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venerdì 18 maggio 2012

Facebook a Wall Street



Facebook  a Wall Street



. FacebookPoster .

Il titolo apre le vendite a 38 dollari ad azione e subito sale a 42, poi riscende al costo di apertura e risale. Ma il boom immediato non è ancora arrivato dopo la quotazione al Nasdaq. E il fondatore Zuckerberg ha suonato la campanella di Wall Street acclamato come un salvatore
La borsa si tinge di blu. Gli occhi di tutti sono su Facebook. E in questo caso non si tratta delle centinaia di milioni di utenti, ma del mondo economico finanziario, che oggi vede il debutto a Wall Street della creatura di Mark Zuckerberg. Partiva da 38 dollari, subito è salito a 42,55 e poi ha iniziato a scendere per tornare al costo d'apertura. Poi la nuova risalita oltre i 41 dollari. Dopo il +12% iniziale, il titolo cala al +1% e poi si rialza fino al +10%. E all'inizio un problema tecnico per qualche minuto aveva impedito di vedere le variazioni del titolo.
Campanella - Questo venerdì 18 maggio 2012 è un giorno che rimarrà negli annali per essere uno dei più attesi alla borsa di New York. Zuckerberg al mattino ha suonato la storica campanella di apertura dei lavori di Wall Street dal suo quartier generale di Palo Alto, in California. Con il giovane miliardario, 28 anni, i suoi più stretti collaboratori e centinaia di dipendenti. Nonostante il collocamento in borsa, Zuckerberg manterrà il 32 per cento del capitale e il 56 per cento dei diritti di voto, tali da assicurargli il dominio sul colosso dei social network.
Predestinato - Per capire l'impatto che tutti si attendono da Facebook sui listini economici è sufficiente fare un paragone. Google, quando si quotò nel 2004, raccolse 1,67 miliardi di dollari, per giunta in un momento ben diverso in quanto a crisi economica. La creatura di Zuckerberg ha fatto molto di più: la sua Ipo (Offerta pubblica iniziale) ha raggiunto i 18,4 miliardi e si è piazzata al secondo posto tra le Ipo della storia americana. A superarla negli Stati Uniti solo Visa con 19,6 miliardi (e nel mondo l'Agricultural bank of China con 22,1 miliardi), ma è la società più ricca del comparto Internet.
I dubbi - Non tutti però sono convinti che Facebook rispetterà le aspettative. Sono molte le persone che già ora posseggono azioni del colosso (soprattutto collaboratori di Zuckerberg che negli anni sono stati pagati con partecipazioni della società) e alcuni analisti pensano che potrebbero decidere di vendere immediatamente per fare cassa. Così fosse, al posto che fare il botto in alto, il social network rischierebbe di fare un balzo verso il basso. Ma la maggior parte degli esperti è convinta che questo rischio sia più che remoto.


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giovedì 27 ottobre 2011

Social network: attenzione agli effetti collaterali

Social network: 
attenzione agli effetti collaterali
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Social network e codice penale: 

come non finire nei guai. 

