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lunedì 4 giugno 2018

Privacy violata su Facebook: ecco il link per scoprirlo e fare causa


Privacy violata su Facebook

Privacy violata su Facebook: 
ecco il link per scoprirlo e fare causa.

Scopri se sei stato spiato e i tuoi dati venduti ad aziende, in totale disprezzo della privacy, e magari fai causa, grazie al Codacons. In queste ore Facebook ha diffuso il link attraverso il quale gli iscritti al social network possono verificare se i propri dati e quelli dei propri amici siano stati utilizzati da Cambridge Analytica. Lo ricorda il Codacons che lo definisce “un passo fondamentale ai fini della class action promossa dal Codacons negli Stati Uniti a tutela degli utenti italiani”.

”Invitiamo tutti gli iscritti a Fb a collegarsi all’apposito link e accertare il proprio coinvolgimento nello scandalo Datagate – afferma il presidente Carlo Rienzi -chiunque risulterà ‘positivo’ alla verifica potrà aderire alla class action promossa dal Codacons e ottenere il risarcimento danni da Facebook per uso illecito dei dati personali”.
E' SUFFICIENTE CLICCARLO CON LA PROPRIA
PAGINA FACEBOOK APERTA
 Il link utile, ricorda l’associazione, è il seguente: https://www.facebook.com/help/1873665312923476?helpref=search&sr=1&query=cambridge

”Rivolgiamo un appello agli italiani affinché eseguano il test in questione, avvisando anche i propri amici di un eventuale coinvolgimento nello scandalo, e li invitiamo a contattarci immediatamente qualora dal sito Facebook risulti l’utilizzo dei loro dati da parte
 di Cambridge Analytica” 
– conclude Rienzi.

Il Codacons ha avviato la sua class action contro Facebook. L’ associazione dei consumatori, l’ unica al momento ad essersi mossa in questa direzione, ha deciso di lanciare negli Usa contro Facebook una class action in favore dei cittadini i cui dati sensibili siano stati utilizzati
 in violazione delle norme vigenti.

Le conseguenze per Facebook si fanno sempre più pesanti in seguito allo scandalo Cambridge Analytica. Dopo l’ apertura di un’ istruttoria su Facebook “per informazioni ingannevoli su raccolta e uso dati”, da parte dell’ Autorità Garante della Concorrenza, e dopo la presentazione di un esposto presso la Procura di Roma, il Codacons avvia la sua class action contro Facebook. L’ associazione dei consumatori, l’ unica al momento ad essersi mossa in questa direzione, ha deciso di lanciare negli Usa contro Facebook una class action in favore dei cittadini i cui dati sensibili siano stati utilizzati in violazione delle norme vigenti.

https://codacons.it/facebook-il-codacons-avvia-una-class-action-contro-facebook-previsti-risarcimenti/

Mentre Facebook cercava di diventare il servizio di social media dominante nel mondo, ha raggiunto accordi che consentono ai produttori di telefoni e altri dispositivi di accedere a una grande quantità di
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giovedì 1 marzo 2012

Class Action contro la SIAE





Umberto Palazzo è senza alcun dubbio  uno dei personaggi base della musica italiana, il suo nome è legato alla storia di realtà quali Massimo Volume, Santo NienteWake Up! (storico locale di Pescara).  Il Fatto Quotidiano lo definisce un “Un poeta del nostro tempo”.
Propri oggi mi sono imbattuto in una nota di Umberto Palazzo pubblicata sul suo profilo Facebook ufficiale molto interessante e che spero leggiate tutti e condividiate. Umberto si rivolge ai musicisti italiani per proporre una Class Action contro la SIAE e nell’invocare questo ci spiega dei dettagli che non tutti noi comuni mortali conosciamo sul funzionamento interno della SIAE.
Ringrazio personalmente Umberto Palazzo per la dsponibilità datami a diffondere questa sua nota.
Buona lettura (ed incazzatura aggiungo!) e condividete!



. Jibtel .






