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martedì 11 agosto 2015

Facebook: Ecco Cosa Accade se Metti Mi Piace a Tutto


L’esperimento in Facebook

 Ecco cosa accade se metti Mi Piace a tutto

Mat Hanon, redattore di Wired, ha effettuato un esperimento su Facebook: per 48 ore di fila non ha
fatto altro che mettere "Mi Piace" a qualunque contenuto. Scopriamo com'è andata.

Immaginate di collegarvi a Facebook e di apprezzare, senza sosta e senza alcuna logica, qualunque
post, foto, video e articolo che vi si para dinnanzi agli occhi nel News Feed. Nella redazione di Wired è stato provato, e i risultati sono stati interessanti.

Tutto è stato meritevole di un Mi Piace, tranne un singolo status in cui un amico di Mat Hanon aveva
accennato alla morte di un caro e, per rispetto, l'esperimento ha subito un'eccezione. Avete presente il disagio che si prova in quei casi, giusto? Un utente pubblica uno status triste, le persone mettono Mi
Piace e l'utente non capisce se il like sia rivolto al godimento nel vedere l'utente triste o a una sorta di
empatia digitale verso quanto scritto nello status. Per ovviare a queste incomprensioni, il redattore di
Wired ha preferito fare una piccola deviazione. Per il resto, ogni contenuto, anche quello più odiato,
insensato, sdolcinato è stato meritevole di un apprezzamento digitale. E per completezza
dell'informazione, ogni qual volta veniva messo un Mi Piace ad un articolo, e Facebook suggeriva ad
Hanon 4 articoli correlati, anche questi primi 4 articoli correlati ricevevano un like.

L'idea di fondo di Hanon era vedere come avrebbe reagito l'EdgeRank, l'algoritmo di Facebook che
regola la rilevanza e il peso dei singoli contenuti e che decide, su base informatica, quali post mostrare all'utente e quali gettare nell'oblio digitale.

FACEBOOK PUNTA DI PIÙ SUL TRAFFICO DA MOBILE - A 24 ore di distanza, Mat ha subito preso atto di un cambiamento enorme: nel connettersi a Facebook da dispositivo mobile, i contenuti umani erano completamente scomparsi dal suo News Feed. Erano rimasti solo brand e post promozionali. Nel connettersi da dispositivo fisso, invece, stante la preminenza dei contenuti aziendali rispetto a quelli umani, erano sopravvissuti alcuni status degli amici.

Questo ha confermato al redattore di Wired quella che, tra gli addetti ai lavori, era una piccola grande verità già appurata: Facebook reputa la navigazione da mobile economicamente più fruttuosa e, per
questo, rispetto a quella da laptop, manipola il proprio algoritmo a tutto favore dell'advertising. Il News Feed di Hanon, sovrastimolato con un dose massiccia di Mi Piace, ha avuto l'innesco finale per gettare nell'oblio totale foto di vacanze e profondi status degli amici. Semplicemente perché, a conti fatti, questi non fanno guadagnare.

Per quanto strano possa sembrare ai meno esperti, no, il News Feed che compare sul vostro cellulare
non è lo stesso che compare sul portatile.

BARRICARSI NELLE PROPRIE CONVINZIONI – La seconda presa di coscienza di Hanon è stata che, nell'aver casualmente apprezzato molti contenuti ideologicamente attinenti all'area di destra,
conservatrice e xenofoba, Facebook aveva iniziato a rispondere promuovendo pagine e contenuti simili.

Il redattore di Wired ha sperimentato sulla propria pelle la cosiddetta logica del "Daily Me" (l'Io
Quotidiano, ndr) teorizzata da Cass Sunstein, ovvero quel meccanismo digitale perverso per cui l'utente finisce per essere circondato dall'eco assordante delle proprie convinzioni, creando idealmente un proprio giornale in cui non si apre mai ad altri punti di vista. Lo sperimentatore, che ha portato il suo News Feed ad un punto massimo di estremismo, ha descritto questa parte con un certo disagio:

"We set up our political and social filter bubbles and they reinforce themselves—the things we read and watch have become hyper-niche and cater to our specific interests." (Creiamo le nostre "bolle" politiche e sociali attraverso i filtri, che ti fanno apparire solo contenuti simili a quelli che hai già visto, così le cose che vediamo sono solo un "iper-nicchia" fatta apposta per noi, ndr)