Parte prima


Si parla molto di violazione della privacy nelle piattaforme di social network ma ancora troppo poco di altri reati che,  invece, sono diffusissimi tra gli utenti online che popolano i vari Facebook, YouTube, i blog ecc.
E dato che si tratta di reati che prevedono anche la reclusione fino a 4 anni, forse vale la pena parlarne un po’.
Prima considerazione piuttosto banale: il fatto che i social network siano ambienti digitali e virtuali non ci pone al di sopra della legge: continuano a valere le stesse leggi del mondo reale!
Il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato la Raccomandazione del 26.11.2009 che interviene sull’utilizzo di social network e sui pericoli connessi all’uso.
“Social network: attenzione agli effetti collaterali” Facebook & Co. Come tutelare la propria privacy ai tempi di Facebook, MySpace & Co. Come difendere la propria reputazione, l’ambiente di lavoro, gli amici, la famiglia, da spiacevoli inconvenienti che potrebbero essere causati da un utilizzo incauto o improprio degli strumenti offerti dalle reti sociali? Sono queste alcune delle domande a cui risponde la guida messa a punto dal Garante per la privacy “Social Network: Attenzione agli effetti collaterali”. Non un manuale esaustivo, ma un agile vademecum sia per persone alle prime armi, sia per utenti più esperti, pensato per aiutare chi intende entrare in un social network o chi ne fa già parte a usare in modo consapevole uno strumento così nuovo.
La questione è talmente attuale che i più grandi fornitori di piattaforme di social network (per la precisione 17) tra cui Facebook, Google/YouTube, MySpace, Microsoft e Yahoo! hanno deciso di siglare in Lussemburgo, in occasione della giornata “Safer Internet 2010″, un accordo europeo che contiene una serie di regole volte a migliorare la sicurezza dei minorenni che utilizzano la rete e far fronte comune contro i rischi potenziali a cui sono esposti i più giovani come l’adescamento da parte di adulti, il “bullismo” online e la divulgazione di informazioni personali.
Preliminarmente è opportuno sottolineare che occorre distinguere i comportamenti lesivi in due categorie a seconda della tipologia di reato che si potrebbe commettere:
a) Vi sono i reati commessi da chi sfrutta Facebook o altri social network, le sue caratteristiche, per realizzare i propri intenti illeciti. In questa categoria vi rientrano ad esempio: l’invio di materiale pubblicitario non autorizzato (la c.d. attività di spamming) o la raccolta e l’utilizzo indebito di dati personali, attività espressamente vietate dal T.U. sulla privacy (d.lgs. n. 196 del 2003); l’utilizzo dei contatti per trasmettere volutamente virus informatici, punito dall’art. 615-quinquies c.p.; l’utilizzo dei contatti per acquisire abusivamente codici di accesso per violare sistemi informatici (punito dall’art. 615-quater c.p.), ecc.
b) Chi utilizza Facebook per la funzione tipica del social network, ossia quello di creare contatti tra gli utenti per facilitare la comunicazione e nel far questo, spesso per superficialità, nel comunicare con il proprio gruppo di amici, va oltre commettendo reati penali. Il reato più frequente, che si può verificare in questi casi, è quello di diffamazione.
L’inserimento di frasi offensive, battute pesanti, notizie riservate la cui divulgazione provoca pregiudizi, foto denigratorie o comunque la cui pubblicazione ha ripercussioni negative, anche potenziali, sulla reputazione della persona ritratta possono integrare gli estremi del reato di diffamazione, punito dall’art. 595 c.p.
Tipico esempio noto alla cronaca, la creazione di gruppi ostili ad una determinata persona: “Quelli che odiano il datore di lavoro bastardo”, ecc. E’ evidente come alcune quali “bastardo” o “cretina” hanno una inequivoca carica offensiva, rilevante sotto il profilo penalistico. Al riguardo una recente sentenza[1] , che si segnala per essere stata la prima, in Italia, a trattare di uno dei siti di condivisione più popolari al mondo ha stabilito che è tenuto al risarcimento del danno colui che lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona mediante l’invio di un messaggio tramite social network.
Con riferimento alla diffamazione per il tramite dell’uso improprio di foto di terzi, la Cassazione, in un procedimento per diffamazione per pubblicazione di foto in un contesto lesivo della reputazione, ha precisato che il consenso ad essere ritratti non comporta il consenso a utilizzare le foto, soprattutto se tale utilizzo avviene in contesti che espongono il soggetto a lesioni della propria reputazione. Ricordiamo che  affinché vi sia diffamazione è necessario: a) la comunicazione con più persone, la giurisprudenza dice che sono sufficienti almeno due persone; quindi non costituisce diffamazione il “pettegolezzo” riferito all’amico tramite messaggio privato, ma solo se pubblicato sulla bacheca, visibile a tutto il gruppo di amici o comunque a due o più persone. In caso contrario, senza la comunicazione con più persone, anche in tempi diversi, non c’è reato. b) l’offesa deve essere rivolta a soggetto determinato o determinabile. Se si parla male di una persona senza far capire di chi si tratta non è reato. Per aversi diffamazione non è necessario mettere nome, cognome, generalità del diffamato: è sufficiente inserire riferimenti che consentano di rendere conoscibile la persona offesa o comunque attribuibile l’offesa ad una persona specifica[2].
Un altro reato che viene spesso commesso (e con una certa disinvoltura) sul Web è quello della sostituzione di persona
Il reato da contestare in tali casi è disciplinato dall’art. 494 c.p. e prevede una pena fino a un anno di reclusione.
Oggetto della tutela penale,in relazione al delitto preveduto nell’art.494 c.p., è – afferma la Corte di Cassazione – “l’interesse riguardante la pubblica fede, in quanto questa può essere sorpresa da inganni relativi alla vera essenza di una persona o alla sua identità o ai suoi attributi sociali. E siccome si tratta di inganni che possono superare la ristretta cerchia d’un determinato destinatario, è stato ritenuto che il legislatore abbia in essi ravvisato una costante insidia alla fede pubblica, e non soltanto alla fede privata e alla tutela civilistica del diritto al nome”.
La Cassazione, nel 2007[3], ha ritenuto che commette tale reato colui il quale crea un falso account di posta elettronica intrattenendo corrispondenze informatiche con altre persone spacciandosi per una persona diversa. Lo stesso può valere per Facebook o altri social network, per cui si ha sostituzione di persona quando un utente apre una pagina su uno dei social network utilizzando i dati e le immagini relative ad un altro soggetto che ne è all’oscuro.
Nella prossima puntata ci occuperemo di reati ancor più pericolosi e odiosi. i reati persecutori (stalking) e quelli di mobbing online.

