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sabato 25 luglio 2015

Tassa sull’Aria: Lega e Forza Italia Votano SI




La tassa sull’aria condizionata? 

E' Una bufala.

Facciamo chiarezza sulla bufala girata in rete. 
La Lega e Forza Italia protestano, ma hanno votato anche loro la legge
Nessun balzello sulla frescura. La notizia che gira in rete sulla fantomatica tassa da 200 Euro che il governo Renzi vorrebbe e che viene richiesta dall’Europa è l’ennesimo esempio di disinformazione.

Certo, per i siti acchiappa click, fare allarmismo sul caldo in questi giorni è una pesca sin troppo facile. Soprattutto se a cascarci sono alcuni politici come il leader della Lega Matteo Salvini 
che proprio oggi, con un duro post su Facebook,
 ha tuonato contro il premier che “obbedisce a Bruxelles”.
O come il coordinatore regionale di Forza Italia:  Maria Stella Gelmini che sempre...
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venerdì 24 luglio 2015

Biglietti da Visita Perfetti




Le regole per la stampa di biglietti da visita perfetti

I biglietti da visita hanno il compito di rappresentare un’azienda e di rappresentarla, per questo la loro stampa e realizzazione richiede regole precise.

I biglietti da visita sono una degli strumenti di marketing più antichi ed utilizzati con oltre 200 anni di storia alle spalle. I primi esemplari stampati circolare in qualità di strumento di promozione personale addirittura fino alla metà del XXVIII secolo in Francia e in Italia. Nel corso dei decenni successivi ovviamente le tecniche di realizzazione si sono affinate e oggi l’uso che se ne fa rientra all’interno di strategie di marketing ben strutturate a livello aziendale.

Il biglietto è la prima forma di comunicazione visiva che l'azienda manda all'esterno e molto spesso è lo specchio dell'azienda stessa.
Nel marketing l’immagine è praticamente tutto e un buon biglietto da visita professionale è l’esempio più lampante del ruolo che il fattore estetico riveste nel rapporto tra l’azienda e i suoi clienti. Logicamente anche i contenuti hanno la loro importanza ma nel caso delle business card l’aspetto visivo e il modo in cui si presentano sono indubbiamente determinanti nell’approccio con il pubblico.

Attualmente è possibile realizzarli anche direttamente sul web, come ad esempio sul portale di I Print Different, che offre diversi servizi tra cui la stampa di biglietti da visita, depliant, pieghevoli e brochure.

Scopriamo allora insieme quali sono i principi da rispettare nella fase di progettazione, realizzazione e stampa di biglietti da visita vincenti.

Creatività e dimensioni da rispettare
Non esistono limiti alle soluzioni creative e fantasiose che potete adottare per la vostra business card. Tuttavia vanno rispettate le dimensioni riconosciute come standard per un biglietto da visita che sono 8,5×5,5.
Entro questi limiti potete dare spazio alla vostra fantasia tenendo tuttavia sempre in mente qual è lo scopo ultimo di un buon biglietto da visita: dire chi siete, chi è la vostra azienda e fornire informazioni di contatto semplici e chiare.

Quali sono le informazioni da inserire
I contenuti e soprattutto la loro organizzazione sono fondamentali. La regola è “non dire tutto, ma solo l’essenziale”. Non ha alcun senso “infarcire” il vostro biglietto da visita professionale con informazioni dettagliate. Sarà sufficiente inserire: nome o logo dell’azienda, vostro nome e ruolo, indirizzo, numero di telefono, email. Ricordate: sito web e contatti social sono le info da includere in una business card di qualità.

Inserire sempre un po’ di colore
I biglietti da visita più diffusi sul mercato sono quelli a due colori. Tuttavia con le tecniche di stampa a disposizione oggi non ci sono limiti all’uso del colore. Tuttavia è bene non esagerare con la fantasia e assicurarsi sempre che le vostre scelte siano coerenti con l’immagine aziendale.

