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sabato 30 ottobre 2010

Una bomba sui cittadini della rete




E' grottesco che mentre la maggioranza di governo si impegna da mesi per rendere più difficili le intercettazioni telefoniche richieste da magistrati, il ministero degli Interni si arroghi il diritto di intercettare i nostri dialoghi via Facebook senza alcun mandato della magistratura


di Alessandro Gilioli

Il patto tra Facebook e il Viminale è un attentato ai diritti dei cittadini digitali. E la prova che gli utenti non possono essere spettatori passivi in un rapporto diretto tra le corporation di Internet e i governi locali


Nel nostro Paese ITALIA abbiamo assistito negli ultimi anni a un'escalation di norme e di proposte di legge per rendere l'accesso a Internet sempre più difficile, controllato, burocratizzato.

Proprio in questi giorni, ad esempio, l'Agcom sta valutando come rendere operativa l'odiosa normativa sui video on line scritta da Paolo Romani, con probabile pesante tassazione per chiunque abbia un sito su cui voglia caricare del materiale che «faccia concorrenza alla tv».

Contemporaneamente sui giornali della destra si è scatenata la consueta 'caccia all'internauta' che avviene dopo ogni gesto di violenza politica, in questo caso l'aggressione romana a Daniele Capezzone: nel dicembre scorso era stato il gesto di Massimo Tartaglia a Milano a far delirare i vari Schifani e Carlucci in proposito, ottenendo l'effetto immediato di far prorogare per un altro anno le norme medievali e tutte italiane sul Wi-Fi (a proposito: l'altro giorno Maroni ha promesso di "superare" il decreto Pisanu, e tuttavia il rischio è che si vada verso la sostituzione dell'identificazione cartacea con quella via sms, insomma anni luce lontani dalla navigazione libera).

Ma quello che denuncia Giorgio Florian nel suo articolo è molto più grave, forse il più pesante attentato mai realizzato in Italia contro i diritti dei "netizen", i cittadini della Rete.

Il patto con cui la Polizia Postale italiana si è fatta concedere da Facebook il diritto di entrare arbitrariamente nei profili degli oltre 15 milioni italiani iscritti a Facebook, senza un mandato della magistratura e senza avvertire l'internauta che si sta spiando in casa sua, è di fatto un controllo digitale di tipo cinese che viola i più elementari diritti dei cittadini che dialogano utilizzando il social network: insomma, stiamo parlando di una vera e propria perquisizione, espletata con la violenza digitale del più forte. Nel nostro Paese abbiamo assistito negli ultimi anni a un'escalation di norme e di proposte di legge per rendere l'accesso a Internet sempre più difficile, controllato, burocratizzato.

Proprio in questi giorni, ad esempio, l'Agcom sta valutando come rendere operativa l'odiosa normativa sui video on line scritta da Paolo Romani, con probabile pesante tassazione per chiunque abbia un sito su cui voglia caricare del materiale che «faccia concorrenza alla tv».

Contemporaneamente sui giornali della destra si è scatenata la consueta 'caccia all'internauta' che avviene dopo ogni gesto di violenza politica, in questo caso l'aggressione romana a Daniele Capezzone: nel dicembre scorso era stato il gesto di Massimo Tartaglia a Milano a far delirare i vari Schifani e Carlucci in proposito, ottenendo l'effetto immediato di far prorogare per un altro anno le norme medievali e tutte italiane sul Wi-Fi (a proposito: l'altro giorno Maroni ha promesso di "superare" il decreto Pisanu, e tuttavia il rischio è che si vada verso la sostituzione dell'identificazione cartacea con quella via sms, insomma anni luce lontani dalla navigazione libera).

Ma quello che denuncia Giorgio Florian nel suo articolo è molto più grave, forse il più pesante attentato mai realizzato in Italia contro i diritti dei "netizen", i cittadini della Rete.

