loading...
Visualizzazione post con etichetta WEB. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta WEB. Mostra tutti i post

sabato 17 marzo 2018

Berners-Lee: poche piattaforme dominanti trasformano il web in un'arma


Tim Berners-Lee, inventore del web, nel giorno del 29esimo compleanno della sua creazione lancia l’allarme: "Un anno importante perché per la prima volta più della metà della popolazione mondiale è connessa", ma "Il web cui ci si connetteva qualche anno fa non è quello che i nuovi utenti trovano oggi. Quello che un tempo era una ricca selezione di blog e siti, è stato compresso sotto il grande peso di poche piattaforme dominanti", afferma. Questa concentrazione permette a "una manciata di società di controllare quali idee e opinioni vengono viste e condivise" 
e di "trasformare il web in un'arma" .

L’informatico britannico è sempre stato consapevole, come ha spesso ripetuto, che la sua creazione sin dal principio contenesse pregi e difetti, ma forse neanche lui avrebbe potuto immaginare la direzione che avrebbero preso gli eventi. La sua idea di “piattaforma aperta che consente a chiunque di condividere informazioni, accedere a nuove opportunità e collaborare superando i confini geografici” deve vedersela ora con sfide tutte nuove.


Il problema delle Fake News
La diffusione di informazioni false, veicolate in maniera tale da influenzare opinioni, dibattiti, persino elezioni, ha ormai preso sempre più piede, anche a causa dei sistemi pubblicitari utilizzati dalle grandi piattaforme digitali, come Google o Facebook, per catturare l’attenzione degli utenti. In alcuni casi queste piattaforme offrono agli utenti che generano contenuti (veri o falsi che siano) una percentuale delle entrate pubblicitarie che si creano.


Un sistema che, lo si è visto in molti casi, ha generato dei paradossi. Solo per citare un esempio, recentemente alcuni teenager macedoni hanno prodotto e messo in rete fake news che sono poi state rilanciate su Facebook e indicizzate su Google, generando un introito grazie alle entrate pubblicitarie. Un mondo fuori controllo, che sfugge alle regole semplicemente perché le regole non ci sono. «Il sistema sta fallendo – spiega Berners-Lee – il modo in cui sono strutturate le entrate pubblicitarie non risponde affatto all’obiettivo di promozione della verità e della democrazia che avevo immaginato quando ho sviluppato il World Wide Web. Quindi sono molto preoccupato».


Lo scorso marzo, prima ancora che uscisse la notizia secondo cui la Russia avrebbe cercato di influenzare le elezioni americane attraverso contenuti a pagamento su Facebook, Google e Twitter, Berners-Lee aveva chiesto pubblicamente una regolamentazione univoca per prevenire un uso non etico e parziale della pubblicità su Internet. Un grido caduto nel vuoto, a giudicare dagli eventi che sono seguiti. Ma forse non è troppo tardi per tornare indietro: «Siamo talmente abituati ad essere manipolati da questi sistemi da pensare che sia così che funziona Internet. Invece dovremmo pensare a come dovrebbe essere e a come potremmo migliorarlo».


Net Neutrality
Il sistema si dovrebbe basare sulla cosiddetta “net neutrality”, ovvero l’idea che i provider di servizi Internet garantiscano lo stesso trattamento dei dati di tutti, assicurando che le grandi aziende come Comcast, AT&T o Verizon non li utilizzino in maniera selettiva per i propri scopi commerciali. Una regola che è stata spesso disattesa, come quando AT&T ha bloccato il funzionamento di Skype su iPhone per garantirsi maggiori entrate grazie alle telefonate classiche, o quando Verizon ha bloccato Google Wallet perché stava sviluppando un proprio servizio di pagamento tramite smartphone. «Questi potenti provider controllano l’accesso a Internet e costituiscono una minaccia se gli viene permesso di bloccare dei servizi per i propri interessi commerciali – racconta Berners-Lee –. La connettività fa ormai parte delle nostre vite, è un bene come l’acqua, 
e a nessuno può essere negato l’accesso all’acqua».


.

LEGGI ANCHE
GUADAGNA COL TUO BLOG

SE HAI DOMANDE COMMENTA SOTTO QUESTO POST
O CLICCA LA FOTO ED ENTRI NEL MIO SITO



lunedì 26 giugno 2017

La SCHIAVITÙ dal WEB




 MOLTEPLICITÀ e DISSOLUZIONE

Lo dico per l’ennesima volta: la filosofia del pensiero plurale non ha niente a che fare con il relativismo e 
con lo scetticismo, che considera veri e propri obbrobri. Il suo linguaggio combina sapientemente 
narrativa e filosofia. 
Ed è essenzialmente imperniata sul logos e sulle scienze.

È rifiuto nonviolento di ogni forma di Monismo
 (autoritarismo, tifoserie, integralismi, monoteismi, 
atteggiamenti ossessivo-compulsivi e tutto ciò che è riconducibile all’unità), come pure della Molteplicità 
(caos, disordine, spaesamento, degrado, nichilismo).

Se in passato mi sono apertamente schierato contro i monismi, negli ultimi anni la mia riflessione – 
come quella di moltissimi altri studiosi, e mi sovviene Nicholas Carr, Derrick de Kerckhove, Manfred 
Spitzer – si è concentrata sui moltiplicismi e in particolare sui danni psico-fisici e sociali che procura la 
“rete di grandezza mondiale”.

Qualcuno dice: “Non è internet in se stesso il problema. Non è la tecnologia, ma, come per ogni cosa, 
l’uso che se ne fa”.

Il Secolo della tecnologia inconsapevole

Intanto, una considerazione doverosa che vale da premessa: il Novecento è stato terribile da tutti i punti 
di vista – guerre, atrocità, campi di concentramento, droga, suicidi, miseria, malattie – ma ha visto 
anche lo sviluppo impressionante delle scienze che un tempo venivano chiamate “naturali”. Grazie 
soprattutto alle tecnologie, i laboratori, da semplici luoghi di indagine e studio, si sono trasformati in veri 
e propri congegni di osservazione con la stringente riduzione del campo dell’ipotesi e della congettura. 

