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lunedì 23 aprile 2018

Vola il Mercato della Casa Connessa


Internet of Things

Nel 2015 erano 5 miliardi. Nel 2021 saranno 46. 
Parliamo degli oggetti reali connessi ad Internet, diversi dai computer e dai nostri cellulari. 
Frigo che informano sullo stato della spesa alimentare, lavatrici che possiamo attivare dal cellulare, sensori e videocamere che scrutano la nostra casa contro il rischio furti, impianti di riscaldamento che si avviano o si spengono in base  al clima, garantendo un risparmio energetico. La casa degli italiani è sempre più smart e l’Internet of Things (Internet delle cose) nel nostro Paese vale 185 milioni di euro nel 2016,  +23% rispetto all’anno precedente. A delineare il quadro è la ricerca Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano che ci rivela come il 26% dei consumatori italiani disponga  di almeno un oggetto intelligente e connesso nella propria abitazione e  il 58% ha intenzione di acquistarli in futuro.  I possibili impieghi dell’IoT sono molti e variegati.


 La maggioranza delle oltre 290 soluzioni per la casa connessa censite in Italia e all’estero (il 31%) è  dedicata alla sicurezza, tra videocamere di sorveglianza, serrature, videocitofoni connessi e sensori di movimento. Altro tema caldo è la gestione energetica che  conta su soluzioni per il controllo remoto degli elettrodomestici  (10%), la gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento (8%), il monitoraggio dei consumi dei dispositivi elettrici (10%).    Gli italiani non  ritengono comunque  ancora sufficientemente pronta l’offerta tecnologica: chi  non dispone già di oggetti connessi nella sua abitazione nel 50% dei  casi è  «in attesa di soluzioni tecnologicamente più mature» per  acquistarli. E c’è scarsa fiducia sulla possibilità che i dati personali siano protetti da eventuali attacchi hacker. 
Il 67% dei potenziali acquirenti è preoccupato per questo genere di rischi. Per Giulio Salvadori, ricercatore dell’Osservatorio Internet of Things, «è fondamentale prestare molta attenzione alla  tutela della privacy e della sicurezza, perché i consumatori sono tendenzialmente restii a condividere i propri dati, a meno di ricevere in cambio vantaggi concreti».



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lunedì 2 aprile 2018

Bill Gates: il mio errore più grande Ctrl+alt+Canc


Il fondatore di Microsoft, in un’intervista al B G B Forum (nel corso della quale ha parlato di tutt’altro, in particolare della sua attività di beneficenza e di lotta contro la diffusione dell’AIDS) ha confessato a David R, co-fondatore e amministratore delegato di C. Group, di avere un rimpianto rispetto alla sua vecchia vita da programmatore: “la combinazione Ctrl+alt+Canc: avrei dovuto permettere il riavvio con un tasto solo”. Ha però negato di avere una responsabilità diretta in quello che Rubinstein ha definito ‘una delle questioni più sconcertanti dell’era digitale’, cioè il dover usare tre dita per riavviare un pc o per chiudere un’applicazione che si è ‘piantata’. 

“Chiaramente, le persone coinvolte avrebbero dovuto utilizzare un’altra chiave per questa funzione”. 
Pressato da Rubinstien, ha poi detto: “Non puoi tornare indietro e cambiare le piccole cose nella tua 
vita senza mettere a rischio tutto il resto ”, ma infine si è lasciato andare:

 “Certo.Se potessi fare una piccola modifica, 
vorrei fare questa operazione con un tasto solo”



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venerdì 25 novembre 2016

Sicurezza Informatica


Siamo circondati da tecnologia. 
Le nostre attività quotidiane sono legate a computer e internet, ragion per cui è importante essere consapevoli della sicurezza informatica, essere consci della terminologia base per non cadere in tranelli.