Il patto con cui la Polizia Postale italiana si è fatta concedere da Facebook il diritto di entrare arbitrariamente nei profili degli oltre 15 milioni italiani iscritti a Facebook, senza un mandato della magistratura e senza avvertire l'internauta che si sta spiando in casa sua, è di fatto un controllo digitale di tipo cinese che viola i più elementari diritti dei cittadini che dialogano utilizzando il social network: insomma, stiamo parlando di una vera e propria perquisizione, espletata con la violenza digitale del più forte.

Aspettiamo quindi urgenti chiarimenti dalla Polizia Postale e dal ministero degli Interni, da cui dipende. E non basta certamente una smentita rituale, perché le notizie pubblicate nell'articolo di Florian provengono da fonti certe e affidabili.


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mercoledì 20 ottobre 2010

WI - FI , sistema di connessione a internet pubblico e gratuito, PROPOSTA ,,,,


grazie alla tecnologia wireless


Un sistema di connessione a internet pubblico e gratuito che, grazie alla tecnologia wireless, permetta di dotare Milano di oltre 5mila punti di accesso alla rete in grado di coprire il 60 per cento dell’area cittadina trasformandola nella capitale europea della navigazione libera è l’obiettivo della ”Rete Municipale Internet”, uno dei progetti proposti da Change Milano, il laboratorio di innovazione civica del Partito Democratico milanese in vista delle elezioni comunali del 2011.

Il piano prevede di sfruttare come punti di connettività gli oltre mille edifici di proprietà del Comune, che saranno dotati di una piccola antenna in grado di consentire l’accesso alla rete. Altri 2.500 access point saranno garantiti munendo di dispositivi simili le pensiline delle fermate di tram e autobus e banchine, gallerie e uscite esterne delle metropolitane. Interventi strutturali accompagnati da una politica di incentivi per bar e ristoranti che decidano di offrire servizi wi-fi (attualmente sono solo 300 in tutta la città).

Alla base della proposta di Change Milano c’è la tecnologia sperimentata su scala ridotta da Green Geek, un’associazione no profit di esperti di tecnologia che ha deciso di affrontare l’annoso problema del wireless milanese. Spiega Mauro Lattuada, presidente di Green Geek: «Eravamo stanchi di aspettare che fossero rispettate le promesse e così abbiamo fatto da soli». Una ricerca partita un anno e mezzo fa, vagliando le soluzioni elaborate in altre città (soprattutto Venezia e Roma) e che, dal primo ottobre, ha permesso di dotare il quartiere dell’Ortica, nel territorio di Lambrate, a est di Milano, di una propria rete wireless, interamente finanziata dal gruppo di informatici: «È bastato proporre a ristoranti, commercianti e associazioni di dotarsi di semplici antenne wi-fi (prezzo massimo 250 euro), e oggi il quartiere dispone di una rete che, con una semplice procedura di registrazione, consente di navigare un’ora al giorno».

Un’iniziativa dal basso per ovviare agli errori della politica, dice Lattuada:«Il Comune si è impegnato in sperimentazioni costose e inutili, o in progetti come quello che prevedeva il posizionamento di 5 antenne al prezzo complessivo di un milione e mezzo di euro, quando l’intero progetto delle rete municipale ne verrebbe a costare poco più di cinque». Con l’obiettivo non di vendere un prodotto, ma di garantire un diritto fondamentale in una città nella quale il 40 per cento della popolazione ancora non utilizza internet. La nascita di una rete comunale permetterebbe poi di creare servizi online in tempo reale che vadano dalla segnalazione di casi di degrado urbano al pagamento dei parcheggi: «Noi non guadagniamo dalla predisposizione della struttura, ma grazie ai servizi che con essa si possono veicolare. È questa l’unica strada per superare le incertezze della burocrazia e gli interessi privati che bloccano la diffusione del wireless libero».

da: Wikipedia

L\’Ortica è un quartiere di Milano, appartenente alla zona di decentramento 3.
Si trova nella zona est della città.
Ortica era una frazione del comune di Lambrate (annesso a Milano nel 1923). Il nome deriva da \”orto\”, \”ortaglia\”, luogo adatto alle coltivazioni in quanto irrigabile dal fiume Lambro.
Nella chiesa di S.Faustino è stato trovato un graffito devozionale che fa supporre che qui si fossero rifugiati dei milanesi fuggiti dal centro per qualche calamità. Dal 1896 al 1931 fu attiva nel quartiere la vecchia stazione di Lambrate; il fabbricato viaggiatori è ancor oggi esistente, adibito ad altri usi.