Cosmologia, fisica, chimica, tanto per citarne alcune, hanno rimodellato la vita dei cittadini, i quali, 
neanche il tempo di uscire dalle macerie della seconda guerra mondiale che si ritrovano catapultati nel 
programma di sviluppo dell’intelligenza artificiale. 
Neanche il tempo di meditare, verrebbe da dire, che 
già l’informatica bussa alle porte della post-modernità e spinge l’uomo a rivolgere il suo sguardo oltre il 
presente e oltre i confini dello spazio. Neanche il tempo di rimuovere le sacche di analfabetismo e di 
ineguaglianze che, nonostante l’industrializzazione, o addirittura a causa di essa, assillavano le nostre 
conclamate civiltà, che in un attimo, con la bacchetta magica del mouse senza fili, ci hanno costretti a 
improvvisarci narratori, giornalisti, fotografi, comunicatori.

Allora, storditi dall’euforia che genera un like, sospinti dalla brama di guadagnarsi una fittizia e 
demenziale celebrità, rapiti dal desiderio di far numero nel web e, in sostanza, catturati dalla rete senza 
capirci nulla, come quando si decolla in aereo e ci si risveglia direttamente all’arrivo, siamo rifluiti 
direttamente sulla battigia boccheggianti come merluzzi. E tra breve sui banchi del mercato saremo 
recisi a metà e cucinati in padella.

I cosiddetti nativi digitali – i nostri giovani adolescenti cioè – sono inzuppati fino al midollo di dispositivi elettronici. 
A loro sembra essere un mondo naturale. Accettano il dittatore, si genuflettono al comando 
degli algoritmi di YouTube, Facebook, Twitter e Istagram.

Noi cinquantenni stralunati e obesi non abbiamo avuto né la forza né l’opportunità di ribellarci; e 
adesso, già in agonia per effetto delle normali avversità del mondo, attendiamo la Nera Signora con lo 
smartphone sotto al cuscino, come un tempo Ufo Robot.

Internet ha sbriciolato modi di vivere legati a terra, aria, fuoco e acqua. Ha smantellato le tradizioni. Ha 
polverizzato consuetudini, amicizie, amori, collaborazioni. Ha infranto sogni. Si è impossessato della 
nostra mente e ha iniettato un veleno micidiale
 nel nostro sistema nervoso.

Quale uso se ne fa ?

E gli illustri buontemponi ci vengono a dire che è l’uso che giornalmente se ne fa il vero problema. 

Davvero? E quale sarebbe l’uso corretto dei social? Riguarda il tempo di utilizzo? La fascia oraria? 
Per esempio, è scorretto restare su Facebook per due ore di fila? Oppure è scorretto postare poesie al mattino? 
E i commenti? Si possono fare dopo cena? 
E quelli stizzosi, sono permessi dopo una partita di calcio? 
Quanto dev’essere lungo un post? 
E un commento al commento di un commento? 
E illecito aggiungere i propri contatti nei gruppi? 
È lecito condividere nudi di donna allo scopo di raccattare 
consensi? Quali parole vanno bandite? Quali sono le parole dell’offesa, quelle dell’adulazione, quelle 
della diffamazione? Quale tono è quello giusto? E chi, a tono, risponde all’offesa, è scusabile? È 
giustificato reagire con veemenza? E bannare qualcuno dopo due scambi verbali in chat è un’azione 
morale? In quale circostanza è ammesso disinteressarsi delle notifiche, dimenticarsi di rispondere subito 
al “Ci 6?”? come diavolo si usano i social? È noto che il regolamento di Facebook è un misero 
ineffabile. Si preoccupano di tanto in tanto di bloccare alcune funzioni, ma chi ci capisce niente!? Sono 
banditi contenuti pedo-pornografico, ma in che senso vengono sanzionati? Razzismi, ingiurie, 
corbellerie, sfoghi personali sembrano dominare la scena quotidiana delle più sconce bacheche. Ma si 
provi pure a segnalare… In fondo, esistono i razzisti? Chi sa dimostrare ai complottisti che la terra non è 
piatta? Che in passato non dominavano gli Anunnaki?

Ecce Fb!

Molteplicità e dissoluzione della vita reale

È una balla megagalattica quella che solitamente passa per “grande utilità” dei social: che cioè sono 
occasioni per uscire dall’isolamento, stringere amicizie, condividere idee, scambiare quattro chiacchiere…

Certamente, si possono passare delle ore a postare, chattare e condividere idee. Ma si tratta di 
esperienze fulminee, di rapporti virtuali che durano poche ore, del tipo: polvere erano polvere 
ritorneranno. Capita di conoscere, dopo mesi di chat, la persona. Dal vivo. Bingo! Era meglio quando si 
chattava. Manca la magia, la curiosità, la meraviglia, il mistero, il desiderio… nella realtà! E si finisce, a 
un tavolino del bar, per chattare sotto sotto con altre prede… pur avendo di fronte quella gran fxxa… conosciuta nel web!

Il senso del limite non esiste più. 
Questo contribuisce a peggiorare le cose.

Ma se i siti di bufale hanno milioni di visualizzazioni non è solo colpa vostra. Se diventano virali quei 
video demenziali di adolescenti che sfidano la morte sui cornicioni non è solo colpa vostra. Se 
dominano l’anarchia, l’ignoranza e il razzismo… non è solo colpa dei vostri banalissimi “Mi piace”. Come 
non è solo colpa dei gestori di questi servizi – Facebook, Google, Microsoft – colossi miliardari che per 
perpetuare se stessi sono costretti a calpestare i valori umani (ammesso che ve ne siano rimasti), 
corrompendo ogni riferimento morale. Vivono grazie al nostro spaesamento. Si nutrono di caos.