Certamente avremo sentito parlare di numeri di carte di credito rubati e virus informatici dannosi. Forse ne siamo stati vittima noi stessi. Una delle migliori difese contro queste minacce, è essere consapevoli dei rischi, conoscere la terminologia base, e che cosa possiamo fare per proteggerci.

Cos'è la sicurezza informatica?

Sembra che ora tutte le attività quotidiane ruotino intorno a computer e Internet: la comunicazione (email, cellulari), l'intrattenimento (film digitali, mp3), il trasporto (sistemi elettronici dell'automobile, i sistemi GPS), acquisti (negozi on-line, carte di credito), medicina (attrezzature e documentazione medica) e la lista va oltre. Quanto della nostra vita quotidiana si affida alla tecnologia? Quanto delle nostre informazioni personali sono memorizzate sul proprio computer o sul sistema di qualcuno altro?

La sicurezza informatica ha il compito di proteggere le informazioni evitando, rilevando e rispondendo agli attacchi.

Quali i rischi?

Ci sono molti rischi, più o meno gravi. Fra questi i più pericolosi sono i virus, che possono compromettere l'intero disco rigido del nostro pc, alterare i nostri files, permettere a qualcun'altro di usare il nostro computer per attaccarne altri, o rubare le informazioni sul nostro conto bancario o della nostra carta di credito. Purtroppo, non vi è garanzia al 100%, neppure adottando le migliori precauzioni, che non si possa diventare vittima di un attacco, ma ci sono alcune misure che si possano prendere per minimizzare le probabilità.

Come fare per proteggersi?

In primo luogo per proteggersi è importante riconoscere i rischi e avere un minimo di conoscenza della terminologia connessa:

• Codice cattivo. Questa categoria include virus, worms, e Trojan horses. Anche se di solito sono termini usati scambievolmente, essi hanno caratteristiche uniche.
• Virus. Questo tipo di codice cattivo richiede un'azione dell'utente per infettare il nostro computer. Questa può avvenire aprendo un allegato di una mail o visitando una particolare pagina Web.
• Worms. I Worms si propagano senza intervento dell'utente. La loro caratteristica è quella di saper sfruttare una vulnerabilità del software per infettare il computer e di propagarsi poi via e-mail o in rete. L'autopropagazione automatica li distingue dai virus.
• Trojan horses. Un programma Trojan Horse, o cavallo di Troia, è un software che sostiene essere una cosa mentre in effetti fa qualcos’altro di diverso alle spalle, come del resto ha fatto il vero cavallo di Troia della storia. Per esempio, un programma che reclami di rendere più veloce il nostro computer ma che in realtà apre un canale di trasmissione che permette l'intrusione di un malintenzionato.

Hacker, attacker, o intruder. Questi termini sono attribuiti a persone che cercano di sfruttare le debolezze del software e dei sistemi di elaborazione per proprio interesse. Anche se le loro intenzioni sono nella stragrande maggioranza dei casi benigne e motivate solo dalla curiosità, dalla semplice sfida di essere in grado di violare un sistema informatico, le loro azioni sono tipicamente violazioni ai sistemi che sfruttano.
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sabato 14 novembre 2015

Congo ed il Coltan per il Tuo Computer



Il costo umano di uno smartphone 
e tutto ciò che gira attorno al coltan
Le guerre invisibili, come in Congo, per il controllo delle risorse. La "sabbia" per costruire telefonini e computer. Il silenzio della stampa internazionale. 
Coltan, diamanti, petrolio, proiettano alcuni paesi 
africani nella logica della globalizzazione. "Potremmo chiamarle guerre tribali solo se considerassimo le multinazionali che ne traggono profitto come tribù",
 commenta Jean-Léonard Touadi

Cos'è il coltan? Una sabbia nera, leggermente radioattiva, formata dai minerali colombite e tantalite, da cui si estrae il tantalio, metallo raro che viene usato, sotto forma di polvere metallica, nell'industria della telefonia mobile, nella componentistica dei computer e in quella degli aerei, poiché aumenta la potenza degli apparecchi riducendone il consumo di energia. È lo sviluppo della news economy, quindi, delle telecomunicazioni, dell'elettronica di punta e della telefonia mobile, a rendere così indispensabile questa materia, di cui l'80% delle risorse mondiali viene estratta in Congo.

