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mercoledì 22 giugno 2016

Ho CREATO LINKEDIN nel SOGGIORNO di CASA



OGGI LA VENDO PER 26 MILIARDI DI DOLLARI

Voleva fare l’insegnante per cambiare il mondo. Poi ha scelto la tecnologia come mezzo per connettere le persone e aiutarle a sviluppare se stessi. Reid Hoffman, 49 anni, considerato il filosofo del Web, ha venduto LinkedIn (fondato nel 2003) a Microsoft per 26,2 miliardi di dollari.

Lo chiamano il filosofo del Web. Reid Hoffman, 49 anni, fondatore di LinkedIn, è anche uno dei più 
grandi esperti di investimenti nella Silicon Valley. Prima di fondare di LinkedIn, lavorava come 
responsabile delle relazioni esterne di PayPal. Quando la società entra in Borsa, Hoffman diventa 
multimilionario. Con una parte dei proventi, nel 2003, fonda LinkedIn.

Una laurea all’Università di Stanford in Scienze del comportamento, un master in Filosofia a Oxford, 
siede nei consigli di amministrazione di tantissime startup. 
Ha fatto nascere e crescere PayPal, Zynga, Flickr.


All’inizio della sua carriera lei voleva fare l’insegnante. Come mai ha deciso di diventare imprenditore?

«Ho studiato scienze cognitive, filosofia e politica. Volevo scrivere di sviluppo personale e volevo 
cambiare il mondo in meglio. Poi mi sono reso conto che non c’è un grande supporto nei confronti degli accademici, così, ho scelto la tecnologia e l’imprenditoria come mezzi per promuovere i meccanismi di una buona società. Ho cercato di individuare di quali competenze avevo bisogno in un settore a così rapida crescita e mi sono adattato».

Come si pianifica il proprio percorso professionale?

«È importante partire dalla propria vocazione, ma se si scopre che quella non è la strada giusta bisogna essere pronti a cambiare rotta. È quello che fa un imprenditore: persevera nel realizzare la propria visione, ma è pronto a cambiare sulla base delle esigenze del mercato. Per trovare la propria strada, bisogna fare. Quando ho deciso di entrare nel mondo del business, credevo che il mio vantaggio competitivo fosse di natura intellettuale, invece mi sbagliavo di nuovo: solo iniziando a lavorare davvero ho scoperto che la mia vera abilità stava nel riuscire a fare delle riflessioni sulle dinamiche sociali su grande scala».

Com’è nata l’idea di LinkedIn?

« Mi rendevo conto dell’enorme potere di Internet nell’accelerare il business delle imprese, ma anche dei tanti individui che si trovavano in Rete. Mi chiedevo come ognuno di essi potesse dare una svolta 
alla propria carriera, al proprio “brand”. 
Quando ho lasciato PayPal tutte queste idee si sono trasformate in LinkedIn. 
Che è decollato cosi rapidamente perché avevo un network di amici da coinvolgere».

Qual è la più grande soddisfazione che le ha dato LinkedIn?

«Vedere 150 milioni di persone collaborare, condividere informazioni, parlare di lavoro e in generale 
aiutarsi per diventare professionisti migliori».

Cosa consiglia a un giovane che volesse avviare un’attività con un budget ridotto?

«I tuoi asset (cioè quello che hai in questo momento, in termini di conoscenze, competenze e beni 
materiali), le tue aspirazioni e la realtà del mercato determinano il tuo vantaggio competitivo. Formula un piano, mettilo in pratica tante volte e adattalo in base al feedback che ricevi dal mercato e dalle lezioni che impari. Ma se fondare la tua società senza capitali significa finire senza un tetto sulla testa, allora è meglio non farlo. Bisogna sempre avere un piano di salvataggio, una soluzione di riserva che ti permetta di accollarti i rischi che ti stai prendendo».



La lezione di Hoffman

Assumi una mentalità beta permanente. 
«Non consideratevi mai un prodotto finito, siate aperti ai 
cambiamenti. Siamo tutti work in progress. Ogni giorno ci offre la possibilità di fare di imparare di più, fare di più, essere di più, 
crescere di più nella vita privata e professionale» consiglia Hoffman.
Costruisci una rete di relazioni, non solo per tuo vantaggio. Impara a tessere una rete di alleanze che ci supportino in termini di informazioni di business.
Insegui le opportunità quando si presentano. 
Ma tocca a te metterti in moto per trovare e far nascere 
opportunità professionali adatte a te.
Assumi rischi intelligenti. Cosi puoi ottenere risultati straordinari. 
« Se fondare la tua società senza 
capitali significa finire senza un tetto sulla testa, allora è meglio non farlo. 
Bisogna sempre avere un piano di salvataggio, 
una soluzione di riserva che ti permetta di accollarti i rischi che ti stai prendendo».