Nel web si oscilla dall’Uno ai Molti senza mai cogliere la pluralità. Il web incatena gli utenti. Li 
schiavizza. Li disumanizza. Lo scombussolamento dei rapporti interpersonali inflitto dall’iper-connessione è spaventoso: 
costringe a seguire, in tutte le ore del giorno, 
le idee e le emozioni di tutti. 

Senza nessuna empatia, tuttavia.

Se non correremo prontamente ai ripari, prima impazziremo, 
poi ci estingueremo.

Occorrerebbe riscoprire il senso del limite. 
Le scuole dovrebbero farsene carico. Ma se si continua a 
propinare Dante, Petrarca e Boccaccio… e per giunta con Wikipedia… siamo freschi!

Qualcuno dice: “basterebbe una sana censura per rimuovere contenuti disinformativi, diffamatori, distorsivi”. 
Chissà. Non mi pronuncio. 
Sarebbe sicuramente una panacea… se fossimo nella 
Repubblica di Platone. Ma purtroppo una città ideale non esiste: il controllo finirebbe nelle mani delle 
élites, e dal paradiso mancato del totalitarismo digitale si risalirebbe all’inferno del totalitarismo politico.

Evviva l’Uno!
.
COSA TI PORTA IL 2017 ?



venerdì 1 luglio 2016

Web : Investimento per Azienda e non Costo


Investire sul web è investimento per un'azienda e non un costo come molti credono. Ma quali sono gli errori da non commettere per evitare che il nostro investimento vada in fumo.

Per un’azienda investire sul web è diventato un obbligo vista la grande diffusione che in tutto il mondo ha avuto internet. È quindi una naturale conseguenza che molte imprese facciano ingenti investimenti per migliorare il loro sito web istituzionale, per popolarlo di contenuti di qualità, onde poter intercettare i bisogni dei propri clienti e fornire loro soluzioni concrete.

Tuttavia, avere un sito “bello” non è abbastanza per emergere e battere la concorrenza. Infatti, i titolari d’azienda sono sempre più consapevoli dell’importanza che, sul web, occorre puntare non tanto sull’estetica ma sull’utilità. Un sito è uno strumento informatico, e quindi deve avere un’utilità che nello specifico è raggiungere i propri obiettivi di business. Per questa ragione un buon sito dovrebbe normalmente essere sviluppato solo dopo aver pensato a una strategia precisa.

Fatta questa premessa vediamo ora in dettaglio quali sono gli errori da evitare nella progettazione di un sito internet.

Mancanza di call to action

Ovvero invito all’azione. Quando gli utenti visitano il nostro sito internet, trovano i nostri prodotti/servizi.

Possono quindi decidere di acquistare o meno. È quindi importante che un visitatore sia in qualche
modo guidato nel processo di acquisto o nella navigazione.

Se vogliamo che i visitatori diventino clienti, o ci contattino per avere maggiori informazioni sui nostri prodotti/servizi oppure si iscrivano alla nostra newsletter, dobbiamo far in modo che all’interno del sito trovino degli spunti per compiere un’azione. In caso contrario, una pagina web che non contenga alcuna call to action sta letteralmente perdendo importanti opportunità di business, cosa che non è ovviamente auspicabile.

Non avere una versione ottimizzata per il mobile

Gran parte della navigazione web oggi più che mai avviene tramite smartphone e tablet. Purtroppo non tutte le realtà aziendali si sono adattate a questa novità.

Almeno una volta avremo fatto una ricerca su Internet dal nostro telefono cellulare, capitando su un sito web che non è stato adattato al nostro dispositivo. Sicuramente avremo trovato grosse difficoltà nella navigazione dovendo ingrandire il particolare della pagina che ci interessa o semplicemente per poter passare da una pagina all’altra.

Il risultato è che navigare in questo modo è quasi impossibile e ci fa perdere la pazienza passando oltre su un sito maggiormente fruibile. Magari il sito non ottimizzato conteneva informazioni qualitativamente migliori rispetto a quello ottimizzato, ma purtroppo la mancanza di fruizione sul mobile è un fattore penalizzante. Per questa ragione dovremmo cercare di avere anche una versione ottimizzata per il mobile. Detto in parole povere: le persone fuggono dai siti che non sono progettati per il mobile.Senza contare che i motori di ricerca penalizzano in termini di posizionamento i siti non adatti alla consultazione da dispositivi mobili: quei siti non otterranno il posizionamento che meritano, ma uno peggiore, proprio perché non forniscono agli utenti web una buona esperienza utente.

Avere una cattiva struttura

Su internet si trovano siti web che sono visivamente ben progettati, che contengono un gran varietà di contenuti, che dovrebbero essere in grado di fornire ai visitatori le informazioni che cercano. Purtroppo questi siti non generano i risultati attesi. Potrebbe essere che la radice del problema sia l’architettura stessa del sito.

Ricordiamoci che avere un sito bello non necessariamente è garanzia di successo su internet. La
chiave su cui agire è l’architettura del sito, ossia la disposizione dei suoi contenuti per agevolare la
consultazione da parte dei lettori.

In effetti, quando i visitatori hanno difficoltà a trovare quello che cercano, è frequente che passino ad
altro sito. E questo è esattamente quello che dovremmo cercare di evitare a tutti i costi.

Per verificare se il nostro sito ha problemi che concernono l’architettura dei contenuti, dovremmo
provare a rispondere alle seguenti domande:
• I visitatori trovano facilmente quello che cercano?
• La navigazione è abbastanza intuitiva per un nuovo utente che arriva sul sito?
• Qual è la durata media delle visite al sito?
• Quante pagine sono viste in media per ogni visita?
• Qual è la frequenza di rimbalzo del sito?
• Quali sono le pagine di uscita più frequenti?

Un aiuto nel rispondere a questi quesiti ci viene dato dalle Google Analytics. Capire il comportamento dei visitatori del nostro sito è fondamentale per cercare di migliorare la loro esperienza di navigazione.