[1] Tribunale di Monza, Sezione Quarta Civile, del 2 marzo 2010 [2] Avv. Matteo De Luca, pagina Facebook “Reati commessi attraverso Facebook”
[3] Corte di Cassazione – Sezione Quinta Penale, Sentenza 14 dicembre 2007, n.46674

di Francesca Romana Fuxa Sadurny e Daniele Frongia

http://segnalazionit.org/2010/09/social-network-e-codice-penale-come-non-finire-nei-guai-parte-prima/#_ftn2


Stalking e web stalking

Il reato di stalking, di matrice anglosassone, è di recente acquisizione, essendo stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico con dl 23.2.2009, n. 11, convertito in l. 23.4.2009, n. 38. In particolare, il dl citato ha inserito nel codice penale l’art. 612 bis intitolato “Atti persecutori”.
Lo stalking si sostanzia nella reiterazione di condotte che si traducono in minacce o molestie finalizzate a causare “un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero tale da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.”
La norma prevede la reclusione da 6 mesi a 4 anni ed è azionabile mediante querela della persona offesa, salvo le ipotesi di azionabilità d’ufficio (ad esempio pubblico ministero) quando il reato sia commesso nei confronti di un minore o di persona con disabilità.
Sono, inoltre, previsti aggravamenti di pena se il fatto è posto in essere da coniuge legalmente separato o divorziato ovvero da persona che sia stata legata da relazione affettiva con la vittima ovvero se è commesso in danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità ovvero con armi o da persona travisata.
Per la Cassazione del 2010 (Cass. sez. v, sent. n. 6417 del 17.02.2010) il delitto di atti persecutori è perfezionato anche in presenza di due sole condotte di minaccia o molestia.
Occorre ora accertare se sia possibile integrare questa fattispecie delittuosa anche in ambito telematico, ossia in contesti caratterizzati dall’uso delle nuove tecnologie. Si fa riferimento al c.d. “tecno stalking” o “web stalking” ed è l’ultima degenerazione sentimentale in cui si usano i social network e il web 2.0 per spiare le mosse del proprio compagno o compagna. “In questa modalità virtuale, il meccanismo della gelosia patologica che sta dietro al bisogno ossessivo di controllare il partner, è la stessa del “pedinamento” fisico. A cambiare è solo il mezzo attraverso il quale viene espresso questo impulso: il molestatore si sposta, infatti, dalla strada al web. Anche nello spazio virtuale le emozioni provate e trasmesse sono vere, e la tecnologia serve da cassa di risonanza di un disagio che è presente nelle persone e che poi lo riversano nel rapporto di coppia.” (rif.  http://cipiri8.blogspot.com/2009/08/stalking-online.html      )

