanto pochi si possono permettere di fare;
e di solito non si tratta di anziani, casalinghe o persone che lavorano
per molte ore al giorno, e che non hanno tempo materiale di informarsi
se non attraverso la Tv. Per queste persone c'è soltanto
quell'infomazione "emotiva" e distorta che serve a renderli docili e
incapaci di difendere i propri diritti. Come osserva Sartori: "Sostenere
che la cittadinanza dell'era elettronica è caratterizzata dalla
possibilità di accedere a infinite informazioni... sarebbe come dire che
la cittadinanza nel capitalismo consente a tutti di diventare
capitalisti… È vero che un'immagine può valere più di mille parole. Ma è
ancor più vero che un milione di immagini non danno un solo
concetto".[3]
I telegiornali sono ormai rotocalchi di una
realtà che non è quella in cui viviamo. Sono sempre più orientati allo
spettacolo, all'appiattimento e alla banalità. Come in un circo, ognuno
fa il suo numero, con l'obiettivo di emozionare, catturare l'attenzione,
intrattenere e persino fare divertire. Mentre gli eventi occultati
diventano sempre più inaccettabili: quei due terzi del mondo ridotti in
estrema miseria, quei milioni di bambini che per mangiare devono cercare
nella spazzatura, le nostre regioni soggette al potere mafioso
implacabile e crudele, le guerre contro i popoli, le dure persecuzioni
contro chi lotta per la giustizia e i diritti umani...
Finché
il potere mediatico sarà quasi completamente nelle mani di chi vuole un
sistema politico-economico basato sulla legge del più forte e sul
controllo dei popoli, è ingenuo credere che le risorse umane, spirituali
e culturali degli individui stiano ricevendo impulso alla loro libera
realizzazione. Le sottili tecniche di coercizione, di diseducazione e di
appiattimento culturale sono dirette contro ognuno di noi, come un
ulteriore affronto alle nostre menti e alla nostra dignità di cittadini.
di Antonella Randazzo*
*ha scritto Roma
Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni,
2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia
Usa (Zambon Editore 2007) e Dittatore. La Storia Occulta (Edizione Il
Nuovo Mondo, 2007).
[1] Report, 1 ottobre 2006.
[2]
Horowitz Leonard, Death in the Air: Globalism, Terrorism and Toxic
Warfare, Tetrahedron Publishing Group, Idaho, U.S.A., 2001.
[3] Sartori Giovanni, Homo videns, Laterza, Bari 1997.
Tratto da:
http://www.disinformazione.it/manipolazione_opinione.htm