Conclusioni

Per concludere, è lampante che è necessario per un’azienda che cerca di sfruttare le potenzialità che il web offre avere un sito web adeguato. Adeguato a cosa? Al web e alle sue tecnologie che
costantemente si evolvono. Occorre adeguarsi costantemente a queste trasformazioni, anche se è a
volte può risultare faticoso. Così come, allo stesso modo, si devono sempre misurare le prestazioni del proprio sito web, al fine di verificare se centrano gli obiettivi che la strategia di essere sul web si è prefissa.

Il nostro sito web è uno strumento che ci può far guadagnare parecchio denaro attraverso un’efficace
lead generation. Quindi dobbiamo sempre pensarlo come a un investimento e mai come a un costo.

LEGGI ANCHE :  http://cipiri4.blogspot.it/2016/07/importanza-del-cellulare-nell-e-commerce.html

Sono Web Designer, Web Master , Blogger : 
realizzo pagine internet leggere e responsive ,  
creo loghi , e curo i brevetti dai 
biglietti da visita alla insegna luminosa , 
realizzo banner e clip animate per pubblicizzare il vostro sito ,
 contattatemi e sarete on line. 

Mi trovi QUI 
  http://www.cipiri.com/



mercoledì 22 giugno 2016

Ho CREATO LINKEDIN nel SOGGIORNO di CASA



OGGI LA VENDO PER 26 MILIARDI DI DOLLARI

Voleva fare l’insegnante per cambiare il mondo. Poi ha scelto la tecnologia come mezzo per connettere le persone e aiutarle a sviluppare se stessi. Reid Hoffman, 49 anni, considerato il filosofo del Web, ha venduto LinkedIn (fondato nel 2003) a Microsoft per 26,2 miliardi di dollari.

Lo chiamano il filosofo del Web. Reid Hoffman, 49 anni, fondatore di LinkedIn, è anche uno dei più 
grandi esperti di investimenti nella Silicon Valley. Prima di fondare di LinkedIn, lavorava come 
responsabile delle relazioni esterne di PayPal. Quando la società entra in Borsa, Hoffman diventa 
multimilionario. Con una parte dei proventi, nel 2003, fonda LinkedIn.

Una laurea all’Università di Stanford in Scienze del comportamento, un master in Filosofia a Oxford, 
siede nei consigli di amministrazione di tantissime startup. 
Ha fatto nascere e crescere PayPal, Zynga, Flickr.


All’inizio della sua carriera lei voleva fare l’insegnante. Come mai ha deciso di diventare imprenditore?

«Ho studiato scienze cognitive, filosofia e politica. Volevo scrivere di sviluppo personale e volevo 
cambiare il mondo in meglio. Poi mi sono reso conto che non c’è un grande supporto nei confronti degli accademici, così, ho scelto la tecnologia e l’imprenditoria come mezzi per promuovere i meccanismi di una buona società. Ho cercato di individuare di quali competenze avevo bisogno in un settore a così rapida crescita e mi sono adattato».

Come si pianifica il proprio percorso professionale?

«È importante partire dalla propria vocazione, ma se si scopre che quella non è la strada giusta bisogna essere pronti a cambiare rotta. È quello che fa un imprenditore: persevera nel realizzare la propria visione, ma è pronto a cambiare sulla base delle esigenze del mercato. Per trovare la propria strada, bisogna fare. Quando ho deciso di entrare nel mondo del business, credevo che il mio vantaggio competitivo fosse di natura intellettuale, invece mi sbagliavo di nuovo: solo iniziando a lavorare davvero ho scoperto che la mia vera abilità stava nel riuscire a fare delle riflessioni sulle dinamiche sociali su grande scala».

Com’è nata l’idea di LinkedIn?

« Mi rendevo conto dell’enorme potere di Internet nell’accelerare il business delle imprese, ma anche dei tanti individui che si trovavano in Rete. Mi chiedevo come ognuno di essi potesse dare una svolta 
alla propria carriera, al proprio “brand”. 
Quando ho lasciato PayPal tutte queste idee si sono trasformate in LinkedIn. 
Che è decollato cosi rapidamente perché avevo un network di amici da coinvolgere».

Qual è la più grande soddisfazione che le ha dato LinkedIn?

«Vedere 150 milioni di persone collaborare, condividere informazioni, parlare di lavoro e in generale 
aiutarsi per diventare professionisti migliori».

Cosa consiglia a un giovane che volesse avviare un’attività con un budget ridotto?

«I tuoi asset (cioè quello che hai in questo momento, in termini di conoscenze, competenze e beni 
materiali), le tue aspirazioni e la realtà del mercato determinano il tuo vantaggio competitivo. Formula un piano, mettilo in pratica tante volte e adattalo in base al feedback che ricevi dal mercato e dalle lezioni che impari. Ma se fondare la tua società senza capitali significa finire senza un tetto sulla testa, allora è meglio non farlo. Bisogna sempre avere un piano di salvataggio, una soluzione di riserva che ti permetta di accollarti i rischi che ti stai prendendo».



La lezione di Hoffman

Assumi una mentalità beta permanente. 
«Non consideratevi mai un prodotto finito, siate aperti ai 
cambiamenti. Siamo tutti work in progress. Ogni giorno ci offre la possibilità di fare di imparare di più, fare di più, essere di più, 
crescere di più nella vita privata e professionale» consiglia Hoffman.
Costruisci una rete di relazioni, non solo per tuo vantaggio. Impara a tessere una rete di alleanze che ci supportino in termini di informazioni di business.
Insegui le opportunità quando si presentano. 
Ma tocca a te metterti in moto per trovare e far nascere 
opportunità professionali adatte a te.
Assumi rischi intelligenti. Cosi puoi ottenere risultati straordinari. 
« Se fondare la tua società senza 
capitali significa finire senza un tetto sulla testa, allora è meglio non farlo. 
Bisogna sempre avere un piano di salvataggio, 
una soluzione di riserva che ti permetta di accollarti i rischi che ti stai prendendo».