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Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet , blog personalizzati.
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Creo loghi per negozi , aziende, studi professionali,
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sabato 3 ottobre 2015

Per un Sito Web di Successo, Strategie Fondamentali

 

Perché realizzare un sito web non è una passeggiata e perché è sempre opportuno affidarsi ad un professionista se si vogliono ottenere dei risultati soddisfacenti?

Quando si parla di Progettare un Sito Web, sono poche le persone che sanno realmente cosa significa. Questo perchè sull’argomento c’è molta disinformazione e perchè i mercati ci hanno indotto a credere che realizzarlo è una cosa semplice e alla portata di tutti. In realtà, per progettare un sito adatto a commercianti, aziende e professionisti serve un’ efficace strategia che deve tenere conto di molti aspetti e naturalmente di questa strategia il visitatore può vedere solo il risultato finale.





Dunque basta avere un sito per ottenere visibilità e profitti? La risposta naturalmente è NO.

Gli step fondamentali per realizzare un sito di successo.

-Ideazione
-Progettazione
-Marketing

Possiamo suddividere l’iter per la realizzazione di un sito in 3 step fondamentali: Ideazione, Progettazione, Marketing.

1) Ideazione

E’ la prima fase. Il cliente ha un’idea di progetto e si affida ad un Professionista, definendo in maniera sommaria cosa vorrebbe realizzare. Il professionista, presa coscienza del tipo di progetto, deve valutare la sua “appetibilità” attraverso un’ indagine di mercato sul web. Per appetibilità si intende (detto in maniera semplice), quanti progetti simili a quello del cliente sono presenti già in rete, qual’è il loro livello di affermazione o qual’è il prezzo medio dei servizi e/o dei prodotti che il mercato di quel settore già offre, in modo tale da poter battere la concorrenza proponendo tariffe e soluzioni più convenienti.

In base ai risultati di questa ricerca, un professionista “serio” potrebbe anche decidere di abbandonare il progetto ( perché in quel determinato settore il mercato è saturo ed il cliente avrebbe poche possibilità di affermazione), oppure ridefinire meglio alcuni punti ed impostare il progetto in maniera differente. Così facendo si potrebbe riuscire a conquistare delle “nicchie di mercato” simili ma più facilmente attaccabili oppure si potrebbe puntare su un altro tipo di strategia di Marketing per ottenere gli stessi risultati ma con mezzi differenti.

Una volta svolta l’indagine di mercato e definita l’appetibilità del progetto, inizia una fase di pre-progettazione. In questa fase bisogna occuparsi dell’ “indicizzazione“, più esattamente bisogna ragionare su come rendere il sito visibile nella prima pagina dei motori di ricerca quando un navigatore, alla ricerca di quel determinato servizio, digita delle determinate “parole chiave“. Giusto per fare un esempio concreto: mettiamo che un navigatore voglia acquistare degli “occhiali da sole” online. Magari scriverà “prezzo occhiali da sole …” oppure “prezzo occhiali ….” ecc. Bisogna quindi, attraverso una corretta strategia di Search Engine Optimization (SEO), ricercare le giuste “parole chiave” e, contemporaneamente, impostare una campagna di Marketing efficace usando tutti gli strumenti disponibili, in modo tale che il sito crescendo col tempo di “importanza“, scavalchi gli altri in quelle determinate parole chiave e si possa posizionare ben visibile in prima pagina. In base alla scelta delle parole chiave, vengono impostati pagine e contenuti del sito. Dunque l’ultima fase di pre-progettazione consiste nella stesura del progetto su carta; si inizia a delineare quella che sarà la struttura finale del sito ed i relativi contenuti illustrativi e grafici.

2) Progettazione

Nella fase della progettazione, si mette in pratica tutto ciò che è stato ideato. E’ la fase nella quale si realizza concretamente il sito. Struttura, logo, colori, banner grafici, slideshow, contenuti illustrativi ecc, vengono tutti concretizzati in questa fase. Una volta terminata la realizzazione, o anche in contemporanea se magari sono più persone a lavorare al progetto, inizia una fase di pre-marketing. Viene impostata la campagna pubblicitaria e vengono designate le aree e le modalità di azione. Social Network (Social Media Marketing) e Email di Marketing(DEM), oltre che la pubblicità su carta stampata, sono i sistemi attualmente più in voga per promuovere i servizi o i prodotti del sito realizzato, ma esistono molteplici sistemi.