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lunedì 18 ottobre 2010

Social game come Farmville possono essere facilmente usati da cybercriminali per truffe e attacchi on line


attenzione!


Utenti di Facebook, attenzione! Social game come Farmville possono essere facilmente usati da cybercriminali per truffe e attacchi on line


I consigli di Kaspersky Lab per gli utenti di Facebook.

I social games sono attualmente molto popolari nella comunità online, e contano 200 milioni di utenti che ogni mese, in tutto il mondo, giocano attraverso il sito di social networking Facebook [1]. La sua applicazione più popolare è Farmville, utilizzata da circa 70 milioni di persone [2]. Questo nuovo mondo di giochi on line, tuttavia, può contenere dei pericoli nascosti.

La settimana scorsa, per esempio, la società americana che produce Farmville, la Zynga, è stata costretta a sospendere un offerta ingannevole di abbonamenti di telefonia mobile e altre offerte truffa che incoraggiavano i giocatori di Farmville a sottoscrivere contratti in cambio di “crediti Farmville” [3]. La crescente popolarità delle applicazioni diffuse su Facebook, come i social game, porta con sé il rischio che gli utenti del social network si dovranno sempre più frequentemente confrontare con malware, phishing e con altri attacchi degli hacker.

Kaspersky Lab fornisce dei suggerimenti e elenca cinque consigli pratici per navigare in tutta sicurezza su Facebook ed evitare le frodi informatiche.
Ecco alcuni suggerimenti per i giocatori e gli utenti delle applicazioni:
  1. Se siete disposti a spendere dei soldi veri per beni virtuali, fatelo solo attraverso siti ufficiali affidabili
  2. Se ricevete una mail sospetta che offre buoni sconto gratuiti per caricare il vostro conto virtuale di gioco, eliminatela. La probabilità di essere oggetto di phishing o di venire infettati sono quasi del 100%.
  3. Applicazioni di terzi che offrono maggiori possibilità di successo nei social game possono essere potenzialmente molto dannose. Se non siete sicuri della loro provenienza, controllate la reputazione del fornitore del gioco.
Ed ora 5 suggerimenti generali di Kaspersky Lab per l’uso di Facebook:
  1. Controllate le impostazioni di protezione dei dati: gli utenti di Facebook devono tenere ben presente che le informazioni che i loro amici possono visualizzare sono informazioni completamente pubbliche, e che Facebook si riserva dei diritti su di esse. Quando ci si registra su un sito di social networking, quindi, si dovrebbero fornire solo le informazioni essenziali e selezionare le impostazioni predefinite più sicure. Inizialmente è consigliabile creare un account di fantasia, per verificare quali informazioni personali fornite vengono rese visibili on line: solo dopo questo primo passaggio dovreste creare un profilo usando il vostro vero nome.
  2. Attenzione a ciò che “postate”: gli utenti di Facebook dovrebbero sempre ricordare che i propri post possono rivelare molte cose, anche personali; basti pensare alle foto di feste e ai video. E poi Facebook non dimentica nulla.
  3. Smascherate i vostri “falsi amici”: gli operatori dei siti di social network, di regola, non verificano l’identità dei propri iscritti. Gli utenti di Facebook dovrebbero quindi generalmente diffidare delle richieste di nuovi amici e ricordare che ogni utente ha, in media, 130 amici nella sua lista: è ragionevole pensare che non tutti siano veramente tali [4].
  4. Proteggete la vostra identità: esistono casi di furti di identità in cui dei cybercriminali hanno creato dei profili utenti verosimili e li hanno poi usati per ricattare le loro vittime. Queste persone sono spesso costrette a pagare delle ingenti somme di denaro per impedire che la loro reputazione venga rovinata, per esempio attraverso la pubblicazione di foto compromettenti. Un altro modo per rubare l'identità di una persona può essere la raccolta delle password degli account utenti esistenti su vari siti di social networking, tramite attacchi di phishing. In questi casi, strumenti di protezione tradizionali come quelli presenti nella soluzione di sicurezza Kaspersky PURE, risultano essere molto utili.
  5. Prevenite gli attacchi malware: i virus come il worm Koobface usano sia le email tradizionali sia i siti di social networking, come Facebook, per diffondersi. Le vittime di questi attacchi ricevono dai loro amici dei link che promettono di portare ad un "video bellissimo". Cliccando sul link, invece, il pc viene infettato con un malware. Tutti i computer infetti vengono poi inseriti in una botnet - una rete di computer infetti usata per inviare spam o per effettuare altri tipi di attacchi - controllata da criminali informatici. Per proteggersi contro questo tipo di attacchi l’ideale è ricorrere alle attuali soluzioni di sicurezza informatica come Kaspersky Internet Security.