La Cassazione ha recentemente confermato che il web stalking è equiparabile allo stalking: chiunque minaccia o disturba una persona via internet fino al punto di provocare un cambiamento del suo stile di vita, rischia il carcere fino a quattro anni. Nei mesi scorsi aveva suscitato qualche critica la sentenza del 17 giugno 2010 n. 24510 della Suprema Corte che aveva rifiutato lo status di reato nel caso di molestie via posta elettronica. La Cassazione giustificava la sentenza affermando che la posta elettronica è meno invasiva degli Sms.
Secondo la Cassazione rischia l’imputazione per web stalking e molestie chiunque invii messaggi offensivi nei confronti di altri utenti, anche tramite le pagine dei social network come Facebook.
La differente visione della Cassazione si giustificherebbe in base alla considerazione che la posta elettronica, al pari della posta tradizionale, usa una modalità asincrona e dunque non comporta (a differenza della telefonata o della citofonata) nessuna immediata interazione tra il mittente e il destinatario, né alcuna intrusione diretta del primo nella sfera delle attività del secondo. “La posta elettronica utilizza, infatti, la rete telefonica e la rete cellulare delle bande di frequenza, ma non il telefono, ne’ costituisce applicazione della telefonia che consiste, invece, nella teletrasmissione, in modalita’ sincrona, di voci o di suoni”.
Diversamente con riferimento agli sms che si comportano esattamente come una telefonata e, dunque, sono in grado di ledere la tranquillità e il benessere psichico della persona destinataria.

di Francesca Romana Fuxa Sadurny, 27/10/2011 

 http://segnalazionit.org/2011/10/social-network-e-codice-penale-come-non-finire-nei-guai-parte-seconda/

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sabato 20 novembre 2010

Chi c'è dietro i cartoni animati sui profili Facebook




Chi c'è dietro i cartoni animati sui profili Facebook? Il gruppo "Camorra and Love"


Volete sapere chi c'è dietro la campagna "Cambia l'immagine del tuo profilo in quella di un cartone animato" che sta spopolando su Facebook? Un gruppo che si chiama Camorra and Love. Postando stupidaggini a nastro tra aforismi, frasi melense e immagini di Harry Potter, ha messo insieme l'allucinante cifra di 850mila fan. E' stato questo gruppo a spingere la campagna virale sui cartoni animati per l'infanzia: dall'alto del suo "monte-fan" questo gruppo - composto da moltissimi minorenni, ma non si sa da chi sia gestito - può da solo creare una campagna virale.

In realtà, il creatore dell'evento legato al cambio dell'immagine del profilo di Facebook con un cartone animato, è un tizio che dice di chiamarsi Alessandro Schultz Loi e di essere di Cagliari, ma si tratta di un profilo chiusissimo, al quale non si può neanche richiedere l'amicizia: chi è questo Schultz sardo? Chi si nasconde dietro questa campagna "per i diritti dell'infanzia" che non ha alcun collegamento con le serie associazioni che di questo si occupano?

Insomma, chi c'è dietro a questa campagna non è dato sapere: quello che è certo è che sta avendo un successo clamoroso (c'è chi parla addirittura di 500mila profili di cartoni animati, ma una stima è difficile). Il motivo probabilmente è da ricondurre all'aspetto ludico unisce quello retrò ed emozionale legato ai personaggi dei cartoni che hanno accompagnato la nostra infanzia. La campagna infatti sta contando numerosi aderenti nella fascia 25/40 quella forse più nostalgica verso i cartoni animati che non ci sono più e verso un'infanzia da poco abbandonata per sempre.

Resta infine da chiarire questo gruppo dal nome aberrante: Camorra and Love. Chi c'è dietro questo gruppo che ha "arruolato" centinaia di migliaia di minorenni? Perchè ha scelto un nome del genere? Aspettiamo una risposta dal moderatore.


TROVO L'INIZIATIVA DI CAMBIARE LA FOTO SU FACEBOOK E METTERE
UN PERSONAGGIO DEI CARTONI ANIMATI , MOL...TO PERICOLOSA PER I BAMBINI ..CHE
STANNO SU FACEBOOK. O RAGAZZINI.
A PARTE CHE SI RISCHIA LA SEGNALAZIONE PER FOTO INAPPROPRIATA , E' COME DARE LA
POSSIBILITA ' AI PEDOFILI DI ADESCARE UN BAMBINO CAMUFFANDO LA LORO FO...TO CON
UN PERSONAGGIO DEI CARTONI ANIMATI..FATE PRESENTE QUESTA COSA
SU FACEBOOK L'INIZIATIVA E' PARTITA DAL GRUPPO <
PER SEMPRE..