Il contesto geografico. La parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, la zona del Kivu, che confina con Ruanda, Burundi e Uganda, è di gran lunga la zona più ricca in assoluto di minerali e risorse di tutto il territorio congolese. Ricca di oro e diamanti, dei quali continua a rifornire i mercati 
mondiali in modo assolutamente illegale, e di coltan. Qualcuno ha detto che la guerra iniziata in Ruanda nel lontano 1994, che ha provocato ondate di profughi verso quei territori, avesse come mira finale l'occupazione del Congo, il paese più ricco del mondo, dal punto di visto minerario e geologico, ma anche e fra i paesi più poveri della terra, come condizioni di vita. Il Congo è grande quanto tutta l'Europa occidentale (2 mln e 342.000 km quadrati) e la zona del Kivu è molto distante dalla capitale Kinshasa e carente di infrastrutture, ferrovie o strade che la colleghino agevolmente ad essa. Chi controlla quindi questa zona?

Chi fa affari con la guerra e le multinazionali. La distanza dalla capitale ha reso il Kivu terra di nessuno, consentendo ai Lords of war (i cosiddetti signori della guerra) di diventare i principali interlocutori delle multinazionali. È una zona bellissima dal punto di vista paesaggistico, propaggine della Foresta Equatoriale che si estende verso la Rift Valley, con clima ideale, né caldo né freddo, e con una natura incontaminata. Uno dei polmoni ecologici del mondo, che da anni è anche zona di piste clandestine per l'atterraggio di aerei provenienti direttamente dall'Europa, dall'America e dall'Asia che arrivano, caricano il materiale e se ne vanno. 

Guerre e coltan: 11 milioni di morti. Chi compra il coltan non si preoccupa della provenienza e se il 
mercato è clandestino e senza controlli. Quello che poteva essere una benedizione per i congolesi è 
diventata la più grande delle maledizioni, per la mancanza di normativa, di regolamentazione e di 
controllo in merito all'estrazione di questo minerale e alle sue modalità. Chi lo estrae, adulti ma anche bambini, lo fa spesso scavando a mani nude, con conseguenti frane e incidenti quotidiani. Ogni giorno decine di bambini muoiono. Non c'è un censimento e tanto meno un risarcimento. L'età dei bambini che vanno a lavorare si abbassa di anno in anno. Ragazzini di 7-8 anni dopo dieci anni di lavoro sono vecchi e sviluppano, a causa della radioattività, malattie del sistema linfatico che ne causano la morte. 

Le guerre sviluppate attorno all'accaparramento del coltan ha portato sinora circa 11 milioni di morti e schiere di migliaia di bambini soldato che quando non combattono scavano la terra alla ricerca del 
minerale. Conflitti del passato e moderni. Jean-Léonard Touadi, congolese, giornalista, saggista, ex deputato e docente di Geografia dello Sviluppo in Africa, sottolinea le grandi novità di questa guerra: "È facile catalogarla come una guerra tribale, secondo categorie occidentali, rimandando a concetti noti di etnie e tribù locali che si contrappongono tra loro. Una guerra lontana, etnica, 'roba loro'. In realtà siamo di fronte a 'tribù' moderne. I Signori della Guerra che dominano queste terre di nessuno sono estremamente modernizzati: hanno telefoni satellitari, connessioni con grandi banche occidentali e collegamenti con paradisi fiscali, dove i soldi vengono versati direttamente sui conti esteri (rapporti ufficiali dell'Onu hanno certificato questa triangolazione). Vi è un circolo vizioso tra materie prime che escono, fornitura delle armi e la guerra che continua perché nessuno ha interesse a fermarla". 

