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sabato 28 gennaio 2017

La Knesset vota il bavaglio a Facebook




Per il premier israeliano sotto indagine si ipotizza il reato di appropriazione indebita. Intanto la Knesset approva in prima lettura la “Legge Facebook” per imporre la censura al gigante dei social. Intanto proseguono arresti e demolizioni nella Cisgiordania occupata

Si discute, in Israele e all’estero, della sorte di Benyamin Netanyahu interrogato lunedì sera, per tre ore, dalla polizia sui “doni”, con un valore di decine di migliaia di euro, che ha ricevuto da facoltosi uomini d’affari. E si ipotizza l’esistenza di un secondo filone di indagine, segreto e molto più inquietante, che potrebbe costringere il premier alle dimissioni. Netanyahu intanto è passato all’attacco. Ieri ha preso di mira la ”stampa investigativa” che a suo dire dovrebbe chiedergli scusa per i «lunghi anni di persecuzioni quotidiane contro me e i miei familiari». Si è riferito al giornalista televisivo Raviv Drucker che da anni indaga sulle sue attività “extra” governative e su quelle della moglie Sara, presa di mira anche per il pugno di ferro (a dir poco) che usa nei confronti del personale di servizio nella sua residenza. Netanyahu ha spiegato i suoi problemi con la giustizia come un complotto di giornali ostili e dell’opposizione. «Se io avessi adottato una politica diversa, avrebbero abbracciato con calore non solo me ma anche la mia sposa…Si comportano così perché si oppongono alla nostra politica, alla politica che io porto avanti per conto di tutti noi». Malgrado la sua baldanza Netanyahu questa volta rischia una incriminazione per appropriazione indebita, e forse per altri reati più gravi, e di fare la stessa fine del suo predecessore Ehud Olmert costretto alle dimissioni dalle inchieste della magistratura e ora in carcere.

La vicenda del premier israeliano ha oscurato ciò che accade nei Territori occupati. Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha arrestato più di 40 palestinesi in Cisgiordania e ha distrutto una scuola e 14 strutture abitative “illegali” nel villaggio beduino di Khirbet Tana (Valle del Giordano). Le telecamere sono lontane anche dalla Knesset. Ieri mentre i media locali e internazionali riferivano dei problemi con la giustizia di Netayahu, il parlamento israeliano votava a favore, in prima lettura, della “Legge Facebook”. Se approvata in via definitiva, questa legge permetterà a Israele di obbligare il gigante dei social a rimuovere determinati contenuti attraverso un ordine dei giudici nei casi di “istigazione” pericolosa per la sicurezza nazionale.

In realtà Facebook, dopo l’incontro della scorsa estate tra i suoi dirigenti e il governo Netanyahu, ha già avviato una massiccia azione di censura nei riguardi di contenuti, frasi e immagini che considera “anti-israeliani”. Non basta ai parlamentari israeliani e ai promotori della legge, i ministri Gilad Erdan e Ayalet Shaked, secondo i quali Facebook non farebbe ancora abbastanza per fermare «l’istigazione di atti di terrorismo contro gli ebrei». Negli ultimi mesi Israele ha arrestato decine di palestinesi per ciò che avevano scritto sui social media. Poco o nulla invece si è saputo di simili misure repressive adottate nei confronti di cittadini israeliani che invocano e incitano all’uso della violenza sui social contro palestinesi e arabi.