Informazioni su Kaspersky Lab

Kaspersky Lab offre la migliore protezione contro minacce IT quali virus, spyware, crimeware, hacker, phishing e spam. Le soluzioni Kaspersky Lab hanno i più rapidi tempi di reazione contro le minacce per la protezione di utenti consumer, PMI, aziende Enterprise e dispositivi mobili.
Le tecnologie Kaspersky Lab vengono inoltre utilizzate all’interno di prodotti e servizi delle più importanti aziende IT.


Contatti per la stampa
Alessandra Venneri

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lunedì 11 ottobre 2010

IL trojan keylogger ruba le password su Firefox




Mozilla Firefox è uno dei client browser attualmente in uso più diffusi e, di conseguenza sta attirando le attenzioni degli hacker, alcuni dei quali hanno sviluppato un trojan keylogger che costringe il cliente a memorizzare le password automaticamente. Webroot, dice di aver scoperto il malware  Trojan-PWS-NSlogm, capace di rubare i nomi utente e le password memorizzate da Firefox, grazie ad un interrogatorio di codice routine in Internet Explorer.

Ogni browser può, a discrezione dell'utente, essere impostato per ricordare le password. In generale, consigliamo di non impostare il browser per memorizzare le credenziali di accesso, perché possono essere facilmente estratte dal Trojan password-stealing come Zbot. In Firefox, per esempio, è possibile fare clic su Strumenti, Opzioni, quindi aprire la scheda Protezione e deselezionare una casella che indica al browser di ricordare le password inserite nei moduli web. (La casella è selezionata per impostazione predefinita). In un post sul blog di sicurezza da Andrew Brandt, un ricercatore di sicurezza di Webroot, dice che il suo team di ricerca ha scoperto che il trojan patch denominato nsLoginManagerPrompter.js, aggiunge alcune righe di codice extra nel momento in cui Firefox richiede all'utente di salvare le password quando accede ad un sito sicuro.


Prima dell'infezione, una installazione di default di Firefox 3.6.10 richiede all'utente, dopo che l'utente fa clic sul pulsante di log-in su una pagina web, se si vuole salvare la password. Dopo l'infezione, il browser salva semplicemente tutte le credenziali di accesso a livello locale, senza richiedere più nulla all'utente. Ad un esame ravvicinato, il Trojan patch nsLoginManagerPrompter.js aggiunge alcune righe di codice (visualizzato sopra), e altre porzioni di codice per commenti-out, che determinano se Firefox richiede all'utente di salvare le password quando lui o lei si collega a un sito sicuro. Per i più esperti, il trojan keylogger è segnalato per copiare se stesso nella directory System32 con il nome del file KERNEL.EXE e registra un vecchio controllo ActiveX chiamato Microsoft Internet Transfer Control DLL o msinet.ocx (MD5: 7BEC181A21753498B6BD001C42A42722).