Il News Feed di Hanon non ha fatto altro che rimpolpare – in linea puramente teorica, essendo solo un esperimento – le convinzioni palesate dall'utente a colpi di Mi Piace. Nella "testa" dell'EdgeRank, come in quella di tutti gli algoritmi che governano i contenuti dei colossi informatici, c'è l'idea che nell'era della personalizzazione perfetta l'utente voglia solo leggere quel che già concerne alla sua area comportamentale e ideologica. Amazon vi suggerirà libri a partire dai comportamenti d'acquisto
precedenti, Facebook vi suggerità contenuti a partire dalle vostre interazioni passate.

L'effetto perverso lo potete immaginare facilmente: l'utente si trincera dinnanzi alle sue credenze e,
come in un guscio ermetico, non riesce a venire a conoscenza di altre opinioni – che è poi la vera
essenza del concetto stesso di pluralismo informativo e di opinione pubblica, il confronto tra punti di
vista diversi. Facebook appaga alla perfezione questo Daily Me, visto che il News Feed appare agli
occhi dei più come un giornale su misura, più che un semplice aggregatore di contenuti. E nel giornale personalizzato l'utente si sente a casa, ideologicamente al sicuro, semplicemente perché i punti di vista opposti sono banditi e l'algoritmo implementa il proprio credo, senza mai metterlo in discussione.

"It reminded me of what can go wrong in society, and why we now often talk at each other instead of to each other." (mi ha ricordato alune cose che possono andare storte in una società, e mi ha fatto pnsare che questo può anche essere il motivo per cui spesso oggi si "parla a", invece di "parlare con", ndr)

Quindi, la prossima volta che in Tv sentirete esimi guru digitali narrare le mirabolanti gesta dei social network nei confronti dell'aumento dell'informazione, ricordatevi della piccola lezione tratta da questo esperimento su Facebook. Solo perché la creatura di Mark Zuckerberg propone più contenuti – di numero -, non vuol dire che informi di più giovani e adulti, visto che l'informazione esprime un concetto di qualità prima che di quantità. Anzi, è molto probabile che Facebook sedimenti idee precostituite alimentando il cameratismo tra utenti che la pensano allo stesso modo e l'odio nei confronti di coloro che non appartengono alla camerata. D'altronde, in un mondo digitale in cui abbiamo deciso di dare le chiavi del cancello agli algoritmi, dobbiamo ammettere che i gatekeeper dell'informazione non siamo più né noi né i giornalisti, bensì chi ci dice, quotidianamente, cosa leggere e cosa non leggere.



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giovedì 20 ottobre 2011

Ecco come ci controllano la mente e le azioni



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Le 10 Regole Del Controllo Sociale

Ecco come ci controllano la mente e le azioni:

1. Ci distraggono dai veri problemi importanti, con notizie insignificanti

2. Creano problemi, anche gravi, per offrirci la soluzione e farci credere che sia l'unica attuabile

3. Applicano gradualmente, per anni, decisioni impopolari

4. Differiscono l'imposizione della decisione impopolare a un futuro: sarà doloroso ma lo affronteremo più avanti.

5. Si rivolgono a noi con toni infantili suggestionandoci a reagire come bambini

6. Usano l'aspetto emotivo molto più della riflessione, accedendo al nostro inconscio e insinuandoci timori, emozioni, false verità

7. Mantengono la gente nell'ignoranza e mediocrità, evitando che capiscano le tecniche di controllo e schiavitù applicate

8. Ci stimolano ad approvare la mediocrità: essere stupidi è di moda.

9. Rafforzano la nostra autocolpevolezza, facendoci cadere in depressione e inibendo la nostra voglia di azione-reazione.

10. Ci conoscono meglio di quanto conosciamo noi stessi (Neurologia e Psicologia applicata, da oltre 60 anni ad oggi)

La vera rivoluzione è il BOICOTTAGGIO




http://cipiri17.blogspot.com/2011/10/la-vera-rivoluzione-e-boicottare.html?spref=bl


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venerdì 12 agosto 2011

Ecco perchè Microsoft manda i regali natalizi ai deputati italiani

 

 

Ecco perchè Microsoft manda i regali natalizi ai deputati italiani, e agli altri no!


