domenica 29 aprile 2012

Instagram contro autolesionismo, anoressia e bulimia

Instagram  contro autolesionismo, anoressia e bulimia



  Instagram, acquistato alla cifra di 1 miliardo di dollari da Facebook, ha aggiunto nuove linee guida bannando blog, immagini, hashtags ed account che mostrano o incitano comportamenti che invogliano l’autolesionismo, come l’auto mutilazione e l’istigazione al suicidio, o incentivano i disordini alimentari ed in genere tutti quegli atteggiamenti da condannare.



Instagramè un'applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto, applicare con facilità efficaci filtri e condividerle, poi, su numerosi servizi di social network, come ;Facebook e Twitter, oltre che all’interno della stessa rete Instagram, dove è possibile visionare gli scatti e commentarli.

Il famoso app ha precisato il modus operandi in cui si realizzerà l’eliminazione delle immagini contrarie alla nuova politica: “Andando avanti, non permetteremo la sopravvivenza di alcun account, immagine, hashtags che promuovino o glorifichino comportamenti errati. Incoraggiamo fortemente le persone ad aiutare loro stesse o chiunque stia soffrendo. Riconosciamo l’importanza della comunicazione come forma di supporto, così da creare attenzione e poter essere di aiuto nel recupero delle persone vittime di queste situazioni”.

Già Tumblr, a fine febbraio, ha cominciato questa crociata proclamandosi fortemente coinvolto nel difendere e supportare la libertà di comunicazione degli utenti, ma imponendo alcuni limiti.

Instagram è un luogo dove le persone possono condividere la loro vita attraverso le fotografie, rivelandosi uno strumento eccellente per le campagne di sensibilizzazione in merito a temi delicati come l’anoressia e la bulimia.
La società ha chiesto a tutti gli utenti che si dovessero imbattere in profili di questa natura di segnalarli, infatti qualsiasi account che dovesse incoraggiare o sollecitare ad abbracciare l’anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare, o ancora qualsiasi forma di autolesionismo, porterà alla disattivazione dell’account senza alcun bisogno di preavviso.

Vista la sua popolarità, Instagram, che vuole mantenere “una community positiva e in salute”, lancia un messaggio decisamente positivo, tanto più considerando il suo enorme impatto sulle giovani e giovanissime generazioni.

leggi anche http://cipiri.blogspot.it/2009/05/magrezza-estrema-colpa-dei-media.html

Magrezza estrema: colpa dei media?




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venerdì 20 aprile 2012

Arriva il telefonometro


Arriva il telefonometro:

 le utenze telefoniche 

a disposizione 

dell’Anagrafe tributaria


 La realtà supera la fantasia. Con questo comunicato stampa l’Agenzia delle Entrate comunica oggi, 19 aprile 2012 che il credito della telefonia mobile, fissa e satellitare di imprese e cittadini acquistato nel corso dell’anno sarà registrato nel cervellone dell’Anagrafe tributaria. Entro il 1 ottobre gli operatori telefonici sono tenuti a comunicare i dati relativi a contratti con privati e clienti business stipulati nel 2011.
I dati serviranno per ricostruire il quadro del tenore di vita dei contribuenti e scovare coloro che dichiarano entrate di gran lunga minori alle spese. I dati del telefonometro saranno abbinati a quelli dello spesometro (ovvero dell’insieme di dati comunicati dai commercianti al fisco su chi ha effettuato acquisti superiori ai 3600 euro negli ultimi sei mesi del 2011) e alle informazioni sui conti correnti bancari per mettere insieme un elenco di presunti evasori.
A questo punto restano da definire i limiti di conservazione dei dati sensibili presso l’Anagrafe tributaria, riguardo ai quali l’autorità garante della privacy raccomanda misure di sicurezza di natura tecnica e organizzativa particolarmente rigorose, sia per la trasmissione dei dati che per la loro conservazione.

