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sabato 6 agosto 2011

Ecco come Bin Laden riusciva a comunicare senza Internet


Ecco come Bin Laden riusciva a comunicare senza Internet

Dopo l'arresto di Bin Laden inziano a trapelare nuove informazioni sui metodi utilizzati dal re dei terroristi per comunicare con il mondo esterno.

Il leader terrorista Osama Bin Laden, nonostante non avesse un accesso a Internet, riusciva facilmente a comunicare con la rete internazionale di terroristi messa in piedi in questi lunghi anni di latitanza. Scrivendo numerose email Bin Laden, catturato e ucciso poche settimane fa con un blitz americano in Pakistan, era  sempre stato capace di non farsi intercettare dall’unità investigativa americana. Il metodo, descritto in dettaglio da un funzionario anti-terrorismo e una seconda persona informata dell’inchiesta degli USA, era semplice.
Per non lasciare tracce digitali, scriveva numerose email sul computer in modalità offline e le registrava su alcune penne USB. Dopo, passava le USB flash drive ai suo corrieri che, raggiunto un Internet cafè, potevano inoltrare i messaggi ai destinatari. Il processo contrario era lo stesso; una volta in possesso delle email di risposta, queste venivano registrate sui supporti digitali e consegnate al leader. Questo sistema, basato sulla fiducia e sulla disciplina, permetteva la comunicazione globale.
I Navy Seals hanno scoperto nel covo centinaia di penne USB che forniranno importanti informazioni sulla comunicazione tra Bin Laden e i suoi associati nel resto del mondo. I membri di Al Qaeda cambiano continuamente gli indirizzi email, così non è ancora chiaro quali e quanti sono ancora attivi. La lunga lista di indirizzi email e i numeri telefonici recuperati permetterà alle autorità competenti americane di chiedere informazioni alle compagnie che gestiscono i servizi Internet.
I documenti non chiarificano se Bin Laden comunicasse con persone all’interno degli Stati Uniti, anche se storicamente vengono utilizzati servizi di email e gestori delle connessioni Internet degli U.S. La quantità di documenti è talmente ampia che sono stati chiamati molti traduttori della lingua araba che ruotano intorno al sistema dell’Intelligence americana.
Le autorità americane sono alla ricerca di tutte le informazioni che possono portare alla scoperta delle future strategie del gruppo terroristico. Gli ufficiali hanno detto che non è stato individuato un piano nel presente anche se, chiariscono, Bin Laden è rimasto in contatto nelle operazioni di Al Qaeda anche dopo che passò il controllo a Ayman Al-Zawahri.
Le informazioni contenute nei files non solo potranno aiutare le autorità investigative a scoprire l’identità di nuove figure all’interno del gruppo, ma spingere i terroristi a cambiare le loro strategie; questo potrebbe renderli più vulnerabili ad essere scoperti e intercettati nel Cyberspazio.


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sabato 28 febbraio 2009

Socialnetwork, Comunicare , Condividere, facebook

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Facebook, il più popolare e frequentato tra i social network al mondo, dopo la polemica sollevata sulla conservazione dei dati personali, in pieno spirito web 2.0, decide che le regole le devono scrivere gli stessi utenti.
A sorpresa, forse questa era la soluzione migliore, Zuckerberg invita gli utenti a scrivere le regole di Facebook, visto il polverone sollevato nei giorni scorsi a proposito della privacy degli stessi iscritti sul popolare social network. Ne avevamo parlato anche su questo blog. “Mentre aumentano le informazioni condivise tramite servizi come Facebook, si crea una nuova relazione tra le compagnie che lavorano in Internet e le persone che servono” - ha spiegato il Ceo del social network più famoso. “Le scorse settimane ci hanno ricordato che gli utenti hanno un senso di proprietà su Facebook stesso, non solo sulle informazioni che condividono”. Parole più che giuste e largamente condivisibili.

Nella pagina online, dove sono pubblicati i cosiddetti “Facebook Principles“, cioè le regole essenziali del servizio, sono già state apportate le modifiche richieste dopo il polverone sollevato negli ultimi tempi che ha visto la scesa in campo di molte associazioni di consumatori in difesa dei diritti degli utenti. Per tener fede all’intento di rendere “il mondo più aperto”, come si legge nelle prime righe, il network chiede ora la collaborazione di chi lo utilizza per correggere il testo nei punti che più hanno animato il web nelle ultime settimane e che sembrano tradire lo spirito democratico della comunità.

La parte più significativa di questo lavoro è l’idea che gli utenti sono padroni dei contenuti che immettono, i quali non concedono in modo “perpetuo e irrevocabile” (come diceva la versione contestata delle condizioni d’uso) i contenuti a Facebook ma possono deciderne la cancellazione. Anche se la totale cancellazione dei dati inseriti non è garantita.

Ed ecco allora il perchè del titolo Socialnetwork, Comunicare & Condividere, perchè è questo lo spirito del web 2.0 ed è questa la direzione su cui puntare oggi e nel futuro. E finalmente pare che anche Facebook se ne sia accorto…speriamo bene.
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