TOGLIETE IMMEDIATAMENTE LA FOTO DEL PERSONAGGIO DEI CARTONI ANIMATI.. E' PER
ATTIRARE I BAMBINI NELLE MANI DEI PEDOFILISTATE FACENDO IL LORO GIOCO..Foto
bachecaattenzione a tutti chi ha tirato fuori la storia della settimana contro
la viole......nza sui bambini e l...e donne , invitandovi a cambiare la vostra
foto.. si... ch...iama CAMORRA E AMORE..MA VI RENDETE CONTO DEL PERICOLO AL QUALE ESPONETE I
BAMBINI SU FACEBOOK GUARDATE IL GRUPPO CHE LO FA GIRARE IL LINK DI
METTERE LA FOTO DEI CARTONI.. CAMORRA E AMORE
REGNA PER SEMPRE http://www.facebook.com/pages/CamsaaaAiLsne/267303346054LA
GIORNATA PER L'INFANZIA VUOLE SOLO UN FIOCCO GIALLO DA CONDIVIDERE IN BACHECA .http://www.ong.agimondo.it/un-fiocco-giallo-per-linfanziaMostra
tuttoFoto bachecaattenzione a tutti chi ha tirato fuori la storia della
settimana contro la violenza sui bambini e l...e donne , invitandovi a cambiare
la vostra foto.. si chiama CAMORRA E AMORE..

?http://www.facebook.com/pages/CamsaaaAiLsne/267303346054ECCO
CHI HA PROMOSSO DI CAMBIARE LA FOTO LA SETTIMANA DELL'INFANZIAPROMOSSA DA
CAMORRA E AMORE http://www.facebook.com/notes/camsaaaailsne/settimana-dellinfanzia-3/482561334112
Mostra tutto
http://www.facebook.com/pages/CamsaaaAiLsne/267303346054LA
www.facebook.com

LA GIORNATA PER L'INFANZIA VUOLE SOLO UN FIOCCO GIALLO DA
CONDIVIDERE IN BACHECA..
COSI' E' REGOLARE
ALTRIMENTI SI RISCHIA LA SEGNALAZIONE PER FOTO DEL PROFILO INAPPROPRIATA..
ANCHE IL BLOCCO DELL'ACCOUNT ..
MA IL PERICOLO MAGGIORE CONSISTE NEL DARE LA POSSIBILITA' A QUALCHE PEDOFILO DI
INFILTRARSI TRA GLI AMICI DI UN RAGAZZINO, ANCHE SE NON DOVREBBERO ESSERCI SU
FB.. MA SAPPIAMO CHE CI STANNO.. A VOLTE ANCHE SOLI
FATE PRESENTE LA COSA.. SUI GIORNALI E SUI MEDIA

FAI GIRARE LA NOTA OPPURE SE HAI OCCASIONE DI FAR PUBBLICARE
SU QUALCHE GIORNALE .. DI VIETARE.. L'USO DI FOTO FALSE SU FACEBOOK SPECIE IN
QUESTA OCCASIONE DI FOTO DI PERSONAGGI DEI CARTONI ANIMATI

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lunedì 18 ottobre 2010

Social game come Farmville possono essere facilmente usati da cybercriminali per truffe e attacchi on line


attenzione!


Utenti di Facebook, attenzione! Social game come Farmville possono essere facilmente usati da cybercriminali per truffe e attacchi on line


I consigli di Kaspersky Lab per gli utenti di Facebook.

I social games sono attualmente molto popolari nella comunità online, e contano 200 milioni di utenti che ogni mese, in tutto il mondo, giocano attraverso il sito di social networking Facebook [1]. La sua applicazione più popolare è Farmville, utilizzata da circa 70 milioni di persone [2]. Questo nuovo mondo di giochi on line, tuttavia, può contenere dei pericoli nascosti.

La settimana scorsa, per esempio, la società americana che produce Farmville, la Zynga, è stata costretta a sospendere un offerta ingannevole di abbonamenti di telefonia mobile e altre offerte truffa che incoraggiavano i giocatori di Farmville a sottoscrivere contratti in cambio di “crediti Farmville” [3]. La crescente popolarità delle applicazioni diffuse su Facebook, come i social game, porta con sé il rischio che gli utenti del social network si dovranno sempre più frequentemente confrontare con malware, phishing e con altri attacchi degli hacker.