.
Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet , blog personalizzati.
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Creo loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

POI CONTATTAMI E TI PROGRAMMO LE PAGINE
IN BASE ALLE TUE ESIGENZE
IL TUO SITO E' LA TUA VETRINA NEL MONDO

.

Mi trovi QUI 


.
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALI
 OGNI DESIDERIO  REALIZZATO 
IL TUO FUTURO ADESSO 
esempio Sito Responsive
MUNDIMAGO


martedì 7 giugno 2016

Pagina Web Ottimale Anatomia SEO



Quali sono le qualità che deve avere una pagina web per potersi definire ottimizzata
 dal punto di vista Seo? Esistono alcuni “trucchi” da seguire?

Ovviamente la perfezione non esiste. Ma bisogna fare di tutto per tendere a essa, soprattutto se stiamo parlando di fattori di posizionamento di un sito web o di una pagina web.

In questo articolo cercheremo di spiegare in maniera semplice e chiara quali accorgimenti bisogna seguire per ottimizzare al meglio una pagina web per i motori di ricerca come Google, in modo tale da posizionarsi efficacemente tra i risultati di ricerca degli stessi motori.

Parleremo solamente di fattori interni alla pagina, quindi solo di ottimizzazione SEO on-page. Se vuoi approfondire questo discorso e capire la differenza tra SEO on-page e SEO off-page, ma soprattutto per capire quanto sia importante la SEO per il tuo sito internet, visita questa pagina.

Qui di seguito i 9 punti fondamentali se vuoi rendere la tua pagina web perfetta per i motori di ricerca.

1 – L’architettura generale del tuo sito
Per architettura del sito si intende la struttura ad albero del sito che definisce la distribuzione e l’importanza dei diversi contenuti. E’ molto importante perchè fa capire ai motori di ricerca come Google quali argomenti vengono trattati da quel determinato sito web e che livello gerarchico presentano.

CONSIGLI:
Realizza una sezione per ogni argomento: ogni diverso argomento trattato dal tuo sito deve avere una propria sezione, quindi una propria pagina. Non mischiare due, o ancora peggio, tre diverse tematiche all’interno di una stessa identica pagina web. Prendi ad esempio la struttura di Wikipedia.
I nomi di ogni sezione devono essere chiari, comprensibili e immediati: utilizza termini semplici e di immediata comprensione per nominare le diverse sezioni e sottosezioni del tuo sito.
Controlla la profondità del tuo sito: l’utente del tuo sito deve fare meno click possibili per raggiungere il contenuto a cui è interessato. Una regola base di Web Design e User Experience è che l’utente non deve fare più di 3 click per arrivare alla pagina di interesse. Facilitare la navigazione è importante sia per l’utente sia per Google.

2 – Struttura degli URL
L’URL non è altro che la sequenza di caratteri che identifica in maniera univoca l’indirizzo di una risorsa in internet. Gli URL delle tue pagine web non devono essere eccessivamente lunghi e articolati, devono essere il più possibile leggibili e comprensibili (non presentare caratteri come !,?,%..) e contenere preferibilmente la parola chiave a cui fa riferimento quella specifica pagina.

Esempio:

SBAGLIATO: http://www.3dprestige.it/category/024658.php

CORRETTO: http://www.3dprestige.com/servizi-web-marketing/realizzazione-siti-web/


3 – Tag Title
Il Title è un elemento importantissimo quando si ottimizza una pagina web per i motori di ricerca e quindi per migliorarne la visibilità. Il Title è quella riga di testo che trovi nella barra in alto del tuo browser, e non è altro che la riga di testo in colore blu che viene fuori tra i risultati di ricerca.

Nel Title deve essere presente la parola chiave per la quale vorresti posizionarti con quella pagina. Meglio se all’inizio del testo.

Troppo spesso si trovano ancora oggi siti web, anche di grandi realtà aziendali, con pagine non ottimizzate per i motori di ricerca. Con ad esempio dei tag Title per l’Home Page del tipo”Home” e niente di più. In questo modo la loro azienda sta perdendo visibilità!

CONSIGLI:
Per ottimizzare il Title non spingerti oltre i 60 caratteri, Google te li potrebbe troncare o sostituire: se è troppo lungo Google “tronca” il tuo Title aggiungendo dei puntini (…) ma soprattutto scrivendo troppe parole “diluisci la forza di posizionamento” ed è difficile poi far capire al motore di ricerca qual è la keyword di riferimento.
Non utilizzare più di una keyword nel Title: direttamente collegato al punto precedente, ogni singola pagina web deve trattare un ben preciso argomento. Per essere incisivi e ottenere un posizionamento migliore ottimizza una singola pagina per una singola parola chiave. Poi all’interno del contenuto di quella pagina potrai far riferimento anche a sinonimi di quella keyword, ma deve essere ben chiara e definita la parola chiave primaria.
Utilizza un Title diverso per ogni pagina del tuo sito: non devono esserci Title duplicati tra diverse pagine del tuo sito. Ogni pagina web deve avere il suo Title univoco e identificativo.
Per approfondire puoi leggere questo post: Come ottimizzare il Title

4 – Meta Description
La Meta Description è quella parte testuale che compare sotto il Title, e sotto l’url della pagina, nei risultati di ricerca. 

Dal punto di vista SEO la Meta Description è meno importante del tag Title ma la sua rilevanza risiede nel fatto che consente di dare maggiori informazioni all’utente che sta leggendo e scorrendo la pagina dei risultati di ricerca e permette quindi di attirare i click delle persone.

Scrivere una Description persuasiva aiuta quindi ad aumentare i click verso le pagine del tuo sito internet.