3) Marketing

E’ la terza e sicuramente la fase più importante. Consiste nel divulgare il sito attraverso i sistemi prima indicati, ed è una fase che teoricamente non ha mai fine, in quanto un sito per progredire ha sempre bisogno di allargare la clientela, di proporre periodicamente delle promozioni speciali, di espandere la propria visibilità. Una Strategia di Marketing per essere efficace, deve essere in grado non solo di far conoscere il Progetto a più utenti possibili, ma soprattutto di convertire gli utenti in potenziali clienti. Per farlo esistono delle apposite tecniche che stimolano a livello psicologico l’utente all’acquisto di quel prodotto o all’utilizzo di quel servizio. I colori utilizzati, gli slogan scelti, la grafica e molti altri fattori, se ben studiati stimolano l’utente che diverrà subito oppure con il tempo cliente. Naturalmente è di importanza fondamentale la qualità del prodotto o del servizio.

Se non lo è, anche una perfetta campagna di Marketing potrebbe magari incuriosire ma ai fatti non darebbe mai i risultati sperati.



Sono Web Designer, Web Master e blogger, creo siti internet e blog personalizzati a prezzi modici e  ben indicizzati.  Studio e realizzo  i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali, campagne di marketing  e vendite promozionali.






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giovedì 19 luglio 2012

come guadagnare con un blog


come guadagnare con un blog 
con i programmi di affiliazioni 
L’affiliazione ( se ancora non lo sai ) non è altro che un link da inserire nelle pagine di un tuo sito web, blog, forum mail o file ( es. documento word o pdf ) in cui è inserito il tuo codice di affiliato che ti è stato assegnato al momento della registrazione; Questo link ti permetterà di guadagnare ogni qualvolta che un utente interessato al servizio proposto al suddetto link si registrerà, effettuerà un acquisto o altro e tu verrai retribuito in base alle commissioni stabilite dal programma di affiliazione: percentuale, quota fissa, per click, per download, per impession, ecc…

Potrai così guadagnare in Automatico!! Ti basterà inserire i link nel tuo blog e i tuoi visitatori
faranno tutto il resto !
Attenzione! grazie all’affiliazione NON dovrai NE vendere NE acquistare niente! Dovrai solamente fare pubblicità ai servizi o ai prodotti di tuo interesse magari inserendo alcuni banner pubblicitari sul tuo blog ( magari inerenti al contenuto ) e potrai guadagnare una commissione per aver fatto questo. 

 per ora mi sono affiliato a queste ditte
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Come Fare Un Blog




Come Fare Un Blog:
 Guida Introduttiva 
Per Chi Vuole Pubblicare Online


Come fare un blog è qualcosa che molti di noi danno per scontato, ma per chi muove i primi passi in questo mondo esistono svariati problemi e questioni da risolvere. In questa guida ho tentato di raccogliere tutte quelle informazioni essenziali di cui hai bisogno per iniziare. Ecco come:
 leggi tutto qui
 http://cipiri4.blogspot.it/2011/03/come-fare-un-blog.html