Il Fisco avrà accesso 

al nostro estratto conto:

 è la fine del segreto bancario


 La strategia antievasione fiscale disegnata dalla manovra “salva-Italia” del governo Monti prevede che a partire dal 1 gennaio 2012 le banche dovranno inviare gli estratti conto dei loro clienti al fisco. Tutti i movimenti bancari su risparmi e portafogli titoli finiranno nei computer del Fisco.
Fino a oggi veniva comunicato solo il numero del conto corrente e l’Agenzia delle Entrate poteva richiedere – a banche, Poste e altri intermediari – liste selettive di contribuenti da monitorare perché sospettati di evasione fiscale. Ora cambia tutto: l’articolo 11 della Manovra (intitolato “Emersione di base imponibile”) stabilisce l’obbligo per gli operatori finanziari di pubblicare periodicamente all’Anagrafe tributaria i movimenti di tutti i rapporti intrattenuti con la clientela e ogni informazione relativa ai suddetti rapporti necessaria ai fini del controllo fiscale. Nonché di comunicare l’importo delle operazioni finanziarie. Questo significa una tracciabilità completa e totale: su conti correnti, conti di deposito, conto titoli, gestioni, carte di credito: tutto sarà a disposizione dell’Erario. Il Fisco avrà accesso a tutti i dati senza bisogno di un accertamento in corso. In questo modo si pone fine una volta per tutte al segreto bancario.
Potrebbe esistere un problema di privacy, dice il Garante: sarà impegnativo proteggere l’enorme quantità di dati, ma la lotta all’evasione resta una scelta prioritaria. Questa norma va ad aggiungersi al limite per i pagamenti in contanti fissato a 1000 euro e le conseguenze penali di chi esibisce o trasmette al Fisco atti o documenti falsi.
Sempre per la stretta all’evasione, anche l’INPS dovrà fornire all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza dati e posizione dei suoi iscritti.

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Spesometro


Sono già in viaggio migliaia di lettere che invitano i contribuenti a valutare la compatibilità fra i redditi dichiarati e le spese sostenute nell’anno 2009, in quanto i due dati sarebbero a prima vista poco compatibili.
Oltre ai classici acquisti di aerei e barche, la vigilanza si estende a viaggi, contributi a colf e dipendenti, frequentazione di centri sportivi, benessere ed equitazione, spese per l’istruzione di valore elevato, acquisti di opere d’arte, spese per mezzi di trasporto, terreni e fabbricati, polizze assicurative e movimenti finanziari.
In sostanza la comunicazione è basata su un confronto tra le entrate e le uscite di ogni contribuente. Quando le spese superano del 20% le entrate può diventare un problema.
Come rispondere a una lettera di questo tipo?
In caso di errori o incongruenze, è possibile inviare una e-mail di chiarimento all’Agenzia delle Entrate o rivolgersi ai centri di assistenza multicanale.
Se il contribuente non è in grado di dimostrare la fonte delle risorse utilizzate viene invece consigliata la strada del ravvedimento operoso su Unico 2010, che sarà possibile fino al 30 settembre 2011 con sanzioni ridotte, sempre che se ne ravvisi l’opportunità.
Chi non imbocca la strada pacifica o non ha spiegazioni alternative per le proprie spese è potenzialmente esposto a un futuro accertamento da redditometro e al rischio di sanzioni piene.


leggi anke
http://cipiri.blogspot.it/2012/03/equitalia-la-multa-e-illegale.html



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giovedì 19 aprile 2012

Ritorna la norma Ammazza blog


 Rettifica obbligatoria 

e senza replica sul web



Ricompare la proposta che piace al Pdl. Ma il Pd non è d'accordo. Perina (Fli): "Il Paese si aspetta severe norme contro la corruzione, il traffico di soldi pubblici, la pratica corrente degli appalti gonfiati e il Popolo della Libertà non trova di meglio di questo". Di Pietro: "Scempio della giustizia"


Dopo essere uscita 5 mesi fa dalla porta la norma “Ammazza blog” rientra dalla finestra. Lo fa con la bozza del ministro Paola Severino su una nuova regolamentazione sulle intercettazioni. A dire il vero, tuttavia, buona parte della maggioranza (Pd, Fli) si mette già di traverso. Il punto di partenza per la discussione, infatti, è il ddl Alfano-Bongiorno. La norma in questione prevede che ogni gestore di sito informatico abbia l’obbligo di rettificare ogni contenuto sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi. Non c’è possibilità di replica: chi non rettifica entro 48 ore paga fino a 12mila euro di multa.