CONSIGLI:
Non andare oltre i 140 caratteri: come per il tag Title se la tua Meta Description è troppo lunga Google te la taglierà aggiungendo i puntini di sospensione (…).
Evita di imbottirla di parole chiave messe a casaccio: inserisci la parola chiave principale della pagina e non una serie di parole chiave messe lì solo come una lunga lista della spesa.
Evita le duplicazioni: stesso discorso fatto per il tag Title, scrivi una description diversa per ogni pagina del tuo sito.
Cerca di essere concreto, persuasivo, invitante: scrivi qualcosa che sia d’impatto per l’utente che sta leggendo o scrollando il cursore del mouse. Attira la sua attenzione e invitalo a cliccare. Meglio ancora se è presente una Call To Action.
In questo post del blog di 3DPrestige puoi saperne di più su come ottimizzare la Meta Description.


5 – Tag H1, H2, H3 …
I tag header H1, H2, H3, H4, H5 e H6 sono degli elementi importanti per ottimizzare il contenuto testuale della tua pagina. Per dirla in parole povere non sono altro che il titolo principale della pagina, il sottotitolo e i titoli dei paragrafi della tua pagina.

La parte testuale della tua pagina web deve prevedere una suddivisione in paragrafi, titoli e sottotitoli per favorire la lettura da parte degli utenti e quindi per rendere migliore la loro esperienza sul tuo sito internet.

Il tag H1 ti serve per identificare il titolo principale della pagina, il tag H2 invece identifica il sottotitolo, mentre i successivi tag (H3, H4, H5, H6) identificano i titoli dei paragrafi. Non necessariamente dovrai utilizzarli tutti quanti, anzi, raramente vengono utilizzati tutti in una pagina. Dipende dalla lunghezza del contenuto, da come è strutturato e dalla sua profondità.

Se utilizzi WordPress per il tuo sito web o per il tuo blog puoi impostare questi tag in maniera molto semplice attraverso la funzione “Paragrafo”(con un menù a tendina) situata appena sotto le funzioni “Grassetto” e “Corsivo”.

Per farti un esempio molto pratico di come ottimizzare i tag header H1, H2, H3…. puoi prendere spunto dalla pagina che stai leggendo in questo momento:

Il tag H1 corrisponde al titolo principale della pagina “Anatomia SEO di una pagina web perfetta” mentre il sottotitolo “Quali sono le qualità che deve avere una pagina web per potersi definire ottimizzata dal punto di vista Seo? Esistono alcuni “trucchi” da seguire?” è “taggato” dall’H2.

I titoli dei vari paragrafi invece (“1 – L’architettura generale del tuo sito”, “2 – Struttura degli URL” ecc..) sono identificati dal tag H3.



6 – Ottimizzazione delle immagini
Troppo spesso le immagini sono un elemento trascurato dai siti web. Non è sufficiente avere delle belle immagini dal punto di vista estetico, vanno anche curate dal punto di vista SEO per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.

Perchè le persone quando cercano qualcosa su Google spesse volte lo fanno anche attraverso la Ricerca per Immagini. Essere presenti ai primi posti in quello sconfinato elenco di immagini aumenterà il traffico verso il tuo sito web e quindi anche i contatti utili.

CONSIGLI:
Utilizza l’attributo ALT: ovvero il “testo alternativo”, il quale indica l’elemento HTML da associare alle parti non testuali dei contenuti, che poi sono principalmente le immagini, per fornirne una descrizione, nel caso in cui non potessero essere visualizzate. Cerca di inserire qui la tua keyword.
Riduci le dimensioni del file immagine: ottimizzale per il web in modo da ridurre i tempi di caricamento.
Utilizza eventualmente le didascalie: una didascalia completa le informazioni, utilizzala per inserire una keyword secondaria o un sinonimo di quella principale.
Questo post rappresenta un eccellente approfondimento di questo argomento: Come ottimizzare le immagini in ottica SEO

7 – Struttura dei link interni
Collegare tra di loro diverse pagine del tuo sito/blog è molto importante, sia per i motori di ricerca, sia per gli utenti che ti leggono, perchè fornisci loro degli approfondimenti e perchè li “guidi” verso altri contenuti utili.

Ma non puoi fare questo a casaccio. Se colleghi tra di loro due pagine del tuo sito attraverso un link interno deve esistere una certa correlazione tra di esse. In più devi stare attento alla “relazione” che si andrà a creare tra di esse: una sarà la principale (quella con il link a favore diciamo) mentre l’altra sarà la secondaria (quella che “cita” l’altra pagina attraverso il link).

I link interni quindi sono un ottimo strumento per “spingere” di più alcune pagine del tuo sito web, sfruttando altre pagine del tuo stesso sito.

8 – Parole Chiave e Contenuto
Prima di tutto ricordati che ciò che scrivi sulla tua pagina lo scrivi prima di tutto per le persone, e in seconda battuta per i motori di ricerca. Ti potrà sembrare banale e scontato ma ti assicuro che non è così. Sono ancora troppi i siti internet con testi illeggibili, pieni zeppi di parole chiave ripetute senza un filo logico e senza un minimo di armonia testuale.

Cerca di focalizzarti su una parola chiave specifica, prendine di mira una di principale, e poi scegline altre secondarie o sinonime della parola chiave principale che andrai poi a menzionare nella tua pagina.

CONSIGLI:
Scrivi CONTENUTI DI QUALITA’, meglio meno contenuti ma di qualità maggiore.
Scrivi anche CONTENUTI DI QUANTITA’, nel senso di cercare di abbinare alla qualità anche la quantità intesa come lunghezza e profondità del testo. Non limitarti solo a pagine di 100, 200 o 300 caratteri. Scrivi anche una pagina contenente 1000 caratteri.
Non abusare della parola chiave principale, la sua presenza all’interno del testo deve essere naturale e armonica. L’abuso di parole chiave è chiamato keyword stuffing ed è una pratica penalizzante.
Come detto sopra, utilizza parole chiave correlate alla keyword principale e suoi sinonimi.


9 – Sitemap
La mappe del sito possono essere di due tipi: in HTML o in XML. La prima è destinata agli utenti del sito per facilitar loro la navigazione, mentre la seconda è una sitemap specifica per i motori di ricerca.