Kaspersky Lab fornisce dei suggerimenti e elenca cinque consigli pratici per navigare in tutta sicurezza su Facebook ed evitare le frodi informatiche.
Ecco alcuni suggerimenti per i giocatori e gli utenti delle applicazioni:
  1. Se siete disposti a spendere dei soldi veri per beni virtuali, fatelo solo attraverso siti ufficiali affidabili
  2. Se ricevete una mail sospetta che offre buoni sconto gratuiti per caricare il vostro conto virtuale di gioco, eliminatela. La probabilità di essere oggetto di phishing o di venire infettati sono quasi del 100%.
  3. Applicazioni di terzi che offrono maggiori possibilità di successo nei social game possono essere potenzialmente molto dannose. Se non siete sicuri della loro provenienza, controllate la reputazione del fornitore del gioco.
Ed ora 5 suggerimenti generali di Kaspersky Lab per l’uso di Facebook:
  1. Controllate le impostazioni di protezione dei dati: gli utenti di Facebook devono tenere ben presente che le informazioni che i loro amici possono visualizzare sono informazioni completamente pubbliche, e che Facebook si riserva dei diritti su di esse. Quando ci si registra su un sito di social networking, quindi, si dovrebbero fornire solo le informazioni essenziali e selezionare le impostazioni predefinite più sicure. Inizialmente è consigliabile creare un account di fantasia, per verificare quali informazioni personali fornite vengono rese visibili on line: solo dopo questo primo passaggio dovreste creare un profilo usando il vostro vero nome.
  2. Attenzione a ciò che “postate”: gli utenti di Facebook dovrebbero sempre ricordare che i propri post possono rivelare molte cose, anche personali; basti pensare alle foto di feste e ai video. E poi Facebook non dimentica nulla.
  3. Smascherate i vostri “falsi amici”: gli operatori dei siti di social network, di regola, non verificano l’identità dei propri iscritti. Gli utenti di Facebook dovrebbero quindi generalmente diffidare delle richieste di nuovi amici e ricordare che ogni utente ha, in media, 130 amici nella sua lista: è ragionevole pensare che non tutti siano veramente tali [4].
  4. Proteggete la vostra identità: esistono casi di furti di identità in cui dei cybercriminali hanno creato dei profili utenti verosimili e li hanno poi usati per ricattare le loro vittime. Queste persone sono spesso costrette a pagare delle ingenti somme di denaro per impedire che la loro reputazione venga rovinata, per esempio attraverso la pubblicazione di foto compromettenti. Un altro modo per rubare l'identità di una persona può essere la raccolta delle password degli account utenti esistenti su vari siti di social networking, tramite attacchi di phishing. In questi casi, strumenti di protezione tradizionali come quelli presenti nella soluzione di sicurezza Kaspersky PURE, risultano essere molto utili.
  5. Prevenite gli attacchi malware: i virus come il worm Koobface usano sia le email tradizionali sia i siti di social networking, come Facebook, per diffondersi. Le vittime di questi attacchi ricevono dai loro amici dei link che promettono di portare ad un "video bellissimo". Cliccando sul link, invece, il pc viene infettato con un malware. Tutti i computer infetti vengono poi inseriti in una botnet - una rete di computer infetti usata per inviare spam o per effettuare altri tipi di attacchi - controllata da criminali informatici. Per proteggersi contro questo tipo di attacchi l’ideale è ricorrere alle attuali soluzioni di sicurezza informatica come Kaspersky Internet Security.

Informazioni su Kaspersky Lab

Kaspersky Lab offre la migliore protezione contro minacce IT quali virus, spyware, crimeware, hacker, phishing e spam. Le soluzioni Kaspersky Lab hanno i più rapidi tempi di reazione contro le minacce per la protezione di utenti consumer, PMI, aziende Enterprise e dispositivi mobili.
Le tecnologie Kaspersky Lab vengono inoltre utilizzate all’interno di prodotti e servizi delle più importanti aziende IT.


Contatti per la stampa
Alessandra Venneri

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giovedì 23 settembre 2010

Facebook lavora a un software per la telefonia



Il creatore del social network spiega a Techcrunch la strategia della sua azienda: un’integrazione profonda con Android e iPhone che però non prevede antagonismo; portare l’ambiente social sui cellulari farà bene ad entrambi.