Conto consuntivo della Camera dei deputati per l’anno finanziario 2010
2 agosto 2011

Cap. 245: Spese per acquisto software
19.064.337 euro
(diciannovemilionisessantaquattromilatrecentotrentasette)

Cap. 60: Spese per manutenzioni ordinarie software
4.260.306 euro

(quattromilioniduecentosessantamilatrecentosei)

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Il Parlamento francese utilizzerà solo software opensource
30/11/2006( !!)
I deputati eletti nella prossima legislatura francese troveranno software open-source nei loro PC.
L’Assemblea Nazionale ritiene che l’utilizzo di Software Libero possa consentire notevoli risparmi alla Francia, nonostante il costo per la migrazione e per la formazione del personale.
I software open-source ormai offrono tutte le funzioni di cui i deputati necessitano, questa è la conclusione di uno studio condotto su richiesta del Presidente dell’Assemblea, Jean-Louis Debrè.
Il software che i deputati troveranno installato sui loro computer includeranno Linux, Open Office, Firefox ed un client di posta open source (non meglio specificato) .
Un buon numero di deputati aveva richiesto al presidente di considerare l’utilizzo di software open source, ed il Presidente ha accolto le richieste dei parlamentari.
Tra i deputati a favore c’è Bernard Carayon, il quale aveva ricevuto, proprio all’inizio dell’anno, un incarico da parte del Primo Ministro francese per effettuare uno studio su come le imprese Europee possano svolgere un più grande ruolo nello sviluppo di standard industriali tesi a ridurre la dipendenza economica da altre regioni del mondo.
Nel suo studio, Carayon aveva concluso che il governo Francese avrebbe dovuto studiare l’utilizzo di software open source, ed aveva soprattutto raccomandato l’utilizzo di ODF (Open Document Format) per la memorizzazione dei documenti del governo. ODF è il formato aperto utilizzato da Open Office, supportato anche da Sun, IBM e altri sviluppatori.
Ora il dipartimento IT dell’Assemblea ha circa sei mesi per preparare il passaggio all’open source, ovvero il tempo rimanente fino alle prossime elezioni legislative francesi

http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/08/ecco-perche-microsoft-manda-i-regali.html


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sabato 6 agosto 2011

Ecco come Bin Laden riusciva a comunicare senza Internet


Ecco come Bin Laden riusciva a comunicare senza Internet

Dopo l'arresto di Bin Laden inziano a trapelare nuove informazioni sui metodi utilizzati dal re dei terroristi per comunicare con il mondo esterno.

Il leader terrorista Osama Bin Laden, nonostante non avesse un accesso a Internet, riusciva facilmente a comunicare con la rete internazionale di terroristi messa in piedi in questi lunghi anni di latitanza. Scrivendo numerose email Bin Laden, catturato e ucciso poche settimane fa con un blitz americano in Pakistan, era  sempre stato capace di non farsi intercettare dall’unità investigativa americana. Il metodo, descritto in dettaglio da un funzionario anti-terrorismo e una seconda persona informata dell’inchiesta degli USA, era semplice.
Per non lasciare tracce digitali, scriveva numerose email sul computer in modalità offline e le registrava su alcune penne USB. Dopo, passava le USB flash drive ai suo corrieri che, raggiunto un Internet cafè, potevano inoltrare i messaggi ai destinatari. Il processo contrario era lo stesso; una volta in possesso delle email di risposta, queste venivano registrate sui supporti digitali e consegnate al leader. Questo sistema, basato sulla fiducia e sulla disciplina, permetteva la comunicazione globale.
I Navy Seals hanno scoperto nel covo centinaia di penne USB che forniranno importanti informazioni sulla comunicazione tra Bin Laden e i suoi associati nel resto del mondo. I membri di Al Qaeda cambiano continuamente gli indirizzi email, così non è ancora chiaro quali e quanti sono ancora attivi. La lunga lista di indirizzi email e i numeri telefonici recuperati permetterà alle autorità competenti americane di chiedere informazioni alle compagnie che gestiscono i servizi Internet.
I documenti non chiarificano se Bin Laden comunicasse con persone all’interno degli Stati Uniti, anche se storicamente vengono utilizzati servizi di email e gestori delle connessioni Internet degli U.S. La quantità di documenti è talmente ampia che sono stati chiamati molti traduttori della lingua araba che ruotano intorno al sistema dell’Intelligence americana.
Le autorità americane sono alla ricerca di tutte le informazioni che possono portare alla scoperta delle future strategie del gruppo terroristico. Gli ufficiali hanno detto che non è stato individuato un piano nel presente anche se, chiariscono, Bin Laden è rimasto in contatto nelle operazioni di Al Qaeda anche dopo che passò il controllo a Ayman Al-Zawahri.
Le informazioni contenute nei files non solo potranno aiutare le autorità investigative a scoprire l’identità di nuove figure all’interno del gruppo, ma spingere i terroristi a cambiare le loro strategie; questo potrebbe renderli più vulnerabili ad essere scoperti e intercettati nel Cyberspazio.