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domenica 18 novembre 2012

Anonymous con Gaza: cyber guerra contro Israele


Anonymous minaccia Israele

Anonymous si schiera con Gaza ed inizia una cyber guerra contro Israele.
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Cari cittadini di tutto il mondo, questo è Anonymous. Il governo israeliano ha ignorato i ripetuti avvertimenti sulla violazione dei diritti umani, bloccando internet e maltrattando i propri cittadini e quelli dei paesi vicini. Novembre 2012 sarà un mese da ricordare per le forze di difesa israeliane e le forze di sicurezza di internet. Colpiremo tutti i siti web che riteniamo essere nel Cyberspazio israeliano come rappresaglia per i maltrattamenti degli abitanti di Gaza. Anonymous ti ha osservato ha inviato un chiaro avvertimento sul nostro intento di prendere il controllo dello spazio informatico israeliano in conformità con i diritti umani fondamentali di libertà di parola e di diritto a vivere. Alle 9 di mattina (fuso orario del Pacifico), sono stati attaccati 10.000 siti israeliani. L'attacco alla popolazione di Gaza, al popolo palestinese o a qualsiasi altro gruppo verrà considerato come una violazione degli obiettivi del collettivo Anonymous di proteggere i popoli del mondo. Israele, è nel tuo interesse cessare ogni ulteriore azione militare o le conseguenze peggioreranno di ora in ora. Questo è un messaggio di Anonymous Op Israele, Danger Hackers, Anonymous Special Operations e del Collettivo Anonymous di tutto il mondo. Tratteremo ogni ulteriore morte come un attacco personale ad Anonymous e reagiremo in modo rapido e senza preavviso. I nostri cuori sono con i bambini, le donne e le famiglie che stanno soffrendo in questo momento, a causa dell'abuso della potenza militare del governo di Israele. Fratelli e sorelle di Anonymous, vi invitiamo a protestare contro il governo israeliano e qualsiasi alleato della forza ostile. Ora è il momento per Anonymous di aiutare le persone che stanno soffrendo. Aiutate le persone che vengono sfruttate. Aiutate quelli che stanno morendo e ciò favorirà la collettività nel suo insieme. Noi cercheremo di javascript:void(0)portare la pace a Gaza a coloro che così disperatamente ne hanno bisogno. Chiediamo al collettivo Anonymous di hackerare (hack, dock, hijack, database leak, admin takeover, four oh four and DNS terminate) il Cyberspazio israeliano con ogni mezzo necessario. Al governo israeliano diciamo che Anonymous si è stancato del suo bullismo e che ora pagherà le conseguenze delle sue azioni. Una guerra informatica è stata dichiarata allo spazio informatico israeliano. Vedrete esattamente ciò di cui siamo capaci. Israele, l'angelo della morte calerà sul vostro spazio informatico.

Noi siamo Anonymous.

Noi siamo legione.

Aspettateci,

Rispettateci.

-  ROBOT  - DA :  http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41392
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venerdì 22 giugno 2012

Flame: rallenta il programma nucleare dell'Iran


Flame: creato dalla CIA americana e dall'esercito d'Israele


 “Parrebbe che dietro lo sviluppo di Flame ci sarebbe la CIA e l'esercito israeliano con lo scopo di rallentare il programma nucleare dell'Iran”

Ci sarebbero le prime conferme in merito al coinvolgimento degli USA e di Israele nello sviluppo del malware Flame. La notizia è da poco stata riportata da Arstechnica e viene già rimbalzata anche da autorevoli accout Twitter come quello di Eugene Kaspersky. Nel caso di Flame venne ipotizzato sin dal primo momento un quadro differente da quello che contraddistingue lo sviluppo di un malware comune: pareva chiaro che dietro tale codice vi fossero strutture capaci e soprattutto con interessi particolari.
Stando alla fonte dietro Flame ci sarebbero risorse della CIA e dell'esercito israeliano. Sembrerebbe anche confermato lo scopo di Flame: il malware aveva lo scopo di rallentare il programma nucleare iraniano. Flame venne alla luce nel corso di indagini relative a un attacco malware ai danni di raffinerie di petrolio iraniane, anche se la vicenda non è ancora del tutto chiara e circostanziata.
Flame è un malware che ha chiari scopi legati allo spionaggio: sui sistemi infetti è capace di accedere a risorse hardware particolari, come microfono, webcam, modulo Bluetooth e simili, con lo scopo di sottrarre informazioni riservate. Le prime analisi hanno confermato una notevole complessità del codice e proprio questa caratteristica lo fa rientrare nella categoria di malware che già ospita il ben noto Stuxnet. I dettagli relativi a Flame e alla strategia che si celava dietro tale malware verranno provìbabilmente svelati nel prossimo futuro.

 http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/blog/flame-creato-dalla-cia-americana-e-dallesercito-disraele

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