Non perdere mai di vista la leggibilità
In questo senso la scelta del carattere tipografico è fondamentale. Per ottenere un biglietto da visita professionale è meglio evitare i fonts più fantasiosi e particolari (a meno che la vostra attività non lo richieda) a favore di linee più semplici e pulite.
Prestare attenzione alle rifiniture
Se avete come obiettivo quello di trasmettere di voi un’immagine elegante e raffinata si possono prendere alcuni accorgimenti in grado di rendere il vostro biglietto da visita professionale davvero unico come ad esempio la stampa a raggi ultravioletti, l’inchiostro metallico

Come utilizzare ed inserire le immagini
Può essere una buona strategia includere un’immagine all’interno del vostro biglietto da visita dal momento che può aiutare il cliente a ricordare chi siete, per chi lavorate e che cosa offrite: potrebbe essere il vostro primo piano, una foto ufficiale dell’azienda, il logo (scelta più comune) o anche il principale prodotto della vostra offerta.


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martedì 21 luglio 2015

REFERENDUM: SCUOLA, ITALICUM, TRIVELLE, JOBS ACT


referendum possibili

ITALICUM, 

JOBS ACT, 

SCUOLA, 

TRIVELLE


Siamo partiti il 13 maggio, quando a un seminario sulle riforme elettorali e costituzionali abbiamo lanciato i referendum sull’Italicum, iniziando a parlarne con diversi soggetti politici e associazioni per condividere il percorso sin dall’inizio.

Immediatamente abbiamo ritenuto di unire ai referendum in materia elettorale, con i quali puntiamo soprattutto ad aprire la strada a una legge di stampo maggioritario che riteniamo la più coerente con una scelta di governo da parte dei cittadini, altri quesiti sui provvedimenti più miopi che abbiamo visto approvare – sempre con strappi e forzature – negli ultimi mesi da una maggioranza raccogliticcia, ormai del tutto separata dal rapporto con gli elettori.

Abbiamo quindi ripreso la questione delle grandi opere (che hanno portato tanti sprechi e corruzione) e delle trivellazioni rinvigorite dallo “sblocca-Italia” e su questo abbiamo elaborato – con la collaborazione di Green Italia e di alcuni esperti – tre quesiti (su uno dei quali c’è anche piena convergenza con l’iniziativa delle Regioni), a conferma che per noi l’ambiente non è l’ultimo capitoletto da aggiungere – come da tradizione italiana – in fondo al programma, ma è la chiave per una riconversione ecologica dell’economia e quindi per lo sviluppo.

Ci siamo concentrati anche sul jobs act, che contiene regole addirittura in contrasto con il programma con cui lo stesso PD si è presentato alle elezioni, ottenendo anche il premio di maggioranza, e quindi sulla cui base i suoi parlamentari sono stati eletti. Non c’era certo bisogno – tanto più dopo gli interventi della Fornero – di indebolire ancora la tutela dei lavoratori dai licenziamenti illegittimi (sottolineiamo che il provvedimento vuole proteggere non chi licenzia, ma chi lo fa illegittimamente, il che pare davvero troppo). Né era pensabile che si arrivasse a poter stabilire il demansionamento dei lavoratori per mere esigenze di riorganizzazione aziendale.

Ultima, ma non per ultima, la riforma della scuola. Non più la scuola di una comunità di studenti e di insegnanti, realmente “aperta a tutti” – come dice la Costituzione – e quindi strumento per superare le disuguaglianze, ma una “scuola del preside-manager”, con un occhio (o anche tutti e due) di riguardo per le scuole dei quartieri alti. Il rovesciamento, in pratica, del disegno costituzionale.

Ecco, questo il quadro – che disegna nel merito un programma alternativo e partecipato, secondo l’impostazione di Possibile e i principi del Patto repubblicano – che potete chiarirvi ulteriormente guardando i quesiti qui. Sono quesiti che abbiamo elaborato con le nostre forze e il contributo di alcuni esperti, sempre con un lavoro artigiano e volontario, ma anche attento e generoso. Li mettiamo a disposizione di tutti, per una valutazione di merito, pronti ad accogliere i suggerimenti e le osservazioni che verranno.