La quale DLL viene utilizzata dal trojan per comunicare con il suo server di comando e controllo, poi crea un nuovo account utente (username: Maestro) sul sistema infetto. "Il trojan estrae quindi informazioni dal Registro di sistema, dalla cosiddetta zona di archiviazione protetta utilizzato da I.E. per memorizzare le password, e dai depositi propri delle password di Firefox, e cerca di passare poi le informazioni rubate, una volta al minuto", ha detto il ricercatore Webroot. Purtroppo, Brandt dice che, quando i suoi colleghi di ricerca hanno iniziato la ricerca del file manualmente, il dominio web del Trojan che hanno cercati di contattare era stato chiuso. Nonostante questo, Webroot dice di aver rintracciato l'autore del trojan attraverso il suo profilo di Facebook e ha scoperto che l'hacker vive nella città di Karaj in Iran. Non capita spesso di vedere un autore di malware prendendo il merito per la sua creazione con il suo vero nome.


A quanto pare, Zeynali scrive crimeware per divertimento, perché non vende il suo codice keylogger. Zeynali offre lo strumento di creazione del keylogger come download gratuito. Sopra un breve elenco di alcune delle funzionalità incluse in una delle versioni. Purtroppo, ci sono un sacco di persone che frequentano il sito di Zeynali che lo usa per pubblicare il suo codice keylogger, e alcune di queste persone lo stanno chiaramente utilizzando per creare e distribuire Trojan. Tuttavia, in attesa dell'arrivo di Firefox 4, c'è una soluzione semplice per chi è stato colpito dal trojan: è sufficiente scaricare l'ultima installazione di Firefox e installarla sopra la vostra installazione esistente. "Non perderete i segnalibri o add-on, e il programma di installazione basta per sovrascrivere la modifica al file nsLoginManagerPrompter.jsnsLoginManagerPrompter.js file. Problema risolto", ha detto Brandt. Inoltre raccomandiamo, come al solito, di tenere aggiornato il vostro software di sicurezza e di effettuare una scansione programmata del sistema.


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sabato 9 ottobre 2010

Firma anche tu per il Web libero



Firma anche tu per il Web libero
 Da cinque anni lo sviluppo di Internet in Italia è bloccato da una legge oscurantista e antistorica che impone una serie di obblighi burocratici ai pubblici esercizi che vogliono offrire l'accesso alla Rete senza fili. Tra questi, la richiesta di una speciale licenza al questore e l’identificazione degli utenti tramite documento d’identità.Ciò ha costituito un gigantesco disincentivo a creare reti WiFi nel nostro Paese, che infatti è in fondo a tutte le classifiche europee per l'offerta e l'uso di Internet senza fili.La norma - che non esiste in nessun Paese democratico - è stata varata come misura antiterrorismo nel 2005 dal ministro Giuseppe Pisanu, ma non risulta abbia mai prevenuto alcun attentato. In compenso, è ed è stata una concausa primaria per il mancato sviluppo dell'innovazione digitale del nostro Paese.Lo stesso ex ministro Pisanu, autore della legge, nel 2009 l'ha disconosciuta e ha dichiarato che va superata.Centinaia di imprenditori, manager, blogger, giornalisti, docenti, esponenti politici di entrambi gli schieramenti e semplici cittadini chiedono da tempo che la norma sia abolita.Eppure, nata come "transitoria" nel 2005, la legge che tarpa le ali al Web viene ogni anno rinnovata nel cosiddetto Decreto Milleproproghe votato poco prima di Natale.Chiediamo quindi che nel 2010, prima delle consuete scadenze, il Governo proceda per decreto alla cancellazione della norma in questione (articolo 7 della legge n. 155 del 31 luglio 2005) e che - qualora questo non avvenisse - il Parlamento provveda ad abrogare il medesimo articolo.
http://temi.repubblica.it/espresso-appelli/?action=vediappello&idappello=391189