Una guerra post-ideologica. Siamo di fronte a una nuova forma di guerra post-ideologica. Le guerre in Africa avevano sempre motivazioni politiche o geopolitiche dettate dalla difficoltà di creare una nation building o, durante la guerra fredda, erano collegate al conflitto est-ovest. "Dopo la caduta del muro di Berlino - ha aggiunto Jean-Léonard Touadi - la maggior parte delle guerre in Africa ha avuto come mira la conquista delle materie prime. Il diamante, l'oro, il petrolio, il coltan proiettano paesi come la Liberia, il Sierra Leone, l'Angola, il Congo nella logica della globalizzazione. E potremmo chiamarle guerre tribali solo se considerassimo anche le multinazionali che ne traggono profitto come delle grandi etnie, delle grandi tribù".

La legge che non c'è, il silenzio dei media. L'unica via per interrompere il mercato del "coltan 
insanguinato" e i conflitti ad esso collegati sarebbe una normativa internazionale. Se, infatti il "protocollo di Kimberley" ha posto regole al commercio dei diamanti, per il coltan, per il quale il percorso di tracciabilità sarebbe più facile provenendo prevalentemente da un solo paese, non esiste alcuna regola. È necessaria una campagna di sensibilizzazione, visto che solo la pressione mediatica spinge i decisori internazionali a darsi da fare per cercare soluzioni. Ma dopo una campagna di sensibilizzazione avviata in Belgio, denominata "niente sangue nel mio Gsm", è di nuovo calato il silenzio. Non fare campagna intorno alla questione è il modo migliore perché questi interessi continuino a proliferare. 

Conclude Touadi: "È un circuito consolidato e tutti trovano il loro tornaconto, compresi gli Stati vicini, visto che il commercio illegale passa per Kigali e Kampala. Bisogna che se ne parli, che chi legge i giornali si renda conto. E secondo me uno dei motivi per i quali la guerra non finisce è proprio questa. 

Ciò che mi scandalizza di più è il silenzio".

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Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet e blog personalizzati
 a prezzi modici e ben indicizzati. 
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

MIO SITO  :  http://www.cipiri.com/



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .

MUNDIMAGO


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domenica 1 novembre 2015

Il tuo Sito Web è RESPONSIVE ?




Il tuo Sito Web è RESPONSIVE ?

RESPONSIVE, Mobile-Friendly …. ma cosa vuol dire ?
E perché se il mio sito non risponde a queste caratteristiche, 
ho meno clienti, meno accessi e meno profitto ?

Cosa vuol dire sito RESPONSIVE o MOBILE-FRIENDLY ?

Senza scendere in tanti tecnicismi, vuol semplicemente dire che il sito è perfettamente navigabile sia se viene aperto dal computer, sia se viene aperto da smartphone, da tablet 
o da qualsiasi altro dispositivo mobile.

In poche parole un sito web Responsive fa vivere una bella esperienza di navigazione al tuo utente, sia che lui voglia vedere il tuo sito sul monitor grande di un computer, sia che lo voglia navigare da un tablet o da uno smartphone.

E se consideri che l’attuale traffico ai siti web avviene per il 75% da dispositivi mobili, avere un sito che su smartphone fa schifo, porta l’utente ad andarsene e 
porta te (azienda) ad aver perso un potenziale cliente.

Alcuni fattori che rendono un sito “mobile-friendly” sono:
testo leggibile senza dover zoomare,
link a prova di touchscreen e facili da cliccare,
possibilità di navigare senza gesti innaturali.
Chi naviga un sito web Mobile-Friendly, indipendentemente da quale dispositivo stia utilizzando, potrà fruire comodamente dei contenuti, compilare form online, realizzare ordini online, visualizzare 
correttamente le promozioni, ecc … evitando così le fastidiose azioni di zoom che, purtroppo, sono le cause maggiori di abbandono del sito.