I trucchi per scrivere un articolo di successo


Uno dei metodi maggiormente usato dagli scrittori che si cimentano nel mondo dell’informazione è quello di scrivere articoli su internet: su siti web, sui blog, su riviste interattive…
A volte, però, non è sufficiente scrivere un articolo ben scritto e ben dettagliato per ottenere fama e successo nel campo del giornalismo, soprattutto se si è alle prime armi e non si gode di una rilevante fama.
Tuttavia esistono dei trucchi che potrebbero aiutare lo scrittore a fare apprezzare il proprio articolo dagli utenti e aumentare la propria fama.
IL TITOLO 
Trovare un titolo che provochi l’attenzione dei lettori è importantissimo.
Con la scelta del titolo giusto si è già al 50% dell’opera: infatti un lettore che rimane incuriosito dal titolo del testo leggerà sicuramente l’articolo in questione, anche nel caso fosse meno interessante di altri, i quali però non hanno un titolo interessante.
E’ consigliabile scegliere l’articolo usando dei giochi di parole senza però allontanarsi dal reale contenuto del testo perchè è importante anche far capire al lettore quale sia l’argomento di cui si sta parlando.
Se si sta scrivendo una guida, è importante usare titoli del tipo “Come fare per…?”, “Il miglior modo per risolvere…”, “Consigli per….” i quali permettono di presentare il proprio testo come una valida soluzione a cui appellarsi in caso di problemi.
LUNGHEZZA DEL TESTO E PARAGRAFI 
In genere gli utenti online sono persone frettolose che cercano rapidamente una soluzione ai proprio problemi o notizie che soddisfino i propri interessi.
Una articolo breve dà l’impressione di essere poco efficace e dettagliato, ma uno troppo lungo porta l’utente a rivolgersi altrove.
La lunghezza ideale di un testo è all’incirca di 250-300 parole e deve essere suddiviso in paragrafi: in questo modo si riassumerà ulteriormente il testo scritto e il lettore potrà leggere direttamente ciò che gli interessa e sarà stimolato maggiormente a leggere il contenuto.
STILE E KEYWORDS
Nella stesura degli articoli è necessario essere il più sintetici possibile, evitando di scrivere dei discorsi troppo lunghi che potrebbero annoiare il lettore.
Cercare di usare il meno possibile avverbi e termini che potrebbero non essere comprensibili, a meno che non sia richiesto l’uso di termini tecnici (per esempio nel caso si scrivesse per una rivista scientifica).
Anche la tecnica di scrivere le parole-chiave in grassetto può essere un’arma in più per attirare la curiosità dell’interessato.
Sottolineando ed evidenziando queste cosiddette “Keywords”, le probabilità che il proprio articolo compaia fra i risultati di ricerca di un determinato campo (per esempio “notizie mercato”) aumentano e un numero maggiore di persone potrebbero leggerlo.
Inoltre creando dei collegamenti interattivi con altre pagine scritte da noi stessi, si ha la possibilità di consolidare la nostra fama nel mondo del web.
Un ruolo fondamentale lo ha anche la punteggiatura che rende più facile e scorrevole la lettura del testo.
IMMAGINI E DIFFUSIONE DELL’ARTICOLO
Inserire delle immagini legate al testo è un altro metodo efficace per migliorare la qualità dell’articolo. 
L’uso delle immagini è fondamentale soprattutto nel caso si stia scrivendo una guida/tutorial, consentendo un miglioramento della comprensione del lettore.
Una volta terminato l’articolo, non si deve aspettare che siano gli utenti a venire a conoscenza dell’articolo, ma bisogna partecipare attivamente alla sua diffusione, postandolo sui vari social network dove può essere leggibile da molte persone. -

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- PREVISIONI per il 2015 -

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mercoledì 20 luglio 2011

Il segreto del successo nel Network Marketing





Il segreto del successo nel Network Marketing



PROFUMI… UN GRANDE BUSINESS MONDIALE

PERCHE’ DIVENTARE DISTRIBUTORI NEL SETTORE DEI PROFUMI ?

La vendita dei profumi costituisce attualmente uno dei maggiori Business disponibili sul mercato, per il semplice motivo che l'uso del profumo è diventato uno stile di vita ed un'abitudine alla quale nè uomini nè donne sanno più rinunciare.
Lo dimostrano le migliaia di Profumi presenti sul mercato internazionale, e la continua nascita di nuove fragranze che l'industria ci propone ogni anno, per lo più con la firma di grandi marchi dell'Alta Moda, ma anche di Campioni Sportivi, Attori e vari personaggi famosi.
Se avviene questo fenomeno evidentemente il mercato è appetibile ... Giusto?

 
Perchè i Profumi di Marca costano così tanto?
 
A parte l'ovvio costo per produrre un profumo di qualità, analizziamo quanti passaggi e quali oneri occorrono mediamente prima di arrivare al consumatore finale:

Circuito Commerciale
 - Produzione
  - Distributore Nazionale
 
 - Rete commerciale ( rappresentanti e direttori commerciali)
 
 - Punto vendita al dettaglio.
Ognuno di loro ha giustamente un margine di guadagno! Ma…a questi quattro passaggi di base si aggiungono altri costi che vanno ulteriormente ad incrementare il prezzo al consumatore finale:

Pubblicità e promozione
- Sicuramente la pubblicità è uno dei fattori che maggiormente concorrono alla formazione del prezzo.
- Pensate quanto può costare la presenza continua su Quotidiani, Riviste specializzate, Televisione...
la predisposizione di materiale promozionale ( Depliant, cartellonistica, testers da banco, campioni di prova )
Il sistema di distribuzione tramite Network Marketing consente di saltare tutti questi passaggi arrivando al consumatore finale Esclusivamente in due fasi.
 