Finalmente il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ammette che Facebook sta lavorando su un software per la telefonia perché vuole diventare una vera e propria piattaforma mobile su cui anche altri possano lavorare, non limitarsi a rimanere solo un servizio o un’app. In effetti, la spiegazione di ciò che Facebook sta facendo suona è in sintesi modificare piattaforme come Android di Google in modo da sovrapporrvi uno strato social di Facebook cosicchè sia gli svilupatori delle app che i produttori di telefoni possano trarre vantaggio vicendevolmente. Zuckerberg ha spiegato i suoi obiettivi in un’intervista a TechCrunch. Ecco le parti salienti.

SOCIAL TUTTO INTORNO A TE - “La nostra strategia è molto orizzontale. Stiamo cercando di costruire uno strato sociale per tutto. Fondamentalmente stiamo cercando di fare in modo che ogni applicazione sociale possa essere portata ovunque che si utilizzi il web, il mobile, o altri dispositivi. “ ”Il ruolo che vogliamo avere è quello di essere una piattaforma per la adozione di tutte di queste applicazioni più social, e questo è lo sviluppo di ciò che vediamo attualmente sul web, con l’eccezione del mobile, che riteniamo possa divenire nel giro di pochi anni, forse ancora prima, anche più importante del web “. Nessun sistema operativo afferma il Ceo, ma solo un’integrazione graduale, che permetta di implementare Facebook come interfaccia attraverso la quale utilizzare il proprio telefono in modo da ricreare il proprio ambiente social ovunque.

INTEGRARE, INTEGRARE – “E poi, per qualcosa che è importante quanto l’iPhone o Android, svilupperemo l’integrazione nel sistema operativo. Così per iPhone, abbiamo adottato la sincronizzazione dei contatti e per Android stiamo lavorando ad integrare le sincronizzazioni in maniera migliore. La questione è adesso “cosa potremmo fare se iniziamo a lavorare su questi sistemi a livello più profondo?” e riguardo a questo abbiamo già un sacco di idee. ” ”La nostra strategia non è quella di costruire un dispositivo specifico o di integrazione o qualcosa di simile. Perché non stiamo cercando di competere con Apple o il Droid o di qualsiasi altro produttore di hardware per quel settore. “

PER ORA NESSUN SISTEMA OPERATIVO -Per quanto riguarda in parole povere il modo con cui tutto ciò verrà integrato nei telefoni … “La gente potrebbe desiderare di utilizzare diversi sistemi operativi , o costruire telefoni con funzioni diverse e poi integrare Facebook in svariati modi. Il mercato del mobile è così frammentato e c’è un sacco di sperimentazione che si possono anche ora presentare diverse situazioni, quindi stiamo immaginando esattamente quale può essere il modo migliore per adattarsi ad esse. La realtà è che probabilmente adotteremo soluzioni diverse a telefoni diversi “. ”Voglio dire, chi lo sa, da qui a dieci anno forse svilupperemo un nostro proprio sistema operativo o qualcosa del genere, ma al momento nessuno sa se questo succederà . Per l’esperienza maturata con la nostra società in questi anni, è davvero difficile fare delle previsioni. Ma per ora, credo, la direzione che stiamo prendendo è quella di sviluppare gradualmente un’integrazione con le varie piattaforme piuttosto che partire da zero e costruire un intero sistema “.
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martedì 6 luglio 2010

Zuckerberg vuole un miliardo di amici


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Mark Zuckemberg, fondatore e CEO di Facebook, ha deciso che un social network non gli basta (anche se si parla della rete sociale più grande del Web), il giovane Golden Boy di Internet vuole creare un nuovo pianeta, virtuale e popolato da un miliardo di utenti.
Intervenuto in occasione del Cannes Lions International Advertising Festival, Zuckerberg ha dato sfogo a tutte le sue ambizioni, sicuro che nonostante gli attuali 500 milioni di iscritti, una realtà come Facebook possiede ancora ampi margini di crescita.
Per confermare quanto affermato durante la manifestazione, il CEO del social network ha portato quale esempio un paese come la Russia, popolato da centinaia di milioni di abitanti, ma che per il momento ha prodotto appena un milione di iscritti per Facebook.
Il "napoleonico" intento di Zuckerberg è quello di estendere il proprio dominio su territori non ancora conquistati, oltre alla Russia Facebook dovrà diffondersi anche in altre nazioni che per ora hanno generato una quantità marginale di traffico come la Cina, il Giappone e la Corea del Sud.