Ricapitolando un sito web Mobile-Friendly fa contento l’utente
 (che non ha difficoltà a controllare il tuo sito), 
a contento te (perché i tuoi utenti non scapperanno più) e fa anche contento Google.

Se hai un sito, un Blog, una Landing Page o un eCommerce ti consigliamo di controllare come viene 

visualizzato da dispositivi come smartphone o tablet.

Ecco le verifiche da fare in autonomia … 

Verifica molto semplicemente se il tuo sito è ottimizzato per la navigazione da smartphone e tablet 
usando il link ufficiale di Google:


Inserisci il link del tuo sito, clicca ANALIZZA, dai tempo al tool di controllare 
e preparati alla sentenza.

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giovedì 10 ottobre 2013

BLOG DI CIPIRI: Uruguay: Consegna una pistola e riceverai computer...

Consegna una pistola e riceverai computer e bicicletta


Uruguay: Consegna una pistola e riceverai computer e bicicletta

Jose Mujica, il presidente dell’Uruguay.

Questo presidente così diverso dagli altri fa sempre parlare di sè.

In Uruguay si stima che un cittadino su tre possegga un’arma e solo la metà risulta regolarmente registrata. La popolazione armata è un pericolo: feriti e decessi causati da armi da fuoco sono in aumento. Proprio per questo motivo il governo ha creato la campagna Armas para la vida....
LEGGI TUTTO ...
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leggi anche 
NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
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giovedì 20 dicembre 2012

il primo virus per computer


 Trent'anni fa il primo virus per computer Nato per scherzo, infettava i floppy degli Apple II e conobbe una grande diffusione.Se il primo Windows per computer IBM compatibili (che adottavano PC-DOS o MS-DOS) ha compiuto 25 anni nel 2011, il primo virus in assoluto che si è diffuso al di fuori dei laboratori è ancora più vecchio, e compie ora 30 anni. Si chiama Elk Cloner ed è stato scritto nel 1982 per i sistemi Apple II dall'allora quindicenne Rich Skrenta, che oggi è CEO della startup che sta dietro al motore di ricerca Blekko.

Tutto nacque come uno scherzo. All'epoca, gli appassionati di computer si scambiavano programmi tramite i floppy disk e Skrenta, affascinato dalla programmazione sin da quando gli era stato regalato il suo primo Apple II, si divertiva a inserire nei floppy degli amici alcuni scherzi.

Rapidamente, però, gli amici erano diventati diffidenti e Skrenta decise di trovare un sistema che gli permettesse di alterare il contenuto di un floppy senza che dovesse alterarli personalmente.

Nacque così l'idea di Elk Cloner, un programma che sarebbe rimasto residente nella RAM del computer in attesa che un disco venisse inserito e, quando questo fosse successo, si copiasse nel settore di boot del disco stesso. Skrenta impiegò due settimane per realizzare, in assembly, Elk Cloner, che di per sé era sostanzialmente innocuo: ogni cinquantesimo boot del computer faceva apparire una sorta di poesia scritta da Skrenta stesso.

«Funzionava magnificamente» - ha di recente dichiarato Skrenta, ricordando i tempi passati - «e si diffuse ovunque» anche perché allora non esistevano antivirus che potessero rivelarlo, sebbene un modo per accorgersi dell'infezione esistesse. «Elk Cloner generava un rumore quando il programma si avviava. Se un disco veniva infettato, lo si poteva sentire: se si inseriva un disco infetto in un Apple II, si poteva udire il fruscio della testina, una firma riconoscibile» spiega Skrenta.

Nonostante i decenni passati da allora, secondo il creatore di Elk Cloner la situazione non è affatto migliorata: se il virus del 1982 sfruttava un bug in uno dei software, ancora adesso un sistema operativo perfettamente sicuro non esiste. «L'industria degli antivirus mi intristisce» spiega Skrenta. «Dovremmo costruire sistemi più resistenti ai virus per computer anziché affidare le pulizie a un'industria multimilionaria».