Non abbiamo potuto iniziare prima perché attendevamo la riforma della scuola, come ci era stato da più parti chiesto e suggerito. Ma ora abbiamo pochi giorni. Questa settimana, infatti, dobbiamo presentarli in Corte di Cassazione per avviare il percorso. Il lungo e faticoso percorso che, chiudendo la raccolta delle 500.000 firme il 30 settembre, ci potrà portare a votare nella primavera 2016. 

Mancando questo obiettivo e questa tempistica i referendum rischiano seriamente di perdersi. Il voto nel 2017, che alcuni ci hanno prospettato anche con insistenza, che si renderebbe necessario se entro il 30 settembre le firme necessarie non fossero raccolte, sarebbe a forte rischio in caso di fine anticipata della legislatura e in ogni caso farebbe sì che questi brutti provvedimenti dispiegassero e consolidassero i propri effetti sulla pelle dei cittadini. Quei cittadini che noi vogliamo si pronuncino direttamente su questioni mai sottoposte loro, in nessun programma elettorale (neppure di quelle primarie da cui – caso unico al mondo – è direttamente nato un governo, senza passare attraverso elezioni vere e proprie).

Attendiamo tutti i riscontri possibili. Siamo pronti a partire.


Giuseppe Civati, Andrea Pertici



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domenica 19 luglio 2015

#Mundimago Box Gif Jpg















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domenica 12 luglio 2015

ARTE e Teoria dei COLORI




Ecco la 

Pagina dell' ARTE 



della Teoria dei COLORI 

  http://www.mundimago.org/arte.html

CLICCA SULLE IMMAGINI
E LEGGI LE VARIE TECNICHE


TEORIA DEI COLORI



CHIARO SCURO



COLORE E LUCE



COLORI CALDI E FREDDI



COLORI PRIMARI



CONTRASTO CROMATICO

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mercoledì 1 luglio 2015

Facebook: Perché la Foto Profilo Arcobaleno


Facebook, perché la foto profilo ha i colori dell’arcobaleno

 e perché gli utenti la stanno cambiando?

Ventisei milioni di utenti , nel giro di pochi giorni, hanno inserito un filtro arcobaleno sulla loro immagine di profilo Facebook, sicuramente ve ne sarete accorti.
Grazie a questa gigantesca "indagine di mercato", Facebook può raccogliere dati sui gusti politici e sociali di milioni di persone di tutto il pianeta. e certamente aziende e governi spenderanno bei soldoni per conoscerne i risultati… 


In seguito alla decisione della Corte Suprema di legalizzare i matrimoni gay, Facebook ha deciso di celebrare l'evento permettendo agli utenti di personalizzare il proprio avatar con i colori simbolo dell'orgoglio LGBT. Una bandiera arcobaleno che da ormai quarant'anni accompagna la comunità omosessuale. Ma cosa significa davvero?



Lo scorso venerdì la sentenza della Corte Suprema statunitense ha stabilito, con una maggioranza di 5 contro 4, che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione anche per le coppie gay: ciò vuol dire che  tutti gli Stati della federazione dovranno consentire a due persone dello stesso sesso di sposarsi e riconoscere i matrimoni omosessuali contratti in qualsiasi parte degli USA. Nelle ore successive, molte aziende hanno appoggiato la decisione, modificando i propri loghi con i colori dell'arcobaleno o pubblicando messaggi di supporto. Anche Facebook ha partecipato alle celebrazioni, permettendo agli utenti di personalizzare il proprio avatar con i colori simbolo dell'orgoglio LGBT.

Nelle ultime ore, però, alcuni ricercatori hanno cominciato ad avanzare l'ipotesi che l'iniziativa di Facebook faccia parte di un esperimento più esteso, come suggerisce anche il The Atlantic. La funzione è stata sviluppata da due stagisti nel corso di una recente hackaton – una sorta di maratona di sviluppo dove vengono create applicazioni o servizi in meno di 72 ore – e immediatamente diventata popolare tra i dipendenti dell'azienda. Subito dopo la decisione della Corte Suprema, Facebook ha deciso di renderla disponibile per tutti gli utenti. Secondo l'azienda, più di un milione di account hanno modificato la propria immagine di profilo, in una celebrazione globale seconda solo a quella del 2013, quando 3 milioni di persone hanno inserito il simbolo dell'uguaglianza all'interno del proprio avatar. Una mobilitazione accompagnata anche dalla crescente partecipazione all'interno dei gruppi LGBT presenti in Facebook, 
più che raddoppiata dal 2008 ad oggi.