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lunedì 9 novembre 2009

Crea Fantastiche Presentazioni Fotografiche


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 VoxPix,  permette di creare delle fantastiche presentazioni di foto.


Per creare la tua presentazione di foto non devi far altro che collegarti sul sito Internet di VoxPix, inserire il nome della presentazione che intendi creare nel campo Title ed una password nei due campi sottostanti, per poi fare click su Create.



Adesso, per inserire delle foto presenti sul tuo computer nella tua presentazione, fai click sul pulsante Upload file per due volte consecutive (prima su quello situato sul lato sinistro dello schermo, poi su quello blu posizionato sotto le immagini), apri la cartella dove sono conservate le foto che desideri inserire nella presentazione e selezionale una ad una.

A questo punto, seleziona con il mouse e trascina nel campo Drag your images here (nella parte bassa dello schermo) le immagini che intendi usare nella tua presentazione, scegliendo l’ordine che meglio preferisci.



Puoi vedere la presentazione di foto, facendo click sul pulsante Preview. Per pubblicarla, clicca sul pulsante rosso Publish e scegli un modo per condividere con i tuoi amici la presentazione creata (sfruttando il codice HTML da inserire in blog e/o social network, via e-mail, ecc.).

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mercoledì 5 agosto 2009

Scegliere un nome utente originale in Rete





L’unica regola essenziale, quando scegli il tuo (futuro) nome utente, è quella di assicurarti che non sia stato già scelto da un’altra persona. Non sarebbe per nulla onesto nei suoi confronti!

Il servizio on-line namechk permette di verificare, gratuitamente, se il nome utente che vorresti usare su Internet è disponibile o meno per la registrazione nei principali social network. Ti permette, in altre parole, di sapere se puoi usarlo o meno su Internet. Il nome utente desiderato è stato già utilizzato? Peccato, spremi le meningi e inventane un altro.



La prima cosa da fare per verificare che un nome utente non sia stato utilizzato su Internet è quella di collegarsi sul sito Internet di namechk. Nella home page del sito, digita il nome utente che vorresti usare in Rete nel campo di testo type username here e fai click sul pulsante verde chk per avviare la verifica della sua disponibilità.



Al termine della verifica, potrai renderti conto se il nome utente desiderato è stato usato o meno. Se non è stato usato nei principali social network (li vedrai marcati di verde) potrai registrarlo tranquillamente. Nel caso in cui sia stato già usato (vedrai marcati i siti Internet di colore rosso) è meglio cambiare nome utente.

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mercoledì 13 maggio 2009

Le cose a cui tieni veramente, tienile al sicuro!





1) Le cose a cui tieni veramente, tienile al sicuro!

2) I virus non si diffondono solo tramite la mail o le pagine web Il social network è una perfetto veicolo per i virus perché tutti noi ci fidiamo di quello che ci inviano i nostri amici. Non cliccate su link che sembrano strani o su messaggi non coerenti con la persona che ve li invia. Tenete un antivirus sempre aggiornato e segnalate eventuali anomalie ai gestori del social network.

3) Se un amico si maschera nella vita reale e cerca di fingersi qualcun altro, la riconosci subito. Nei social network invece, non puoi essere mai sicuro dell’identità della persona che ti contatta: anche se si tratta del profilo di un tuo amico. Quindi se i contenuti di questo messaggio non sono coerenti col rapporto reale che hai con quella persona, fai attenzione! La sua identità potrebbe essere stata rubata.

4) Hai mai fatto volantinaggio delle foto dei tuoi figli o della tua famiglia in strada nella tua città? Se non vuoi farlo neanche sul Social Network non pubblicare le foto della tua famiglia oppure, se le pubblichi, controlla che i livelli di privacy impostati siano adeguati, altrimenti qualcuno potrebbe abusarne.

5) Sul social network decidi tu chi può vedere le informazioni che ti riguardano e come gli altri possono interagire con te. Quando crei il tuo profilo, prima di tutto fatti un giro nella pagina di impostazione dei livelli di privacy: non farti scorrazzare dagli altri, sul social network guida tu!

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