Le sitemap XML sono destinate agli spider e sono raccolte di link che comprendono i vari attributi definiti dallo schema XML. L’idea è quella di aiutare i motori di ricerca a indicizzare in maniera più veloce le pagine di un sito web. 

E’ quindi importante che sia presente all’interno del tuo sito web.

Conclusioni
L’ottimizzazione SEO on-page è solamente una delle componenti SEO che devi curare per migliorare il posizionamento di una pagina web o più in generale di un sito web. Ma si tratta senza dubbio del migliore punto di partenza!

.
Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet , blog personalizzati.
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Creo loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

POI CONTATTAMI E TI PROGRAMMO LE PAGINE
IN BASE ALLE TUE ESIGENZE
IL TUO SITO E' LA TUA VETRINA NEL MONDO

.

Mi trovi QUI 


.
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALI
 OGNI DESIDERIO  REALIZZATO 
IL TUO FUTURO ADESSO 
esempio Sito Responsive
MUNDIMAGO


Selezione delle Immagini per il Web


Le immagini sono il primo impatto quando entriamo in una pagina web. 
Da esse può dipendere la prosecuzione nella consultazione della pagina o meno.
 É quindi importante che siano scelte opportunamente.

Le immagini sul web sono un potente mezzo di comunicazione, in quanto sanno trasmettere immediatamente in maniera semplice e soprattutto immediata un messaggio che tante volte le parole non sanno dare. È quella parte del web che salta subito all’occhio non appena entriamo in una pagina web e quindi subito ci trasmette qualcosa ancor prima di iniziare la lettura dell’articolo.

Infine sono di grande aiuto nell’esemplificazione di un concetto e svolgono un ruolo chiave nella creazione di contenuti di qualità. Per farla breve possono notevolmente migliorare l’esperienza utente nella navigazione di un sito internet.

Tutto questo a patto che abbiano determinati requisiti, perché se non vengono rispettati possono venire ignorate completamente dagli utenti vanificando tutti gli sforzi di una comunicazione web efficace.

Come prima accennato, le immagini sono la prima cosa che salta all’occhio non appena entriamo in una pagina web, e proprio per questa ragione devono predisporre l’utente alla lettura dell’articolo, che dovrà essere chiaro e ben leggibile.

Per non disorientare il lettore è bene inserirne una sola e funzionale alla comprensione del contenuto della pagina.

Ma veniamo ora al dunque dell’articolo elencando le caratteristiche ideali che deve avere un’immagine sul web.


- Le immagini devono avere qualità alta e contrasti netti, devono essere molto nitide, ben leggibili.
Sono quindi assolutamente da evitare le immagini troppo scure o troppo chiare. Sul web, sono i contorni netti a catturare l’attenzione dei visitatori. Perciò, il soggetto e lo sfondo di un’immagine devono avere un forte contrasto. Altrimenti, se l’immagine non è nitida, gli utenti la ignorano: non sprecano di certo tempo per cercare di capire che cosa rappresenta.

- Le immagini di un soggetto contro uno sfondo neutro sono guardate molto di più di quelle con uno sfondo complesso.

- Quando lo spazio a disposizione non può contenere per intero l’immagini, è meglio ritagliare piuttosto che ridimensionare mantenendola per intero. Questo per non rischiare di pubblicare immagini troppo piccole o con dettagli microscopici.

- Le immagini devono avere pochi dettagli. Devono essere semplici da interpretare, quasi fossero icone. Insomma: il messaggio che veicolano dev’essere facile da comprendere per chi le guarda.

- Devono essere pertinenti ai contenuti della pagina web. Perciò è bene che le immagini non si limitano solo ad accompagnare il testo ma diano anche valore aggiunto al messaggio.

- I test di web usability indicano che online funzionano piuttosto bene le immagini che trasmettono istruzioni, danno informazioni o illustrano processi. Ad esempio le schermate che spiegano come usare un software.

- Le immagini di cibi appetitosi funzionano. Soprattutto se si tratta di cibi grassi o di dolci. Non a caso, i blog di cucina hanno in genere un buon successo!

Per le fotografie dobbiamo invece tenere conto di:

- È risaputo, ma è bene ribadirlo, gli utenti guardano di più fotografie di persone attraenti e sorridenti.

- Le persone devono essere posizionate verso l’utente e, se è possibile, guardarlo. Immagini web di questo tipo risultano in effetti più coinvolgenti per i visitatori di un sito o di un blog.

- Gli utenti guardano le fotografie in cui qualcuno guarda qualcosa. Lo fanno essenzialmente per capire perché la persona sta guardando l’oggetto in questione.

- Le persone delle fotografie devono essere familiari. Meglio pubblicare la foto della ragazza carina della porta accanto che quella di una modella. In effetti, pare che alcuni test di web usability dicano che gli utenti guardano di più le foto di persone attraenti ma con qualche difetto. Le persone dai volti perfetti danno la parvenza di essere finte e inavvicinabili. Come è ovvio, si tratta di considerazioni da tener presenti soprattutto in ambito e-commerce.

- Le fotografie non devono mai essere di repertorio. Ad esempio, la fotografia della tizia con le cuffie in testa è oramai abusata. Di conseguenza, nessuno la nota più.

- Le foto di un soggetto su uno sfondo neutro, o comunque semplice, vengono guardate maggiormente di quelle dello stesso soggetto che però sia stato fotografato 
su uno sfondo pieno di dettagli.

Questo è quanto, con la speranza che questi consigli tornino utili, ora sapete come selezionare le immagini per il vostro sito.

.
Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet , blog personalizzati.
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Creo loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

POI CONTATTAMI E TI PROGRAMMO LE PAGINE
IN BASE ALLE TUE ESIGENZE
IL TUO SITO E' LA TUA VETRINA NEL MONDO

.

