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venerdì 25 novembre 2016

Consigli per Difendere i Propri Dati




Internet è un efficace mezzo di comunicazione che ci permette di tenere contatti con le persone, dove possiamo reperire qualsiasi genere di informazione e usufruire di numerosi servizi risparmiando così tempo e denaro. Purtroppo come nel mondo reale, anche qui esistono malintenzionati che potrebbero tentare di violare il nostro sistema impossessandosi delle nostre informazioni personali. Ecco quindi una serie di consigli per una maggiore sicurezza dei nostri dati.

Internet è un efficace mezzo di comunicazione che ci permette di tenere contatti con le persone, dove possiamo reperire qualsiasi genere di informazione e usufruire di numerosi servizi risparmiando così tempo e denaro. Purtroppo come nel mondo reale, anche qui esistono malintenzionati che potrebbero tentare di violare il nostro sistema impossessandosi delle nostre informazioni personali.

Ecco quindi una serie di consigli per una maggiore sicurezza dei nostri dati.

Installare un buon antivirus e attivare il firewall

I software antivirus e anti-spyware hanno proprio il compito di individuare e bloccare software malevoli come i virus e gli spyware che rappresentano la minaccia più critica ai nostri dati e al nostro PC.

A fianco dell’antivirus è sempre bene avere anche un firewall software o hardware. Windows, fin dalla versione XP Service Pack 2, ha fra le sue funzionalità di sicurezza un firewall software che blocca il traffico in entrata.

In più se la nostra rete è costituita da due o più pc è bene avere anche un firewall hardware, che può essere integrato nel nostro router oppure un apparecchio esterno aggiuntivo posto fra il router e tutto il resto della intranet.

Attivare gli aggiornamenti automatici dei nostri software

Errare è umano, e come tali i software essendo opere create da menti umane sono soggette a imperfezioni che possono celare delle vulnerabilità che prima o poi possono essere sfruttate da malintenzionati per perpetrare attacchi. Per questa ragione è importante verificare periodicamente che il produttore non abbia rilasciato le cosiddette “patch” e installarle immediatamente specie se risolvono delle manchevolezze di sicurezza. In particolare è obbligo attivare l’installazione automatica degli aggiornamenti del sistema operativo, operazione che nella versione 10 di Windows viene fatta in background senza che ne accorgiamo.

Eseguire dei backup periodici

Per scongiurare la perdita dei nostri dati a causa di un’avaria, è caldamente raccomandabile avere sempre una copia aggiornata su dispositivi esterni quali Hard Disk USB appositamente dedicati allo scopo. La frequenza delle copie di salvataggio dipenderà dalla frequenza di aggiornamento dei dati. É anche consigliabile di non riutilizzare sempre lo stesso supporto in modo da poter disporre di più copie che seppur non aggiornatissime sono almeno sicuramente indenni da virus e ci permettano di recuperare file cancellati magari per errore.

Attenzione agli allegati di posta elettronica

È altamente raccomandabile di non aprire messaggi di posta elettronica provenienti da mittenti sconosciuti o di dubbia provenienza. Nel 99% dei casi è SPAM o pubblicità non gradita, o il solito virus che è arrivato anche sul nostro pc. Se fosse comunque indispensabile l'apertura di queste email, è consigliabile salvare i file interessati su disco e sottoporli a scansione prima di aprirli.

Altre minacce attraverso la posta elettronica sono dovute alle funzioni di scripting tramite email, è meglio disattivare queste funzioni dal menù di configurazione del browser dato che spesso questi script contengono contenuti di tipo interattivo.

Cautela nell’installazione dei software

Usiamo la massima cautela nell’installare software non certificato e non aprire assolutamente file eseguibili (.exe) dei quali non si conosca l’origine o la reale utilità. Lo stesso dicasi per programmi che possono avere al loro interno delle macro come i documenti di word o excel.

Disporre di una chiavetta per l’installazione del sistema operativo

Tenere nel cassetto della scrivania una chiavetta USB pronta, per la reinstallazione del sistema operativo è buona prassi, perché oltre a contenere il wizard per la reinstallazione del sistema operativo contiene anche gli strumenti necessari al ripristino della nostra installazione in caso di problemi, prima di ricorrere alla soluzione radicale di reinstallazione ex-novo del sistema operativo.