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venerdì 14 gennaio 2011

Intel sta per lanciare un video di azione-avventura intitolata "The Chase"





Intel sta per lanciare un video di azione-avventura intitolata "The Chase"


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To build excitement around the 2nd Generation Intel® Core™ i5 processor, Intel is launching an action-adventure video titled "The Chase." The spot demonstrates the performance capabilities of the new processors by creating an action-movie style chase sequence that takes place through a wide variety of program windows on a computer desktop.

Per generare entusiasmo attorno alla seconda generazione Intel ® Core ™ i5, Intel sta per lanciare un video di azione-avventura intitolata "The Chase". Lo spot mostra la capacità di prestazioni dei nuovi processori, creando uno stile action-movie sequenza di inseguimento che si svolge attraverso una grande varietà di finestre di programmi su un computer desktop.


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giovedì 15 luglio 2010

Come controllare il computer con la webcam


eViacam, un programma gratuito che consente di controllare il computer con la webcam, semplicemente muovendo la testa nella più svariate direzioni. Ecco come funziona.

Il primo passo che devi compiere è collegarti sul sito Internet di eViacam e fai click sulla voce Download eViacam, collocata nella parte sinistra della pagina, per scaricare il programma sul tuo PC. ev1
A scaricamento ultimato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (eViacam-1.1.exe) e, nella finestra che si apre, fai click prima su OK, per confermare l’utilizzo della lingua italiana, e poi su Avanti.
Accetta quindi le condizioni di utilizzo del programma, mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini del contratto di licenza, e clicca prima su Avanti per quattro volte consecutive e poi su Installa e Fine, per terminare il processo di installazione ed avviare eViacam.


ev2
Nella finestra che si apre, sposta e ridimensiona il rettangolo azzurro in modo che comprenda esclusivamente la tua testa e clicca sul pulsante Abilita (il cerchio verde nella barra degli strumenti di eViacam), per iniziare a controllare il computer con la webcam.

A questo punto, il cursore del mouse seguirà i movimenti della tua testa per spostarsi in qualsiasi direzione. Per scegliere quale operazione deve compiere il mouse quando la testa è ferma, non devi far altro che cliccare su uno dei pulsanti della barra degli strumenti che compare nella parte alta dello schermo all’avvio di eViacam.
Seleziona quindi Sinistra, per associare il click sinistro al non movimento della tua testa, Destra, per attivare il click destro, Trascina, per abilitare la funzione di trascinamento dei file, Doppio click, per compiere un doppio click, o No click, per non far compiere alcuna azione al mouse quando non muovi la testa.
ev4
Per smettere di controllare il computer con la webcam, non devi far altro che cliccare sul pulsante rosso con la “X” all’interno, che si trova nella barra degli strumenti di eViacam.



“Mai più senza internet: web is mobile”.
Mai più, perché internet oggi è ovunque.
Nelle tasche dei tuoi jeans, fra le dita della mano.
Sta rivoluzionando la tua vita.
E siamo solo all'inizio..
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lunedì 1 febbraio 2010

Proteggi le tue Password nei Computer Pubblici

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 KYPS. KYPS è un servizio on-line gratuito che ti permette di identificarti sui siti Internet protetti, come quello della tua casella e-mail, senza digitare le tue password nei PC pubblici, ma utilizzando dei codici “usa e getta” per effettuare l’accesso.


Il primo passo che devi fare è quello di collegarti, da un computer sicuro, sul sito Internet di KYPS e cliccare sulla voce Register for free (new users). Nella pagina che si apre, utilizza il menu a tendina situato accanto alla voce Select a website per selezionare il sito a cui vuoi accedere in maniera sicura.

Se non è uno di quelli elencati, seleziona la voce Other e incolla, nello spazio situato accanto alla voce Provide the address of the login page, l’indirizzo visualizzato nella barra del browser quando ti vengono chiesti i dati per effettuare il login nel sito che intendi visitare. Per continuare, clicca sul pulsante Continue.