Mi trovi QUI 


.
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALI
 OGNI DESIDERIO  REALIZZATO 
IL TUO FUTURO ADESSO 
esempio Sito Responsive
MUNDIMAGO


sabato 3 ottobre 2015

Per un Sito Web di Successo, Strategie Fondamentali

 

Perché realizzare un sito web non è una passeggiata e perché è sempre opportuno affidarsi ad un professionista se si vogliono ottenere dei risultati soddisfacenti?

Quando si parla di Progettare un Sito Web, sono poche le persone che sanno realmente cosa significa. Questo perchè sull’argomento c’è molta disinformazione e perchè i mercati ci hanno indotto a credere che realizzarlo è una cosa semplice e alla portata di tutti. In realtà, per progettare un sito adatto a commercianti, aziende e professionisti serve un’ efficace strategia che deve tenere conto di molti aspetti e naturalmente di questa strategia il visitatore può vedere solo il risultato finale.





Dunque basta avere un sito per ottenere visibilità e profitti? La risposta naturalmente è NO.

Gli step fondamentali per realizzare un sito di successo.

-Ideazione
-Progettazione
-Marketing

Possiamo suddividere l’iter per la realizzazione di un sito in 3 step fondamentali: Ideazione, Progettazione, Marketing.

1) Ideazione

E’ la prima fase. Il cliente ha un’idea di progetto e si affida ad un Professionista, definendo in maniera sommaria cosa vorrebbe realizzare. Il professionista, presa coscienza del tipo di progetto, deve valutare la sua “appetibilità” attraverso un’ indagine di mercato sul web. Per appetibilità si intende (detto in maniera semplice), quanti progetti simili a quello del cliente sono presenti già in rete, qual’è il loro livello di affermazione o qual’è il prezzo medio dei servizi e/o dei prodotti che il mercato di quel settore già offre, in modo tale da poter battere la concorrenza proponendo tariffe e soluzioni più convenienti.

In base ai risultati di questa ricerca, un professionista “serio” potrebbe anche decidere di abbandonare il progetto ( perché in quel determinato settore il mercato è saturo ed il cliente avrebbe poche possibilità di affermazione), oppure ridefinire meglio alcuni punti ed impostare il progetto in maniera differente. Così facendo si potrebbe riuscire a conquistare delle “nicchie di mercato” simili ma più facilmente attaccabili oppure si potrebbe puntare su un altro tipo di strategia di Marketing per ottenere gli stessi risultati ma con mezzi differenti.

Una volta svolta l’indagine di mercato e definita l’appetibilità del progetto, inizia una fase di pre-progettazione. In questa fase bisogna occuparsi dell’ “indicizzazione“, più esattamente bisogna ragionare su come rendere il sito visibile nella prima pagina dei motori di ricerca quando un navigatore, alla ricerca di quel determinato servizio, digita delle determinate “parole chiave“. Giusto per fare un esempio concreto: mettiamo che un navigatore voglia acquistare degli “occhiali da sole” online. Magari scriverà “prezzo occhiali da sole …” oppure “prezzo occhiali ….” ecc. Bisogna quindi, attraverso una corretta strategia di Search Engine Optimization (SEO), ricercare le giuste “parole chiave” e, contemporaneamente, impostare una campagna di Marketing efficace usando tutti gli strumenti disponibili, in modo tale che il sito crescendo col tempo di “importanza“, scavalchi gli altri in quelle determinate parole chiave e si possa posizionare ben visibile in prima pagina. In base alla scelta delle parole chiave, vengono impostati pagine e contenuti del sito. Dunque l’ultima fase di pre-progettazione consiste nella stesura del progetto su carta; si inizia a delineare quella che sarà la struttura finale del sito ed i relativi contenuti illustrativi e grafici.

2) Progettazione

Nella fase della progettazione, si mette in pratica tutto ciò che è stato ideato. E’ la fase nella quale si realizza concretamente il sito. Struttura, logo, colori, banner grafici, slideshow, contenuti illustrativi ecc, vengono tutti concretizzati in questa fase. Una volta terminata la realizzazione, o anche in contemporanea se magari sono più persone a lavorare al progetto, inizia una fase di pre-marketing. Viene impostata la campagna pubblicitaria e vengono designate le aree e le modalità di azione. Social Network (Social Media Marketing) e Email di Marketing(DEM), oltre che la pubblicità su carta stampata, sono i sistemi attualmente più in voga per promuovere i servizi o i prodotti del sito realizzato, ma esistono molteplici sistemi.

3) Marketing

E’ la terza e sicuramente la fase più importante. Consiste nel divulgare il sito attraverso i sistemi prima indicati, ed è una fase che teoricamente non ha mai fine, in quanto un sito per progredire ha sempre bisogno di allargare la clientela, di proporre periodicamente delle promozioni speciali, di espandere la propria visibilità. Una Strategia di Marketing per essere efficace, deve essere in grado non solo di far conoscere il Progetto a più utenti possibili, ma soprattutto di convertire gli utenti in potenziali clienti. Per farlo esistono delle apposite tecniche che stimolano a livello psicologico l’utente all’acquisto di quel prodotto o all’utilizzo di quel servizio. I colori utilizzati, gli slogan scelti, la grafica e molti altri fattori, se ben studiati stimolano l’utente che diverrà subito oppure con il tempo cliente. Naturalmente è di importanza fondamentale la qualità del prodotto o del servizio.

Se non lo è, anche una perfetta campagna di Marketing potrebbe magari incuriosire ma ai fatti non darebbe mai i risultati sperati.



Sono Web Designer, Web Master e blogger, creo siti internet e blog personalizzati a prezzi modici e  ben indicizzati.  Studio e realizzo  i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali, campagne di marketing  e vendite promozionali.






Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

sconti per Te

Sosteniamo Mundimago

Segui RIFLESSI da Facebook

Segui RIFLESSI da Facebook
Siamo anche qui

Seguici da FACEBOOK

Seguici da FACEBOOK
siamo anche qui

Post più popolari

Elenco blog AMICI