Innanzitutto: perché un arcobaleno? Da anni vediamo associare una bandiera composta da 6 strisce colorate alla comunità LGBT e ai vari Gay Pride che si svolgono in tutto il mondo. È stata inventata negli anni '70 da un attivista per i diritti della comunità gay, Gilbert Baker: appassionato di cucito, il giovane si impose di trovare un simbolo diverso da quello utilizzato fino ad allora, un triangolo rosa ricordo di quello fatto indossare agli omosessuali in periodo nazista. Così, partendo dall'idea delle strisce della bandiera americana, nacque quella che oggi chiamiamo Gay Pride Flag. Al tempo, però, il significato dei colori era particolare: caratterizzava, per esempio, le medaglie ricevute dai veterani della prima guerra mondiale, ma indicava anche l'arcobaleno che Dio inviò a Noè negli eventi narrati dalla Bibbia. Secondo molti, l'idea di utilizzare i colori dell'arcobaleno arrivò dall'attrice Judy Garland, una delle prime icone della comunità LGBT conosciuta per il ruolo di Dorothy ne Il Mago di Oz, la cui canzone più famosa è proprio Somewhere Over the Rainbow. La bandiera – che al tempo aveva 8 strisce e non le 6 attuali –  
fu utilizzata per la prima volta in una manifestazione il 25 giugno 1978.


Lo scorso venerdì la sentenza della Corte Suprema statunitense ha stabilito, con una maggioranza di 5 contro 4, che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione anche per le coppie gay: ciò vuol dire che  tutti gli Stati della federazione dovranno consentire a due persone dello stesso sesso di sposarsi e riconoscere i matrimoni omosessuali contratti in qualsiasi parte degli USA. Nelle ore successive, molte aziende hanno appoggiato la decisione, modificando i propri loghi con i colori dell'arcobaleno o pubblicando messaggi di supporto. Anche Facebook ha partecipato alle celebrazioni, permettendo agli utenti di personalizzare il proprio avatar con i colori simbolo dell'orgoglio LGBT.

Nelle ultime ore, però, alcuni ricercatori hanno cominciato ad avanzare l'ipotesi che l'iniziativa di Facebook faccia parte di un esperimento più esteso, come suggerisce anche il The Atlantic. La funzione è stata sviluppata da due stagisti nel corso di una recente hackaton – una sorta di maratona di sviluppo dove vengono create applicazioni o servizi in meno di 72 ore – e immediatamente diventata popolare tra i dipendenti dell'azienda. Subito dopo la decisione della Corte Suprema, Facebook ha deciso di renderla disponibile per tutti gli utenti. Secondo l'azienda, più di un milione di account hanno modificato la propria immagine di profilo, in una celebrazione globale seconda solo a quella del 2013, quando 3 milioni di persone hanno inserito il simbolo dell'uguaglianza all'interno del proprio avatar. Una mobilitazione accompagnata anche dalla crescente partecipazione all'interno dei gruppi LGBT presenti in Facebook, più che raddoppiata dal 2008 ad oggi.