Avere due unità disco

È d’obbligo in soluzioni server, consigliato in soluzioni client, adottare l’uso due dischi rigidi (unità C e unità D), la prima destinata a ospitare il sistema operativo la seconda i dati.

Il vantaggio di una tale soluzione sta nel fatto che in caso di soluzione estrema di ricorrere alla formattazione del server o pc, e di conseguenza si debba procedere alla reinstallazione del sistema operativo, i nostri dati rimangono del tutto intatti.

Creare un disco di ripristino

E sempre consigliabile all’atto dell’istallazione creare il disco di ripristino, che va poi aggiornato successivamente ad ogni modifica del sistema. Nel caso il sistema operativo si sia corrotto per qualche ragione, il disco di ripristino ci consentirà di ripristinare la completa funzionalità.

Navigare in internet con privilegi limitati

È buona prassi, per una maggiore auto-protezione, navigare in internet, adottando un account utente avente il minimo dei privilegi. Infatti eventuali programmi malevoli che dovessero andare in esecuzione sarebbero anch’essi limitati nei loro privilegi e produrrebbero senz’alto meno danno rispetto alla loro esecuzione con un account aventi privilegi di amministratore.

Alziamo le difese del nostro browser

Nel nostro browser di navigazione web è possibile aumentare il livello di sicurezza, limitando ad esempio l'esecuzione di programmi script come gli ActiveX e Java che potrebbero essere usati da malintenzionati modificando le impostazioni di sicurezza dello stesso.

Il livello predefinito per l'area internet è impostato come sicurezza Media, modificando il livello di protezione su Alta, si possono bloccare i predetti script. Il rovescio della medaglia è che potrebbero però nascere problemi di difficile visualizzazione di contenuti web 
con animazioni o contenuti interattivi.

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SICUREZZA INFORMATICA

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COSA TI PORTA IL 2017 ?



Sicurezza Informatica


Siamo circondati da tecnologia. 
Le nostre attività quotidiane sono legate a computer e internet, ragion per cui è importante essere consapevoli della sicurezza informatica, essere consci della terminologia base per non cadere in tranelli.

Certamente avremo sentito parlare di numeri di carte di credito rubati e virus informatici dannosi. Forse ne siamo stati vittima noi stessi. Una delle migliori difese contro queste minacce, è essere consapevoli dei rischi, conoscere la terminologia base, e che cosa possiamo fare per proteggerci.

Cos'è la sicurezza informatica?

Sembra che ora tutte le attività quotidiane ruotino intorno a computer e Internet: la comunicazione (email, cellulari), l'intrattenimento (film digitali, mp3), il trasporto (sistemi elettronici dell'automobile, i sistemi GPS), acquisti (negozi on-line, carte di credito), medicina (attrezzature e documentazione medica) e la lista va oltre. Quanto della nostra vita quotidiana si affida alla tecnologia? Quanto delle nostre informazioni personali sono memorizzate sul proprio computer o sul sistema di qualcuno altro?

La sicurezza informatica ha il compito di proteggere le informazioni evitando, rilevando e rispondendo agli attacchi.

Quali i rischi?

Ci sono molti rischi, più o meno gravi. Fra questi i più pericolosi sono i virus, che possono compromettere l'intero disco rigido del nostro pc, alterare i nostri files, permettere a qualcun'altro di usare il nostro computer per attaccarne altri, o rubare le informazioni sul nostro conto bancario o della nostra carta di credito. Purtroppo, non vi è garanzia al 100%, neppure adottando le migliori precauzioni, che non si possa diventare vittima di un attacco, ma ci sono alcune misure che si possano prendere per minimizzare le probabilità.

Come fare per proteggersi?

In primo luogo per proteggersi è importante riconoscere i rischi e avere un minimo di conoscenza della terminologia connessa:

• Codice cattivo. Questa categoria include virus, worms, e Trojan horses. Anche se di solito sono termini usati scambievolmente, essi hanno caratteristiche uniche.
• Virus. Questo tipo di codice cattivo richiede un'azione dell'utente per infettare il nostro computer. Questa può avvenire aprendo un allegato di una mail o visitando una particolare pagina Web.
• Worms. I Worms si propagano senza intervento dell'utente. La loro caratteristica è quella di saper sfruttare una vulnerabilità del software per infettare il computer e di propagarsi poi via e-mail o in rete. L'autopropagazione automatica li distingue dai virus.
• Trojan horses. Un programma Trojan Horse, o cavallo di Troia, è un software che sostiene essere una cosa mentre in effetti fa qualcos’altro di diverso alle spalle, come del resto ha fatto il vero cavallo di Troia della storia. Per esempio, un programma che reclami di rendere più veloce il nostro computer ma che in realtà apre un canale di trasmissione che permette l'intrusione di un malintenzionato.