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venerdì 10 dicembre 2010

Ecco come drogano le nostre menti



Ecco come drogano le nostre menti

La manipolazione mediatica ormai non ha confini. Il consenso politico e quello d'opinione è regolato attraverso ben precise strategie mediatiche che si appoggiano su 10 regole di base. Noam Chomsky ci aiuta a svelare l'inganno
In questi giorni di forte instabilità politica si riaccendono i toni e si rimescolano i temi che hanno animato il calderone mediatico degli ultimi 15 anni: sicurezza, giustizia, economia, tradimento, sesso. Nel nostro Paese succede che molti ingenui continuino ad esempio a meravigliarsi delle boutade del presidente del Consiglio, limitandosi a bollare barzellette e proclami del premier brianzolo come uscite inammissibili, senza considerare quanta macchinazione logica stia dietro ad ogni singola affermazione. Un meccanismo ben oliato a cui fanno ricorso non solo uomini politici, ma esperti di marketing e uomini di potere in genere. Un noto studioso di linguistica come Noam Chomsky ha stilato una lista di 10 regole, che vengono utilizzate per drogare le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria. Ecco quali sono:

1-La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4- La strategia del differire

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e per accettarlo rassegnato quando arriverà il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione

Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre determinati comportamenti….

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: Res Marche
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lunedì 6 dicembre 2010

ECCO IL CADAVERE DI YARA , BUFALA CHOC SU FACEBOOK



ECCO IL CADAVERE DI YARA , 

BUFALA CHOC SU FACEBOOK


In gergo si chiama 'cowjacking', ed è una delle pratiche più fastidiose e comuni nello stesso tempo su Facebook. Si tratta di pagine 'esca', bufale che attirano utenti a dare il proprio 'like' e a condividere la pagina sulla propria bacheca. Dopo le bufale del video hard di Belen, quella delle foto del cadavere di Sarah Scazzi e mille altre ancora, anche la povera Yara Gambirasio non è stata risparmiata dalla fastidiosa pratica di spam, che sebbene non comporti alcun rischio di virus o malware nel pc degli utenti, è senza dubbio di cattivo gusto. Si chiede di cliccare su 'mi piace' e di condividere poi il link sulla propria bacheca, ma alla fine non c'è nulla da vedere: anche in questo caso, come anche in molti altri, la pagina si limita a sfruttare la curiosità morbosa dell'utente. Ciò che sorprende è, piuttosto, il fatto che molti internauti, nonostante questa pratica si ripeta ciclicamente su qualsiasi argomento, continuino comunque a 'cascarci', solo per la curiosità di verificare se le presunte foto o video ci siano o meno.


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martedì 22 giugno 2010

Ecco come scoprire da dove proviene un’email anonima




Spesso capita di ricevere email anonime di diversa tipologia, spam e quant’altro e ciò ci lascia sempre con il dubbio di chi possa averla inviata.
Per risalire al mittente in primis avremo bisogno di uno strumento in grado di tracciare la provenienza del messaggio anonimo. Questi i possibili passaggi da seguire per trasmormarvi in ottimi 007 e risalire al colpevole:
1 – Annotate sul Block Notes l’header completo dell’email.
2 – Ora incollate l’header nella barra che si trova in questa pagina web e cliccate su “Trace Email Sender”.
Ora avrete in mano tutte le informazioni necessarie relative al mittente:
a) indirizzo ip del server da cui è partita l’email;
b) mappa geografica con la collocazione precisa del server di posta.
E’ bene precisare che spesso sapere l’indirizzo del server non è abbastanza esaustivo, ma comunque è un primo passo per procedere all’eventuale identificazione del mittente, che però potrà essere effettuata in toto solo dal provider.. 
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domenica 24 gennaio 2010

Ecco Come Creare Biglietti Da Visita Gratis ...