Produttore -----> Distributore------->> Consumatore finale

Ecco perchè i nostri Profumi possono essere offerti al pubblico ad un prezzo concorrenziale, ma soprattutto consente ai propri Distributori di guadagnare una buona parte degli utili derivanti dal risparmio sui costi e sul sistema di distribuzione.
Perchè diventare Distributore e partecipare a questo business straordinario ?
Perchè diventare Distributore e vendere i profumi col Sistema del Network Marketing ?

I Profumi costituiscono uno dei prodotti più appetibili presenti sul mercato Mondiale:
Il nostro campionario è costituito da profumi di qualità elevatissima. Una scelta tra oltre cento fragranze consentirà sicuramente ai tuoi Clienti di trovare un profumo affine a quello finora usato ... Con un notevole risparmio.

Diventare Distributore in questo settore significa:
- Rivolgersi ad un mercato immenso in continua espansione
- Offrire profumi di grande qualità ad un prezzo incredibile
- Investimento iniziale irrisorio
- Nessun obbligo di grandi fatturati
- Nessun investimento per tenere un deposito
- Possibilità di creare Distributori o Clienti privilegiati in oltre 50 Paesi
- Facilità di ampliare le strutture all'estero sia fisicamente che on-line
- Guadagno oltre il 40% sulla vendita diretta
- Provvigioni dal 3% al 21% sulle vendite della tua organizzazione
-Percentuali sul fatturato mondiale dell’azienda
- Controllo in tempo reale dei tuoi guadagni e della tua struttura.


Se hai già avuto esperienze nel Network Marketing ti invito a fare alcune considerazioni:

I prodotti devono essere di rapido consumo e non beni durevoli, al fine di generare vendite costanti nel tempo
Il profumo è un prodotto di rapido consumo

Come ben sai la forza trainante del Network Marketing si basa sul Passaparola, tuttavia il passaparola è un fenomeno spontaneo....e qui entra in gioco il tipo di prodotto “ oggetto del Network ”.
Se sei contento di un prodotto normalmente sei portato a parlarne bene, e di conseguenza a farne una involontaria e gratuita promozione senza guadagnarci nulla.


Chi lavora nel Network Marketing invece dal passaparola guadagna !
Tutto facile quindi!?  Non come sembra… Come dicevamo prima... dipende dal prodotto!  Se il prodotto non si presta ad un facile passaparola, anche chi lavora nel Network Marketing avrà  difficoltà a parlarne spontaneamente.
In poche parole: Deve Vendere, deve essere un Venditore.

La parola " Vendere " spaventa molte persone:
La gran parte di questi problemi nascono dai conflitti emotivi relativamente alla vendita e dalle sensazioni negative ad essa associate   ( paura di disturbare, paura del rifiuto… ecc...)
Il PROFUMO lo porti addosso, chi ti si avvicina lo sente.
Quante volte ti hanno chiesto, apprezzandolo " Che profumo usi ? "  Il Profumo parla per te.

Il profumo vende per te!
Molti prodotti richiedono una formazione professionale non indifferente, aggiornamenti, assistenza continua al Cliente superamento delle obiezioni... insomma: devi essere un abile Venditore professionalmente preparato nel tuo campo!
Vendere Profumi non richiede una difficile preparazione: Il Cliente comprerà infatti in base all'emozione che la fragranza suscita in lui.


Il segreto del successo nel Network Marketing consiste nella duplicazione.
La duplicazione consiste nel trasferire il più rapidamente possibile ad altre persone il tuo business e le informazioni ad esse correlate.
Sia il prodotto che l'opportunità di business devono essere di facile e veloce comprensione!  Solo così potrai creare in un tempo ragionevole una struttura di centinaia o migliaia di Distributori, garantendoti un reddito mensile al di là di ogni più rosea aspettativa!
Se vuoi creare una grande organizzazione:
a)devi pensare ad un'attività che tutti possono fare facilmente.
b)avere un prodotto che tutti possono distribuire, senza necessariamente essere dei Venditori.
c)trattare prodotti che non richiedano una formazione lunga e difficoltosa, perchè poi spetterà a te dedicare molto tempo alla formazione, a discapito della tua crescita.