Hacker, attacker, o intruder. Questi termini sono attribuiti a persone che cercano di sfruttare le debolezze del software e dei sistemi di elaborazione per proprio interesse. Anche se le loro intenzioni sono nella stragrande maggioranza dei casi benigne e motivate solo dalla curiosità, dalla semplice sfida di essere in grado di violare un sistema informatico, le loro azioni sono tipicamente violazioni ai sistemi che sfruttano.
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mercoledì 9 novembre 2016

Privacy Online



Il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, rende noti i risultati di un nuovo studio sulla privacy online condotto a ottobre 2016 su 1000 utenti di social media del Regno Unito, secondo cui un incoraggiante 68% degli intervistati ha già adottato importanti misure per proteggere il proprio profilo online. Il 75 % crede invece che la riservatezza sia più importante della popolarità sui social network, mentre il 53 % degli intervistati verifica periodicamente le impostazioni della privacy degli account che usa. 

Questi risultati evidenziano un enorme cambiamento nel modo di considerare la privacy online da parte degli utenti Internet britannici e dimostra che le recenti violazioni di alto profilo di fatto hanno avuto un impatto positivo facendo crescere la consapevolezza di quanto siano importanti la riservatezza e la sicurezza informatica. 

Altri risultati dello studio hanno rivelato che il 72% degli intervistati non consente agli sconosciuti di vedere i post e le foto caricati sui social media, e il 68% riconosce che condividere la propria posizione su Facebook o Twitter può essere rischioso.

Altri risultati rassicuranti mostrati dallo studio rivelano che il 62% delle persone non utilizzano la stessa password per più account, ben l’81% ha dichiarato che le password che utilizzano non sono in alcun modo relative alla loro vita personale (compleanni o anniversari), mentre il 69% degli intervistati ha rivelato che non fornisce i dettagli della propria carta di credito al telefono quando acquista dei beni di consumo.


È interessante notare che lo studio ha mostrato una forte differenza tra i due sessi, con le donne che si dimostrano più attente alla salvaguardia della propria privacy rispetto agli uomini, in differenti settori. 
Per esempio, oltre un uomo su dieci ha ammesso che per lui la popolarità sui social media è più 
importante della privacy, mentre per le donne questo dato cala fino al 6%. Inoltre il 36% degli uomini non hai mai fatto nulla per proteggere la propria privacy online, rispetto al solo 29% delle donne. Se un uomo su dieci non ha mai verificato le impostazioni della privacy sui propri account social media, le donne si attestano al 5%. Lo studio ha anche mostrato che il 39% degli uomini non sa o non si interessa al problema di sicurezza legato ai tag, mentre per le donne questa percentuale scende al 26%.


Secondo gli esperti di ESET, anche se i risultati dello studio mostrano che molte persone stanno 
iniziando a prendere in seria considerazione la propria privacy, è importante non sottovalutare il fatto che ci sono ancora un numero consistente di utenti che non se ne curano, e che potrebbero essere seriamente a rischio. Per questo è importante per loro iniziare dare maggior peso alla riservatezza e alla sicurezza online, prima che sia troppo tardi. Ciò include alcuni semplici passaggi come usare password 
differenti per tutti gli account online e aggiornare le impostazioni della privacy sui profili dei social media, così da non rendere pubblici post e foto. 

Si consiglia anche di effettuare delle ricerche online per verificare quali informazioni personali sono pubblicamente visibili su Internet e, se si trova qualcosa che desta preoccupazione, allora è il caso di rimuoverla. Inoltre si consiglia di installare una valida soluzione di sicurezza che funzionerà da prima linea di difesa contro tutte le minacce online. 