L’esempio di scuola – per paradosso – potrebbe essere questo: un sito racconta di un arresto, un arrestato dal carcere può far scrivere magari dal suo avvocato che non è vero che è stato arrestato e il sito web è costretto a pubblicare la rettifica (senza replicare), pena la maximulta.

Sulla questione non c’è stata una lettura doppia conforme del Parlamento, come su buona parte del provvedimento quindi la norma può essere modificata, come dimostrano i diversi emendamenti già presentati alcuni mesi fa. Sulle intercettazioni, spiega il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa, “il ministro ha detto di considerare che i tempi sono maturi per la ricalendarizzazione” del ddl. Si riparte dal testo Alfano-Bongiorno, appunto, e già questo ha provocato attriti tra Pdl e Pd (che voleva ricominciare da un nuovo disegno di legge, vista la posizione contraria al testo uscito dalla commissione).

“Il Paese si aspetta severe norme contro la corruzione, il traffico di soldi pubblici, la pratica corrente degli appalti gonfiati e il Pdl non trova di meglio che infilare nella bozza Severino sulle intercettazioni la norma “Ammazza blog” che aveva finto di rimangiarsi in aula appena cinque mesi fa”, afferma in una nota la deputata di Futuro e Libertà Flavia Perina. “Il lupo perde il pelo ma non il vizio – ha rincarato il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro – Invece di pensare a rafforzare il lavoro dei magistrati, il Palazzo vuole limitare fortemente le intercettazioni, strumento indispensabile per l’attività investigativa e per l’informazione. L’Italia dei Valori si opporrà, come ha sempre fatto, in tutte le sedi contro questo scempio della giustizia. Non si capisce perché cambiano i governi ma le proposte di penalizzare la giustizia sono sempre le stesse. Non consentiremo che si ostacoli la ricerca della verità né che si metta il bavaglio alla Rete e alla libera informazione, con la norma ammazza blog”.



. prezzi da urlo .

mercoledì 18 aprile 2012

Fb: No alla censura


 La libertà non ha prezzo, il prezzo sei tu. Fb: No alla censura


 IT : Partecipate alla protesta internazionale contro la censura di Facebook prevista il 18, 19 e 20 Aprile. 3 giorni di sciopero per affermare che la libertà di espressione è un inalienabile diritto. Se siete impegnati nella divulgazione di arte, cultura ed informazione, aderite alla campagna, difendete la vostra libertà e i vostri i diritti civili.

NOI,
manifestiamo contro la censura che Facebook esercita mediante blocco, temporaneo o definitivo, di profili personali o gruppi “colpevoli” di aver pubblicato immagini di nudo d’arte. Sono stati coinvolti anche fotografi e pittori di fama mondiale.

Vogliamo che all’arte visiva, o a semplici immagini come quella di una mamma che allatta un bambino, sia restituita la dignità di espressione poetica ed estetica, e non essere trattate alla stregua di materiale pornografico.

Condanniamo l'uso di immagini non adatte ai minori, di tutto ciò che è offensivo verso etnie, orientamento sessuale e lesivo della dignità della persona, o che ispira violenza, crimine e perversione; per questo non vogliamo essere confusi con chi ne fa uso.

Potete partecipare alla protesta pubblicando foto e articoli riguardanti il tema: "Censura e libertà di espressione". Troverete nell'album https://www.facebook.com/media/set/?set=a.207585572687387.42535.194743283971616&type=1 una selezione di immagini censurate da Facebook. Guardatele. Diffondetele.

Se volete personalizzare il vostro profilo con i simboli dell'iniziativa li troverete al link https://www.facebook.com/media/set/?set=a.202897413156203.41167.194743283971616&type=3

L'iniziativa prevede di postare le immagini il 17 aprile e di astenervi da Fb per i tre giorni successivi. L'idea è di colpire dove fa più male: il fatturato pubblicitario. Naturalmente nulla in questa iniziativa è di natura obbligatoria. Sentitevi liberi, se desiderate aderire, di farlo secondo il vostro livello di interesse.

Facebook è gratuito. Lo sappiamo. Ma sappiamo anche che siamo noi, gli utenti, con la nostra presenza attiva, a contribuire al suo successo enorme, e ai suoi enormi profitti. Ottenuti attraverso la pubblicità e la raccolta dei dati personali degli iscritti e dei loro contatti. E tu lo sapevi?