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Business Card Robot è un servizio online gratuito che permette di creare biglietti da visita pronti da stampare in una manciata di click, in non più di cinque minuti. Ecco come funziona.


Per creare il tuo biglietto da visita, collegati sul sito Internet Business Card Robot e utilizza il modulo presente nella parte destra della pagina per inserire i tuoi dati. Digita quindi il tuo nome nel primo campo (es: Mario Rossi), il tuo ruolo nel secondo campo (es: commercialista) e i dati riguardanti la tua attività (nome della società, indirizzo e recapiti) negli altri campi, seguendo lo schema predefinito o in base ai tuoi gusti.



Puoi inserire dei testi in grassetto (es: il tuo nome e quello dell’azienda), cliccando sul pulsante “B” situato accanto a ciascun campo di testo, dei testi in corsivo, cliccando sul pulsante “I” situato accanto a ciascun campo di testo, e regolare le dimensioni del testo, sfruttando i tre pulsanti raffiguranti la lettera “A” situati accanto a ciascun campo di testo (la “A” più piccola fa il testo più piccolo, quella più grande il testo più grande).

Puoi impostare dei righi bianchi nel biglietto da visita, lasciando vuoti i campi di testo ad essi relativi, mentre puoi visualizzare un’anteprima del tuo biglietto da visita, cliccando sul pulsante verde Preview Cards, che si trova in fondo al modulo.



Per inserire un logo personalizzato nel tuo biglietto da visita, non devi far altro che cliccare sul pulsante grigio Upload Logo, che si trova in fondo al modulo.

Nella finestra che si apre, seleziona l’immagine che vuoi usare come logo dal tuo computer ed attendi che venga caricata sul sito.



Quando sei soddisfatto del risultato ottenuto, clicca prima sul pulsante verde Preview Cards, che si trova in fondo al modulo, e poi sul pulsante verde Download Cards, che si trova sotto l’anteprima del tuo biglietto da visita, per salvare quest’ultimo.



Ecco fatto. Adesso hai un documento in formato pdf pieno di biglietti da visita personalizzati. Non devi far altro che stamparli e ritagliarli per distribuirli in giro.

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mercoledì 13 gennaio 2010

Ecco Come Puoi Arredare La Casa Al Computer....


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 Sweet Home 3D.
Si tratta di un programma gratuito molto completo che permette di arredare la casa al computer, generando dettagliatissime riproduzioni 3D di ogni ambiente e consentendoti di sbizzarrire la tua fantasia. Ecco come funziona.


Innanzitutto, collegati sul sito Internet di Sweet Home 3D e clicca sulla voce Windows Installer, che si trova in fondo alla pagina, per scaricare il programma sul tuo PC.



A scaricamento ultimato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (SweetHome3D-2.1-windows.exe) e, nella finestra che si apre, fai click prima su OK, per confermare l’utilizzo della lingua italiana, e poi su Avanti.

Accetta quindi le condizioni di utilizzo del programma, mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini del contratto di licenza, e clicca prima su Avanti per quattro volte consecutive e poi su Installa e Fine, per terminare il processo d’installazione ed avviare Sweet Home 3D.



Nella finestra che si apre, seleziona la voce Crea stanze dal menu Piano e clicca sul pulsante OK, per iniziare a creare delle stanze virtuali da arredare.

Utilizza quindi il cursore del mouse per disegnare le stanze virtuali che intendi arredare nello spazio bianco a quadretti, che si trova nella parte alta a destra della finestra, e fai doppio click per finalizzare la stanza quando ne hai disegnato tutti gli angoli (aiutandoti con i righelli presenti ai lati del riquadro bianco, per regolarne le dimensioni). Puoi anche creare singoli muri, selezionando la voce Crea muri dal menu Piano.



Per arredare la tua stanza, espandi le cartelle collocate nella lista che si trova nella parte alta a sinistra della finestra e trascina con il mouse i vari oggetti nella stanze realizzate in precedenza.