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martedì 5 ottobre 2010

Televisori 3D senza occhialini




Televisori 3D senza occhialini

la rivoluzione è cominciata

Toshiba lancia per prima sul mercato le prime tv - da 12 e 20 pollici, per ora - che offrono immagini a tre dimensioni senza necessità di inforcare alcunché. Anche gli altri colossi dell'hi-tech sono a buon punto. Per ora questi dispositivi costano dai 1000 ai 2000 euro. Ma siamo solo agli inizi

di JAIME D'ALESSANDRO


JOE LETTERI, mago degli effetti speciali della Weta Digital e tre volte premio Oscar, lo aveva detto: "La vera rivoluzione del 3D deve ancora arrivare. E inizierà solo quando usciranno televisori che non richiedono l'uso degli occhiali". Ora quel momento sembra finalmente arrivato. Almeno secondo la Toshiba che al Ceatec, la fiera hi-tech più importante del Giappone, ha presentato oggi due schermi tridimensionali "glassless" (che non richiedono appunto l'uso di occhialini). Sono i primi ad arrivare sul mercato, saranno nei negozi di Tokyo e dintorni a dicembre, in due versioni da 12 e 20 pollici (12gl1 e 20gl1). Ma solo il più grande arriva a una risoluzione decente con immagini tridimensionali, 1280 per 800 pixel. Quello da 12 pollici invece si ferma ad appena 466 per 350. Poco, anzi pochissimo.

Già a settembre la Samsung, nel corso dell'Ifa di Berlino (altra fiera tecnologica), aveva mostrato un prototipo di tv del genere. Mentre la Nintendo a giugno ha svelato il suo 3ds, console tascabile in arrivo a marzo, con la quale si potrà giocare con videogame tridimensionali sempre senza bisogno di inforcare alcunché. Tutti in pratica ci stanno lavorando, comprese Sony, Panasonic e Lg. Il problema, fino a oggi, sta nel fatto che è quasi impossibile costruire schermi di grandi dimensioni, con risoluzioni elevate e che per vedere bene l'effetto tridimensionale bisogna stare esattamente davanti al display. In pratica questa nuova generazione di display funziona discretamente su una console o un portatile, non a caso al Ceatec da domani si potranno vedere alcuni modelli di pc 3D glassless, molto meno su un televisore di grosse dimensioni.

Toshiba ha spiegato di aver sviluppato un sistema del tutto nuovo che per ogni immagine bidimensionale fornisce nove differenti prospettive di visione. Prospettive che il cervello umano poi compone in tre dimensioni. Ed è un effetto creato in parte dallo schermo, in parte dal software che lo gestisce. Come nel caso del 3ds, si tratta di un'evoluzione in chiave moderna della vecchia stampa lenticolare con la novità che l'angolo di visione è parecchio più ampio. "Ma serviranno ancora diversi anni prima di arrivare a televisori da 40 pollici in su", ha puntualizzato Sascha Lange, a capo del reparto marketing di Toshiba Europe. E, aggiungiamo noi, altrettanto per arrivare a prezzi accettabili. I due modelli della Toshiba costeranno rispettivamente fra i 1000 e 2000 e fra i 2000 e i 3000 euro. Che sono davvero tanti. Insomma, Letteri ha ragione: il 3D per tutti è un 3D senza occhialini. Ma bisognerà ancora aspettare almeno cinque anni perché si diffonda davvero nelle case.


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SESSO E ZODIACO

Conosci la personalita' di
ogni segno zodiacale
per capire la sua

SENSUALITA'


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 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 




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domenica 3 ottobre 2010

Il principio della rana bollita


Il principio della rana bollita

pubblicata da Noam Chomsky

 le 10 strategie della manipolazione 

attraverso i mass media



Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.



Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.



La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.



L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce -semplicemente – morta bollita.



Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.



Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.



Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subiamo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.



I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.



Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.



Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi!

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