Class Action contro la SIAE


Come vengono ripartiti i proventi dei borderò


(e come mai vedete sempre meno soldi sul rendiconto)

Riservato ai musicisti: come si diceva l’altro giorno i soci SIAE sono divisi in due fasce. Una fascia A formata dagli autori più ricchi a cui toccano priviliegi incredibili quali la suddivisione del “calderone” (spiego più giù cos’è) e una fascia di 20/30.000 autori e compositori ai quali viene sottratta anche una buona parte di quello che spetterebbe loro di diritto.
Come avviene ciò?
Tramite la ripartizione “a campionamento” e la divisione del “calderone” solo fra soci maggiori.
E’ un meccanismo chiaramente iniquo, che costituisce un arricchimento senza causa dei soci maggiori e dei loro editori, che sono sempre dei gruppi economici potentissimi
Io propongo un’azione politica che porti al cambiamento di questa palese ingiustizia, tramite una nuovo regolamento e propongo che si inizi con una class action, che, anche se ha poche possibilità di vittoria in tribunale, può fare molto rumore e portare l’opinione pubblica dalla nostra parte. E’ il momento giusto: si parla di modernizzare il paese e di scardinare vecchi e ingiusti privilegi, quindi ci conviene attaccare prima che si scopra (che qualcuno s’inventi) che abbiamo qualche privilegio che non sapevamo di avere. Inoltre se saremo in tanti, oltre a far rumore, ci costerà poco.

Non so se tutti sappiate come la SIAE ripartisce i proventi delle serate da ballo e i concertini.
In sintesi:
i programmi musicali verdi, cioè quelli che compila il dj, vengono pagati “a campionamento”, cioè la SIAE manderebbe ogni anno i suoi ispettori a 500 serate (si dice) e questi prenderebbero nota dei pezzi più suonati in quelle serate (in base a quale criterio vengano scelte le serate non è dato sapere, ma possiamo facilmente immaginarcelo visto che i piccoli soci non possono controllare questi controllori).
Tutto il ricavo annuo di tutte le feste da ballo che si fanno in Italia viene poi ripartito fra i pezzi più suonati in quelle serate scelte in maniera arbitraria, cioè nessuno legge quei borderò verdi che vengono compilati a centinania di migliaia. Ovviamente i brani prescelti sono famosissimi, perché suppongo gli ispettori non vadano in giro con shazam, visto che la normativa è più vecchia della app, anzi sull’ultimo numero di Vivaverdi ho appena letto che l’uso di Shazam è assolutemente escluso. Quindi (pazzesco ma è così) i pezzi che vengono pagati (e si tratta di un alluvione di denaro se solo pensate a quante serate si fanno nel fine settimane nei vostri paraggi), sono solo quelli che il funzionario preposto conosce e magari il burocrate in questione è un ex carabiniere piuttosto anziano, come mi è capitato.

E già fa malissimo al cuore.
La cosa che forse non sapete, infinitamente più grave, è che dal 2007 anche per il 75 per cento dei concerti (i programmi musicali rossi) la ripartizione si fa nello stesso modo e l’obiettivo è chiaramente quello di arrivare al 100%, cioè non dare più nulla ai piccoli soci. L’altro 25% è analizzato ad estrazione (ma basta mettere una lettera fuori da uno spazio perché il programma sia annullato e allora tutto nel calderone).
La scusa: è stata scoperta un’orchestra in Campania che falsificava i programmi musicali, cioè su questi scriveva solo brani del capo-orchestra.
Praticamente non si prende neanche in considerazione l’idea che ci siano artisti che suonino solo musica di propria composizione. Nell’immaginario corrotto di chi fa i regolamenti Siae esistono solo le orchestra che eseguono i successi dei supersoci.
Questo va cambiato perché non è tollerabile suonare dal vivo per fare arricchire ancora di più Zucchero e Co. In generale non trovo tollerabili le ingiustizie e questa ci tocca tutti personalmente.
Inoltre tutto il fiume di soldi che arriva dalla filodiffusione nei locali pubblici, la tassa sui cd vergini e altre utilizzazioni finisce nel cosiddetto “calderone” che viene ripartito fra i super-soci e sono cifre enormi.
In questo caso, se ci fosse un euqua divisione ci toccherebbero magari degli spiccioli, ma decine di migliaia di piccolissime quote fanno milioni di euro per poche persone che hanno solo il merito di essere già ricche. Vi pare giusto?
A presto
Umberto Palazzo

 DA: http://avanguardialab.com/2012/02/una-class-action-contro-la-siae-vi-siete-mai-chiesti-come-funziona/

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