La vendita dei profumi col Network Marketing ti offre una grande opportunità.
Iniziare questa attività costa solo 12, 27, o 50,20 euro!
Sì, hai capito bene, soltanto il costo dello Starter Kit, che comprende una elegante custodia in similpelle con 20, 100, 161 campioncini, il piano marketing, i cataloghi ed un completo DVD di presentazione, il tuo codice identificativo internazionale e la password per l’accesso all’area personale del sito web aziendale.


Chiedi subito come diventare distributore !


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venerdì 11 marzo 2011

10 Regole Per Creare Un Blog Di Successo





Ecco degli ottimi consigli di Sharon Housley

Dai diari personali a quelli stile magazine esistono molti modi affinchè un software per blog divenga uno strumento potente di marketing, pubbliche relazioni ed editoria indipendente.
Sharon Housley, una delle maggiori esperte di comunicazione al mondo via blog, propone 10 regole da seguire.
1) Stai sempre in argomento
I lettori seguono uno specifico blog in relazione ad una definita area d'interesse.
2) Sii informativo
Se vuoi definirti un esperto cerca sempre di essere costantemente aggiornato, non credere alle voci, rimani aderente ai fatti e se vuoi offrire un opinione dillo chiaramente.
3) Le vecchie notizie non sono notizie
Se scrivi quotidianamente è necessario che l'informazione presentata sia attuale ed accurata.
4) Programmati
Realizzare un blog richiede sforzi e tempo. E' importante sapersi programmare.

5) Sii chiaro e semplice
Le tue parole devono essere facili da comprendere.
6) Scrivi articoli ricchi di keyword
Se il tuo obiettivo è accrescere la visibilità devi riuscire ad usare titoli rilevanti di non più di 10-12 parole e ad usare le keyword giuste nell'articolo.
7) Devi scrivere in quantità
Per attrarre l'attenzione dei motori di ricerca devi riuscire a combinare il contenuto e la sostanza e devi archiviare i vecchi post per migliorare l'indicizzazione e l'identità del tuo blog.
8) Frequenza
Devi aggiornare il tuo blog quotidianamente affinchè gli spider dei motori lo indicizzino in maniera regolare.
9) Rileggi i post e verifica gli errori di ortografia
Rileggere i post è importante per verificare i possibili errori ortografici e di sintassi.
10) Utilizza gli RSS
Gl RSS sono uno strumento fondamentale per accrescere la distribuzione e la lettura dei tuoi contenuti.
 

 

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martedì 28 settembre 2010

Talenti italiani nel tempio della Silicon Valley


Silicon Valley



l successo dei talenti italiani nel tempio della Silicon Valley
Negli Usa si moltiplicano le organizzazioni che puntano a valorizzare il genio dei ricercatori provenienti dal nostro paese. Tante le analogia con Israele, che con una politica di promozione ha conquistato i primi posti nel mondo per la produzione di brevetti

di PAOLO PONTONIERE

SONO molte le iniziative che puntano a collegare le esperienze emergenti italiane nel campo di internet e della ricerca informatica alle attività dei ricercatori italiani negli Stati Uniti e agli invenstimenti dei capitalisti di ventura americani, e che stanno riscuotendo grande successo negli Usa. Tanto da far pensare che l'imprenditoria digitale italiana possa emergere a sorpresa dalle fasce laterali della ricerca internazionale - come accaduto in Israele - per diventare un motore di innovazione planetaria.

Una di queste iniziative è, ad esempio, quella promossa dalla fondazione Mind The Bridge, una no-profit fondata da talenti italiani della Silicon Valley, per valorizzare proprio il capitale intellettuale delle nuove imprese italiane. La Fondazione organizza una competizione nazionale alla quale le startup di casa nostra partecipano per poi potersi presentare ai principali investitori americani. Un "elevator pitch" - così si chiama - attraverso il quale gli imprenditori di Silicon Valley cercano di convincere i capitalisti di ventura a finanziare la loro azienda o la produzione di un'idea. Come funziona: viene utilizzato dai dirigenti di un'azienda esordiente per cercare di convincere, in circa 30 secondi, un potenziale investitore a finanziare una compagnia o un progetto commerciale, sottolineando allo stesso tempo cosa distingue la loro proposta da quello che si può già trovare sul mercato.

Arrivare a un elevator pitch al quale partecipano gli investitori della Klein Perkins Caufield & Myers, della Sand Hill Partners, della Khosla Ventures o di una qualsiasi delle altre grandi venture capital di San Hill Road - la strada di Palo Alto a maggior concentrazione di "venture capitalist" del mondo - non è cosa da poco. I progetti di molti innovatori vengono rifiutati ancor prima di atterrare sulla scrivania della segretaria. Figurarsi, poi, arrivare dall'Italia per un incontro esclusivo le vecchie volpi di queste superpotenze del mecenatismo industriale mondiale.