Espandi quindi la cartella Cucina, per aggiungere alla tua stanza elementi quali frigorifero e lavatrice, la cartella Bagno, per aggiungere vasche da bagno e lavandini, la cartella Soggiorno, per aggiungere alla stanza elementi quali poltrone, camini e librerie, la cartella Miscellanea per oggetti di varia natura e via discorrendo.



Puoi assegnare un nome e scegliere il colore/tema di soffitto e pavimento nelle stanze, facendo doppio click su queste ultime.

Nella finestra che si apre, digita il nome da assegnare alla stanza nel campo Nome, metti il segno di spunta accanto alla voce Colore relativa a pavimento e/o soffitto, se desideri pavimento e/o soffitto a tinta unica, o alla voce Texture relativa a pavimento e/o soffitto, se desideri pavimento e/o soffitto a tema (es: legno, a quadretti, ecc.), e clicca sul quadrato grigio collocato accanto alla dicitura selezionata per scegliere il colore o il tema da applicare. Puoi seguire lo stesso procedimento anche per gli oggetti di arredamento.



Per visualizzare le tue stanze arredate in 3D (nel riquadro collocato in basso a destra), apri il menu Vista 3D e seleziona la voce Vista aerea, per visualizzare la stanza in 3D dall’alto, o la voce Visita virtuale, per visualizzare le stanze in 3D i maniera frontale, come se ti ci trovassi dentro.

Utilizza quindi il mouse per spostarti nella stanza e la rotellina dello stesso per avvicinare o allontanare la visuale. Puoi anche scattare un’istantanea della tua stanza in 3D, selezionando la voce Crea foto dal menu Vista 3D.



Quando sei soddisfatto del risultato ottenuto, puoi salvare la tua casa virtuale, selezionando la voce Salva con nome del menu file. Aprendo il file salvato, potrai rivedere la casa virtuale creata con Sweet Home 3D e modificarla come meglio credi.

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giovedì 7 gennaio 2010

Presentazioni con animazioni ed effetti speciali


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 BannerSnack, un servizio online gratuito che ti permette di creare presentazioni natalizie con le tue foto ricche di animazioni ed effetti speciali. Ecco come funziona.

Innanzitutto, collegati sul sito Internet BannerSnack. Clicca quindi sulla voce Register (collocata nella parte alta a destra della pagina), compila il modulo che compare (digitando, in ordine, indirizzo di posta elettronica, nome che vuoi usare nel servizio e password per due volte) e clicca sul pulsante Register, per completare la registrazione gratuita e accedere a BannerSnack.



Per iniziare a creare le tue presentazioni natalizie, clicca sul pulsante giallo Make a banner situato al centro della pagina principale di BannerSnack. Nella pagina che si apre, clicca sulla voce Create new banner (collocata nel riquadro grigio che si trova sulla sinistra dello schermo), seleziona le dimensioni che vuoi far assumere alla tua presentazione e clicca sul pulsante OK, per aprire l’editor attraverso cui creare quest’ultima.



A questo punto, clicca prima sul pulsante Add Image e poi sulla voce Upload, per caricare una ad una le foto natalizie che vuoi usare nella presentazione dal tuo PC. Quando hai finito di aggiungere le foto, seleziona con il mouse l’anteprima di quella che intendi aggiungere alla pagina corrente della presentazione e, nel messaggio che si apre, metti il segno di spunta accanto alla voce Don’t show this again! e fai click sul pulsante Use the default image size, per adattare la foto alle dimensioni della presentazione.

Puoi spostare, ruotare e ridimensionare le immagini inserite nella presentazione, selezionandole con il mouse e utilizzando i piccoli quadrati presenti ai bordi di queste ultime.



Puoi aggiungere degli effetti speciali e delle animazioni alle immagini, selezionandole con il mouse e facendo click prima sulla scheda Filters (collocata nella parte destra della pagina) e poi su uno dei tre pulsanti Choose Effect che compaiono. Nella finestra che si apre, scegli l’effetto speciale da applicare alla foto, selezionando prima la sua categoria (tramite l’elenco situato sulla sinistra) di appartenenza e poi l’effetto vero e proprio (tramite il riquadro di anteprima collocato sulla destra).