Nella pagina che si apre, inserisci nei rispettivi campi il nome utente e la password che usi normalmente per accedere al sito che vuoi visitare da un computer pubblico, sfrutta il menu a tendina situato accanto alla voce How many one-time codes would you like per scegliere il numero di codici “usa e getta” che desideri utilizzare, scrivi le lettere visualizzate nell’immagine situata sotto la voce Please enter the text shown on this image nel campo situato accanto a quest’ultima, digita il tuo indirizzo di posta elettronica nel campo Your email address, scrivi yes nella barra che trovi in fondo alla pagina, e fai click su Register with KYPS per completare la tua registrazione ed ottenere un file pdf contenente tutti i tuoi codici.



A questo punto, se vuoi proteggere le tue password nei computer pubblici, non devi far altro che collegarti sul sito Internet di KYPS, cliccare sulla voce Safely log into a website from an untrusted computer, digitare il tuo indirizzo di posta elettronica nella pagina che si apre e fare click su Continue.



Incolla quindi il codice numerato che ti indica KYPS (con un messaggio come Please enter code with number 100, che significa che devi inserire la chiave numero 100) e clicca su Login per accedere in tutta sicurezza al sito desiderato.

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mercoledì 13 gennaio 2010

Ecco Come Puoi Arredare La Casa Al Computer....


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 Sweet Home 3D.
Si tratta di un programma gratuito molto completo che permette di arredare la casa al computer, generando dettagliatissime riproduzioni 3D di ogni ambiente e consentendoti di sbizzarrire la tua fantasia. Ecco come funziona.


Innanzitutto, collegati sul sito Internet di Sweet Home 3D e clicca sulla voce Windows Installer, che si trova in fondo alla pagina, per scaricare il programma sul tuo PC.



A scaricamento ultimato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (SweetHome3D-2.1-windows.exe) e, nella finestra che si apre, fai click prima su OK, per confermare l’utilizzo della lingua italiana, e poi su Avanti.

Accetta quindi le condizioni di utilizzo del programma, mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini del contratto di licenza, e clicca prima su Avanti per quattro volte consecutive e poi su Installa e Fine, per terminare il processo d’installazione ed avviare Sweet Home 3D.



Nella finestra che si apre, seleziona la voce Crea stanze dal menu Piano e clicca sul pulsante OK, per iniziare a creare delle stanze virtuali da arredare.

Utilizza quindi il cursore del mouse per disegnare le stanze virtuali che intendi arredare nello spazio bianco a quadretti, che si trova nella parte alta a destra della finestra, e fai doppio click per finalizzare la stanza quando ne hai disegnato tutti gli angoli (aiutandoti con i righelli presenti ai lati del riquadro bianco, per regolarne le dimensioni). Puoi anche creare singoli muri, selezionando la voce Crea muri dal menu Piano.



Per arredare la tua stanza, espandi le cartelle collocate nella lista che si trova nella parte alta a sinistra della finestra e trascina con il mouse i vari oggetti nella stanze realizzate in precedenza.

Espandi quindi la cartella Cucina, per aggiungere alla tua stanza elementi quali frigorifero e lavatrice, la cartella Bagno, per aggiungere vasche da bagno e lavandini, la cartella Soggiorno, per aggiungere alla stanza elementi quali poltrone, camini e librerie, la cartella Miscellanea per oggetti di varia natura e via discorrendo.



Puoi assegnare un nome e scegliere il colore/tema di soffitto e pavimento nelle stanze, facendo doppio click su queste ultime.