"E' proprio qui l'analogia con Israele - spiega Marco Marinucci, amministratore delegato di Mind the Bridge - il nostro scopo è quello di creare un collegamento diretto e permanente tra l'innovazione nel nostro paese e l'intelligenza italiana presente negli Usa, come hanno già fatto gli israeliani. Per potenziare sia le proposte che arrivano dall'Italia che la posizione degli operatori italiani presenti in America". L'esempio è stato già seguito da altri paesi europei come la Francia, la Germania e l'Irlanda, ma il caso di quello di Israele presenta delle caratteristiche importanti per quel che riguarda l'Italia.

Assente, fino agli inizi degli anni Novanta, dalla scena, nel campo della ricerca e sviluppo Israele, facendo leva sull'esperienza di ricercatori che si erano trasferiti nella Baia di San Francisco, è riuscita in poco più di un decennio a diventare una nazione che ogni anno produce un numero di brevetti superiore a quello prodotto da una qualsiasi delle varie potenze del G7. L'Italia è ultima in classifica, sia in termini di spesa pro capite in ricerca e sviluppo che nel numero di brevetti prodotti annualmente. Ma sebbene sul piano  dell'innovazione tra i due paesi esista un baratro, dal punto di vista socio-commerciale Israele e l'Italia sono molto simili. Registrano ambedue la presenza di una piccola e media industria dinamica e un tasso elevato, negli anni recenti, di fuga di cervelli.

Puntando sullo spirito imprenditoriale e sulla creatività delle sue aziende a conduzione familiare, e forte di una politica di investimenti pubblici in alta tecnologia, Israele è riuscita a far rimpatriare parte dei ricercatori che avevano scelto altri paesei e a lanciare numerose nuove aziende. "Nel passato le chiamavamo aziende a conduzione familiare, erano il volano della crescita del nostro paese - ha dichiarato Yoav Andrew Leitersdorf, fondatore di YL Ventures, intervenendo a Stanford alla startup organizzata da Mind The Bridge per celebrare i vincitori dell'elevator pitch di quest'anno - poi ci siamo resi conto che il loro ruolo era stato assunto dalle startup, sono loro che adesso spingono l'innovazione. Invece che un'azienda familiare oggi i giovani formano una startup". Così solo nel 2009 Israele ha investito quasi un settantina di milioni di dollari nel lancio di nuove "aziende giovani".

Quest'anno a spingere la creatività italiana negli USA sono state 5 startup che operano in ambiti commerciali molto variegati. La prima, la VRMedia, è il frutto di una ricerca condotta alla Scuola Superiore di Sant'Anna da un gruppo di precari universitari e opera nel settore della realtà aumentata. La seconda, la WhereIsNow, un sistema per l'aggiornamento automatico dei documenti digitali, è un'azienda sarda divenuta il simbolo della Sardegna che ce la può fare ed è stata fondata da due soci che (pur di seguire il loro sogno), hanno abbandonato un posto in una banca svizzera. La terza, la Fluidmesh Networks, creatrice di un sistema per la fusione, in un solo canale, di diversi metodi di videosorveglianza wireless, conta oltre 300 clienti in giro per il mondo ed è stata fondata da un gruppo di trentenni di cui alcuni hanno studiato all'MIT. La quarta, la Adant New Technologies, che produce le antenne per la prossima generazione di apparecchiature wireless, è nata dalla tesi di laurea di un italiano e ha già raccolto capitali di ventura; mentre la quinta, la TripShake Answers on the Go, che ha dato vita a un nuovo sistema di assistenza ai viaggiatori (un "social market for traveler" la definiscono i promotori), è stata fondata da un 27enne alla sua terza startup e che in Italia è considerato un guru di internet.