LEGGI ANCHE
VITTIME ON LINE
http://cipiri4.blogspot.it/2016/11/vittime-di-cybercrime.html

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Vittime di Cybercrime



La nuova ricerca di MarkMonitor®, azienda specializzata nella protezione del brand online, ha rivelato che il 45 per cento dei consumatori è stato vittima di qualche forma di cybercrime e il 65 per cento ha scelto di non denunciare l’incidente alle autorità. Lo studio ha inoltre mostrato che un consumatore su sei ha perso denaro a causa delle frodi online e, tra questi, il 20 per cento ha perso oltre 1.100 euro.

Tra i crimini informatici portati a termine, le false richieste di reimpostare la password degli account di social media si sono rivelate le frodi più comuni, sperimentate dal 20 per cento del sottocampione, seguite da vicino dalle e-mail che impersonificano aziende legittime con la richiesta di informazioni personali (17 per cento).

La ricerca ha evidenziato inoltre che le vittime di crimini informatici avranno timore di usare servizi online in futuro. In aggiunta il 21 per cento delle vittime ha mostrato insoddisfazione verso il marchio coinvolto nella frode. Questo impatto negativo sulla reputazione del brand deriva dal fatto che, quando è stato chiesto dei recenti cyber attacchi di alto profilo, il 71 per cento dei consumatori ha affermato di credere che questo evento danneggiasse la reputazione dell’organizzazione, il 65 per cento ha sostenuto che la fiducia nel marchio fosse diminuita, mentre un ulteriore 53 per cento ha dichiarato che 
non si impegnerà con il marchio in futuro. I risultati evidenziano l’importanza per le aziende di avere sempre una strategia di protezione del brand in atto.



La ricerca condotta da Opinium, azienda specializzata nelle ricerche di mercato, ha intervistato 3.457 consumatori tra Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Danimarca, Spagna, Svezia e Paesi Bassi per misurare percezioni, comportamenti ed esperienze riguardo alle frodi online, la sicurezza e il cybercrime.



Lo studio ha rivelato che la fiducia dei consumatori nelle transazioni online è maggiore quando si tratta di canali consolidati, come le app di mobile banking e i siti di shopping online che sono stati valutati rispettivamente il 52 e il 50 per cento di affidabilità. I social media (16 per cento) e la pubblicità sui canali social (14 per cento) hanno ottenuto il punteggio più basso dai consumatori, mettendo in evidenza l’alto livello di scetticismo generato dall’incapacità di questi siti di mantenere al sicuro le informazioni personali dei consumatori.

Un ulteriore risultato emerso è l’alto livello di consapevolezza tra i consumatori (l’87 per cento) dei pericoli derivati dalle transazioni online e delle tattiche utilizzate dai cybercriminali, che li spingono a usare una serie di precauzioni quando sono online. Limitare l’ingresso di dati personali su siti web di brand conosciuti è stata la risposta più comune (54 per cento), seguita dal controllo dell’https e del simbolo del lucchetto sulla barra degli indirizzi (50 per cento). Nonostante questa consapevolezza, la ricerca ha rivelato che esistono aree, come il Dark Web, che i consumatori non comprendono appieno, con un 37 per cento che afferma di non sapere per cosa esattamente il Dark Web venga utilizzato.
“Il crimine informatico colpisce sia brand che consumatori, ed è destinato ad aumentare allo stesso ritmo dell’uso comune di Internet. Di conseguenza è necessario un approccio multi livello alla protezione del brand, per salvaguardare la fiducia dei consumatori, la reputazione e i risultati finanziari.” Ha affermato Mark Frost, CEO di MarkMonitor. “Questo studio dimostra che i consumatori non solo sono 
consapevoli della gravità dei crimini informatici e delle tecniche impiegate, ma anche degli effetti che questi attacchi hanno sui brand stessi. Eppure, nonostante questi alti livelli di consapevolezza, essi sono ancora vittime dei crimini informatici.”

“Dal momento che gli attacchi informatici si fanno sempre più sofisticati, e i criminali utilizzano sempre più frequentemente siti sommersi, come quelli che si trovano nel Dark Web, è fondamentale per i brand cercare ogni metodo di protezione che tenga in considerazione tutti i vettori di minacce, al fine di garantire la protezione ad ogni aspetto del proprio business e tenendo i consumatori al sicuro.”


La ricerca è stata effettuata 
online tra agosto e settembre 2016.