Nella finestra che si apre, digita il nome da assegnare alla stanza nel campo Nome, metti il segno di spunta accanto alla voce Colore relativa a pavimento e/o soffitto, se desideri pavimento e/o soffitto a tinta unica, o alla voce Texture relativa a pavimento e/o soffitto, se desideri pavimento e/o soffitto a tema (es: legno, a quadretti, ecc.), e clicca sul quadrato grigio collocato accanto alla dicitura selezionata per scegliere il colore o il tema da applicare. Puoi seguire lo stesso procedimento anche per gli oggetti di arredamento.



Per visualizzare le tue stanze arredate in 3D (nel riquadro collocato in basso a destra), apri il menu Vista 3D e seleziona la voce Vista aerea, per visualizzare la stanza in 3D dall’alto, o la voce Visita virtuale, per visualizzare le stanze in 3D i maniera frontale, come se ti ci trovassi dentro.

Utilizza quindi il mouse per spostarti nella stanza e la rotellina dello stesso per avvicinare o allontanare la visuale. Puoi anche scattare un’istantanea della tua stanza in 3D, selezionando la voce Crea foto dal menu Vista 3D.



Quando sei soddisfatto del risultato ottenuto, puoi salvare la tua casa virtuale, selezionando la voce Salva con nome del menu file. Aprendo il file salvato, potrai rivedere la casa virtuale creata con Sweet Home 3D e modificarla come meglio credi.

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martedì 3 novembre 2009

Controllare il Computer con il Mouse



 High Sign, un programma gratuito che consente di controllare il computer con le gesture del mouse.
Le “gesture” sono dei “disegni” (come forme geometriche, lettere, ecc.) che si fanno sullo schermo del PC tenendo premuto il tasto destro del mouse, ciascuna delle quali è associata ad un’azione da compiere. Ecco in dettaglio come funzionano.
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Innanzitutto, collegati sul sito Internet di High Sign e fai click sul pulsante bianco Download collocato nella parte destra della pagina. Clicca quindi sul pulsante bianco I Agree per scaricare il programma sul tuo PC.



A scaricamento ultimato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (HighSign.msi) e, nella finestra che si apre, fai click prima sul pulsante Next per tre volte consecutive e poi su Close per terminare il processo d’installazione.



Avvia High Sign tramite l’omonima voce presente nella sezione Tutti i programmi del menu Start di Windows, attendi che la sua icona compaia nell’area di notifica (accanto all’orologio di Windows) e facci doppio click sopra.

A questo punto, puoi controllare il computer con il mouse, tenendo premuto il tasto destro di quest’ultimo e “disegnando” sullo schermo le “gesture”. Puoi visualizzare la lista delle azioni associate ai vari movimenti del mouse, facendo click destro sull’icona di High Sign presente nell’area di notifica e selezionando la voce Available Actions dal menu contestuale.



Con High Sign puoi chiudere le finestre aperte (Close Window), massimizzare/ripristinare le finestre minimizzate (Maximize or Restore), aprire il navigatore Internet (Open Web Browser), salvare file (Save) e comandare programmi come Internet Explorer, Firefox e l’Esplora Risorse di Windows.



Per creare nuove “gesture”, fai doppio click sull’icona di High Sign presente nell’area di notifica di Windows, per abilitare la modalità Training del programma, e “disegna” sullo schermo i movimenti del mouse che vuoi associare a nuove azioni.

Nella finestra che si apre, clicca sul pulsante Next, seleziona dal menu a tendina collocato sotto la voce What application do you want to control? l’applicazione da comandare con la nuova “gesture” (scegli All Applications per far valere il comando in qualsiasi programma) e fai click su Next. Seleziona quindi l’azione da associare al movimento del mouse, scegliendola dal menu a tendina situato sotto la voce What action do you want to perform?, e clicca sul pulsante Done per completare la procedura.
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Per fare avviare High Sign ad ogni avvio del tuo PC, clicca con il tasto destro del mouse sulla sua icona situata accanto all’orologio di Windows, fai click sulla voce Preferences del menu contestuale e metti il segno di spunta accanto alla voce Start High Sign on Windows Startup.

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