"I giovani Italiani non mancano di ideee geniali - osserva Fabrizio Marcelli, console italiano a San Francisco, introducendo le celebrazioni di Mind The Bridge alla Stanford University - sfortunatamente pagano lo scotto dell'incapacità del nostro paese di trasformare le idee in occasioni di richezza sia per il paese che per questi giovani". Ma dove fallisce lo Stato, intervengono le università e i privati. Si può dire che negli Usa, di sicuro in California, negli anni recenti c'è stato un vero boom di organizzazioni che hanno l'obiettivo di costruire ponti che colleghino l'innovazione italiana con quella di Silicon Valley e con l'industria americana. Oltre a Mind the Birdge ci sono Bridges To Italy, una no-profit fondata da Bianca delle Piane che ogni anno assegna anche un premio alla migliore scienziata italiana negli Usa; La Storia nel Futuro, un'organizzazione fondata dal docente genovese Paolo Marenco e che ogni anno organizza i Silicon Valley Study Tours, un tour delle maggiori aziende e centri di ricerca della Silicon Valley per giovani lauerati italiani nel campo dell'information technology, e BAIA, un'altra no-profit dell'area di San Francisco che punta a collegare l'imprenditoria italiana della California settentrionale con ricercatori, esponenti industriali e startup del nostro paese. Ora, il viaggio delle startup è diventato anche eco-compatibile: Green Voice, un periodico italiano dedicato alle energie rinnovabili, è nato con la missione di aiutare le startup italiane del settore energetico a rastrellare capitali di ventura in America.

 http://www.foldier.com/view/364b7a/cc07b2?


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mercoledì 15 settembre 2010

Salute in rete



Negli ultimi tempi la preoccupazione di chi è malato o anche di chi ha solo un disturbo è così forte da sentire l’urgenza di trovare subito una risposta. Così la rete internet diventa la soluzione più veloce. Tuttavia bisogna porre attenzione a cosa si legge e dove, ai limiti e ai vantaggi.


Il successo della medicina in rete
Perché negli ultimi anni la percentuale di persone che usa la rete come fonte principale di informazioni sui temi di salute è aumentato a dismisura? Per prima cosa internet è nelle case di tutti e le persone navigano alla ricerca di qualunque informazione, gratuita, rapida, informale e diretta. Per di più la nostra società in perenne mancanza di tempo, usa questo mezzo disponibile e veloce senza doversi spostare da casa o dall’ufficio. Infine andare dal medico implica avere una relazione, guardarsi negli occhi ed esporre i propri problemi, di cui a volte ci si vergogna. Per questo molti preferiscono nascondersi dietro la rete.
I forum: preziosi, ma non professionali
Chi accede ad internet per le informazioni mediche, spesso si trova anche a discutere con altre persone riguardo a disturbi e diagnosi. I forum sono strumenti che possono colmare la solitudine, che oggi molti provano, e a riempire le lacune lasciate da alcuni medici. In generale in queste pagine ci si offre conforto e supporto e coloro che hanno difficoltà ad ammettere le proprie debolezze e disturbi riescono a sfogarsi nel mondo virtuale. Ma ci sono delle insidie: il rischio è di identificarsi troppo nei disturbi altrui e sottovalutare atri problemi, oppure sovrastimarne altri. Per di più molti consigli provengono da gente non professionista e quindi non sempre sono giusti e utili.
I vantaggi
Tra i motivi che spiegano il successo di internet come fonte di informazione medica, non si può dimenticare la sua effettiva utilità. Internet è uno strumento democratico che consente a chiunque di informarsi e le persone possono documentarsi imparando a gestire le diverse situazioni. Grazie alla rete si possono apprendere comportamenti corretti da usare per prevenire alcune malattie; leggendo i vari siti si possono avere informazioni pratiche, come ospedali vicini, medici specialisti e indicazioni sulle varie unità di medicina.
Gli svantaggi
Internet dall’altra parte può essere anche molto pericoloso perché nasconde diverse insidie. Per prima cosa bisogna sapere che la rete contiene numerose informazioni, molte delle quali non controllate. Alcuni portali sono gestiti da personale non qualificato con un unico scopo, quello economico. Quindi non tutto ciò che si legge è vero. In secondo luogo non ci si può fare diagnosi o prescrizioni mediche perché ciò che vale per una persona non necessariamente vale per un’altra. Affidarsi esageratamente a internet genera confusione e anziché risolvere i problemi li si complica. Internet infine, crea ipocondria, perché di fronte alla ricerca del significato di un sintomo si pare un mondo intorno, il più delle volte falso.
Come usare questo strumento
Come per tutte le cose bisogna usare intelligenza e buon senso. Va bene informarsi sulla malattia e sui sintomi, sulle cure che si stanno seguendo. Ma prima o dopo bisogna parlarne con il proprio medico non esitando a fare domande. Mai sostituire i farmaci prescritti dal medico con quelli pubblicizzati su internet e nemmeno iniziare delle cure fai da te. Internet serve da primo contatto, ma non deve sostituire gli specialisti, è uno strumento in più e non sostitutivo.


 

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