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PRIVACY ON LINE

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Customer Experience e Digital Trasformation



Ormai da anni viene sottolineata l’importanza della customer experience per le aziende che vogliano gestire nel modo migliore la transizione nota come ‘digital transformation’. Ma tra il dire e il fare c’è una distanza ancora difficile da colmare: basta osservare le aziende in azione per comprendere che molte – forse troppe – sono ancora focalizzate sul brand e solo sul brand, spaventate forse, dalla necessità di rifocalizzare la propria attenzione
 dal prodotto (o dal brand) al cliente.

Questo aspetto è sicuramente amplificato quando facciamo riferimento al mercato italiano, più lento – per ragioni strutturali e legislative – a recepire dei cambiamenti così profondi.

Tutte le aziende oggi sono consapevoli che il miglioramento della customer experience debba diventare la priorità assoluta, a partire proprio dal 2016. Ma la stessa consapevolezza risulta essere più semplice a dirsi che a farsi, poiché c’è ancora molta confusione sull’evoluzione del customer journey, e non tutti sono pronti ad accogliere le conseguenze di questo rinnovamento.
Il riferimento principale è, ovviamente, la tecnologia mobile, che ha riscritto (e continua a riscrivere) i confini dell’esperienza delle persone, in quanto, di fatto sta cambiando radicalmente il modo di fare di tutti i consumatori.

Il comportamento di ricerca e di acquisto, in pochi anni, è stato interamente rivoluzionato dalle 
fondamenta, portando alla luce l’importanza di strumenti di marketing come la personalizzazione e la localizzazione. I clienti sono sempre connessi, e questo significa che le informazioni devono essere disponibili sempre, ovunque e su tutti i devices.

Perdere di vista un singolo punto di contatto del customer journey rischia di provocare una frattura nella connessione tra brand e cliente. Il modo di ricercare le informazioni è cambiato, ed allo stesso tempo sta cambiando il modo di acquistare di tutti i consumatori, pertanto tale aspetto deve essere considerato come “Fondamento” sul quale puntare la strategia aziendale. Di fatto i consumatori ricercano le prime informazioni attraverso il web, comparandole con i diversi competitor, ed utilizzando sempre più dispositivi mobile.

Questo ci permette di rimarcare l’importanza di essere presenti sul web con forme che debbano agevolare il consumatore dando loro la facilità di accedere alle informazioni, ed acquistare attraverso tutti i differenti dispositivi.
L’esperienza, allora, diventa il vero elemento di differenziazione in un mercato super-competitivo, in cui lo smartphone non rappresenta solo un canale come tanti, ma diventa la porta d’accesso principale alle informazioni.

Brand, cliente e marketing dovrebbero convergere tutti in una visione multicanale e multidirezionale, il cui scopo ultimo è offrire la migliore customer experience possibile.


Partendo da questo presupposto, cerchiamo di evidenziare alcuni consigli basilari per cercare di migliorare la customer experience:

Cambia punto di vista – Finché continuerai ad osservare il tuo brand e l’esperienza che offri dal tuo punto di vista, non riuscirai mai a rintracciarne le criticità. Cambia punto di vista e cerca di guardare il mondo attraverso gli occhi dei tuoi clienti, attuali e potenziali.

Rendi la vita più semplice – Lo scopo ultimo di una strategia di customer experience non è mai la vendita diretta dei tuoi prodotti. Lo scopo ultimo è rendere la vita degli utenti più semplice e, di conseguenza, eliminare tutti gli ostacoli alla conversione. 
Il focus è sul cliente, non i suoi soldi.

Agisci su tutti i canali – L’epoca delle strategie di canale è ormai finita. Per riuscire a raggiungere i clienti quando e dove importa davvero, è fondamentale per la customer experience integrare un approccio omni-canale, che chiuda il cerchio del customer journey collegando l’esperienza fisica con quella virtuale.

Social media. E’ fondamentale pensare a come i social media possano essere sfruttati per tenere costantemente informati i nostri clienti per capire che ormai non si può prescindere dall’avere una strategia social. Occorre assicurarsi di saper ascoltare e anche, se del caso, rispondere. Attenzione. 
Non limitiamoci solamente a rispondere, ma cerchiamo di capire perché i clienti ci stanno contattando, analizziamo le loro domande, 
per poter migliorare il nostro servizio/prodotto e la customer experience.


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