Innanzitutto: perché un arcobaleno? Da anni vediamo associare una bandiera composta da 6 strisce colorate alla comunità LGBT e ai vari Gay Pride che si svolgono in tutto il mondo. È stata inventata negli anni '70 da un attivista per i diritti della comunità gay, Gilbert Baker: appassionato di cucito, il giovane si impose di trovare un simbolo diverso da quello utilizzato fino ad allora, un triangolo rosa ricordo di quello fatto indossare agli omosessuali in periodo nazista. Così, partendo dall'idea delle strisce della bandiera americana, nacque quella che oggi chiamiamo Gay Pride Flag. Al tempo, però, il significato dei colori era particolare: caratterizzava, per esempio, le medaglie ricevute dai veterani della prima guerra mondiale, ma indicava anche l'arcobaleno che Dio inviò a Noè negli eventi narrati dalla Bibbia. Secondo molti, l'idea di utilizzare i colori dell'arcobaleno arrivò dall'attrice Judy Garland, una delle prime icone della comunità LGBT conosciuta per il ruolo di Dorothy ne Il Mago di Oz, la cui canzone più famosa è proprio Somewhere Over the Rainbow. 
La bandiera – che al tempo aveva 8 strisce e non le 6 attuali –  fu utilizzata per la prima volta in una manifestazione il 25 giugno 1978.


Così arriviamo all'iniziativa di Facebook. L'idea che faccia tutto parte di un esperimento è sostenuta dal fatto che, in effetti, il social network abbia più volte sperimentato con il comportamento degli utenti. In particolare, negli ultimi anni molti esperti hanno studiato l'impatto che il cambio di avatar in favore di un determinato evento può avere sul mondo politico e sul proprio network virtuale. Alcuni, per esempio, sottolineano come mostrare supporto per la causa LGBT possa esporre gli utenti ad eventuali rischi: da discussioni con i conoscenti che non la pensano allo stesso modo a minacce ben più gravi. Un elemento tristemente presente anche in Italia: un giovane sacerdote di un paesino del leccese, per esempio, ha dichiarato pubblicamente che "tutti quei parrocchiani che coloreranno le foto arcobaleno a sostegno delle organizzazioni LGBT non avranno da me certificato-battesimo per fare padrini e madrine e non avranno incarichi come educatore catechista o responsabile di associazione ecclesiale con finalità educativa, perchè in netto contrasto con il Santo Vangelo".

Una ripercussione effettiva sul mondo reale, quindi, c'è. Anche per un'azione "banale" come il cambio di avatar. Una decisione che, peraltro, avviene più facilmente se nella nostra cerchia di amici molti contatti hanno già aderito, cambiando l'immagine con i colori dell'arcobaleno. Lo dimostra, per esempio, una ricerca svolta da Doug McAdam nel 1964 sulle proteste di oltre 70 college americani che culminarono con tre omicidi e diverse centinaia di arresti. Quando McAdam analizzò la lista dei partecipanti, scoprì che molti di essi facevano parte delle stesse cerchie di amicizie. Lo steso concetto è applicabile nell'epoca dei social network: gli utenti sono più propensi ad effettuare azioni di "protesta" come la modifica dell'avatar se i loro contatti lo hanno già fatto. Insomma, questa decisione si diffonde in maniera diversa rispetto a quella che ci porta a postare la foto di un gattino


.

Quindi la funzionalità pubblicata da Facebook 
 fa parte di un esperimento? 

Probabilmente no. A differenza di sperimentazioni precedenti, infatti, tutti gli utenti hanno avuto accesso alla funzione: in passato, invece, veniva selezionato solo un piccolo gruppo di persone. Detto questo, non è impossibile che in futuro l'azienda decida di utilizzare i dati raccolti in questi giorni, anche solo per analizzare il differente livello di rischio derivante dal supportare attivamente i matrimoni gay nel 2013 e nel 2015. E rispondere, in questo modo, alla domanda che attanaglia i ricercatori: il coraggio di mostrare il supporto per qualcosa – anche se virtualmente – ha un effetto sul nostro network di conoscenze?
 Forse la bandiera arcobaleno li aiuterà a trovare una risposta.



LEGGI ANCHE

http://cipiri4.blogspot.it/2015/06/piu-like-su-facebook.html

Quante volte ti sarai chiesto: 
ma come faccio ad avere più mi piace o più commenti
 e quindi più interazione quando pubblico un post su Facebook? 

Quando pubblichiamo un post, una foto, un video su Facebook lo facciamo per comunicare qualcosa agli altri, vogliamo far sentire la nostra voce. 


Quando compiamo queste azioni non vogliamo rimanere invisibili ma desideriamo essere ascoltati e...

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