Per inserire dei testi nella presentazione, clicca sul pulsante Add Text (collocato nella barra degli strumenti di BannerSnack), clicca nel punto della presentazione in cui intendi far visualizzare la scritta e digita il testo. Imposta quindi il carattere di scrittura e il colore del testo, tramite i menu presenti nella parte destra della pagina.



Per aggiungere nuove pagine alla tua presentazione, in cui inserire nuove immagini, effetti speciali e scritte, clicca sull’anteprima della prima pagina della presentazione (collocata nella parte bassa dello schermo) e fai click sull’icona con il simbolo “+” verde (collocata in alto a destra).

Puoi impostare degli effetti di transizione da una pagina all’altra della presentazione, cliccando prima sull’anteprima della pagina a cui intendi applicare l’effetto speciale (collocata nella parte bassa dello schermo) e poi sul pulsante Add transition (l’icona con i due rombi colorati collocata in alto a destra). Seleziona quindi l’effetto di transizione che intendi applicare e clicca sul pulsante Done per completare l’operazione.



Quando sei soddisfatto del risultato ottenuto, clicca sul pulsante Publish presente nella barra degli strumenti di BannerSnack e, nella finestra che si apre, digita il nome che vuoi assegnare alla presentazione (nel campo Banner name) e clicca sul pulsante verde Publish per ultimare la pubblicazione.



A salvataggio ultimato, clicca sulla scritta blu here e, nella pagina che si apre, fai click prima sull’anteprima della presentazione appena salvata e poi sulla voce Direct Link, per visualizzare la tua presentazione.

Puoi condividere la presentazione con i tuoi amici su tutti i maggiori social network e blog (Facebook, Twitter, del.icio.us, ecc.), non devi far altro che cliccare sulle icone collocate sotto quest’ultima.

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giovedì 17 dicembre 2009

Tenere Traccia delle Cose Prestate


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 Return My Pants, un servizio online gratuito che consente di tenere traccia delle cose prestate in maniera estremamente dettagliata. Scopriamo insieme come funziona.

Il primo passo che devi compiere per tenere traccia delle cose prestate è collegarti sul sito Internet Return My Pants e cliccare sulla voce Lending?, che si trova nella freccia rossa collocata nella parte alta della pagina.



Nella pagina che si apre, compila il modulo digitando una descrizione degli oggetti prestati (nel campo di testo situato accanto alla voce What thing(s) are you lending?), i dati della persona a cui li hai consegnati (il nome nel campo Person’s first name, il cognome nel campo Last name e l’indirizzo di posta elettronica nel campo Email Address) ed il periodo di inizio (Lend date) e fine (Return date) del prestito. Se non c’è una data precisa entro la quale intendi avere restituite le tue cose, metti il segno di spunta accanto alla voce Open-Ended.

Digita quindi i tuoi dati nei campi di testo collocati accanto alla dicitura And you are… (il nome in First name, il cognome in Last name e l’indirizzo di posta elettronica in Email address), la password che vuoi usare per accedere al servizio nel campo What would you like for a password? e clicca sul pulsante Track it, per completare la procedura di registrazione gratuita a Return My Pants.



Nella pagina che si apre, puoi visualizzare la lista di tutti gli oggetti che hai prestato, cliccando sulla voce My List che si trova nella parte alta dello schermo, puoi appuntare nuovi oggetti prestati (seguendo la procedura appena descritta), cliccando sulla voce Lend che si trova nella parte alta dello schermo, e puoi appuntare una lista di cose prestate a te che devi restituire ad altri, cliccando sulla voce Borrow che si trova nella parte alta dello schermo e compilando il modulo che si apre.



Puoi anche aggiungere delle foto descrittive alle cose che hai prestato, facendo click sulla voce ADD A PHOTO situata accanto ad ogni voce presente nella lista degli oggetti prestati.

Seleziona quindi la foto da caricare su Return My Pants, cliccando sul pulsante Sfoglia, e fai click su Upload photo per associare l’immagine all’oggetto prestato.



Per modificare le descrizioni degli oggetti presenti nell’elenco, non devi far altro che cliccare sull’icona raffigurante una matita, che si trova nella parte destra dell’elenco, mentre per cancellarli ti basterà cliccare sull’icona rossa a forma di “X”.

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