L'atteggiamento arrogante di Facebook, la censura indiscriminata e sommaria, sono un prezzo troppo alto da pagare.

Crediamo profondamente in questa battaglia di civiltà e ringraziamo fin da ora tutti coloro che vorranno partecipare attivamente alla protesta.




EN : You are kindly invited to participate in an international protest against FB censorship on the dates of April 18,19,20. Three (3) days of strike/voluntary abstention, to declare that freedom of expression in an undeniable human right. If you are involved in the field of art propagation, of culture and information, pls join the campaign, defend your freedom, civil rights and liberty.

You will find a selection of images in the album https://www.facebook.com/media/set/?set=a.207585572687387.42535.194743283971616&type=1 censored by Facebook. See them. Share them.

If you want to customize your profile with the symbols of the initiative you will find links to https://www.facebook.com/media/set/?set=a.202897413156203.41167.194743283971616&type=3

Facebook may be free, but, by means of its arbitrary censorship, it imposes upon all of us a very high price to pay.




. Jibtel .

giovedì 12 aprile 2012

social network per la ricerca di candidati



E se il nostro futuro capo stesse cercando proprio il nostro profilo? Il 22% dei responsabili delle assunzioni dichiara di utilizzare i siti di social networking per la ricerca di candidati, una percentuale ben superiore rispetto all'11% del 2006. Questo è il risultato di un'inchiesta su scala nazionale condotta da CareerBuilder.com su oltre 3.100 datori di lavoro. Un ulteriore 9% dichiara di non utilizzare in questo momento siti di social networking per cercare candidati, ma che probabilmente inizierà a farlo.
Circa un terzo (il 34%) dei selezionatori che hanno cercato candidati tramite i profili disponibili sui siti di social networking, afferma che i contenuti trovati hanno portato a escludere il candidato dal percorso di selezione. Tra i principali motivi di preoccupazione che hanno portato i selezionatori a scartare candidati non adeguati figurano i seguenti:

  • il candidato ammetteva di fare uso di alcool o di droghe (41%)

  • il candidato aveva pubblicato foto o informazioni provocatorie o inopportune (40%)

  • il candidato presentava scarse capacità di comunicazione (29%)

  • il candidato parlava male dell'azienda per cui aveva lavorato o dei vecchi colleghi di lavoro (28%)

  • il candidato aveva mentito riguardo alle proprie qualifiche (27%)

  • il candidato esprimeva commenti discriminatori riguardo a razza, sesso, religione, ecc. (22%)

  • il nome utente utilizzato dal candidato non era professionale (22%)

  • il candidato condivideva informazioni confidenziali sui precedenti datori di lavoro (19%)

D'altra parte, i profili presenti sui siti di social networking possono offrire a chi è in cerca di occupazione un vantaggio rispetto alla concorrenza. Il 24% dei responsabili delle assunzioni che hanno cercato i candidati sui siti di social networking dichiara di aver trovato contenuti tali da confermare la propria decisione di assumere un particolare candidato. Tra i fattori principali che influenzano le decisioni di assunzione, troviamo i seguenti:

  • le qualifiche del candidato lo rendevano adatto al lavoro (48%)

  • il candidato presentava ottime doti comunicative (43%)

  • il candidato si adattava perfettamente alla cultura dell'azienda (40%)

  • il sito del candidato comunicava un'immagine professionale (36%)

  • altri utenti pubblicavano referenze positive sul candidato (31%)

  • il candidato mostrava un'ampia gamma di interessi (30%)

  • il candidato aveva ricevuto diversi premi e riconoscimenti (29%)

  • il profilo del candidato era creativo (24%)

"I  manager delle risorse umane utilizzano internet in maniera sempre più frequente e approfondita per avere una visione più completa dei candidati in termini di capacità, successi e idoneità all'azienda" spiega Rosemary Haefner, Vicepresidente delle risorse umane di CareerBuilder.com. "Di conseguenza, un numero sempre maggiore di candidati cerca di rendere il proprio profilo pubblicato sui siti di social networking più appetibile per i datori di lavoro . Il 16% dei lavoratori che disponevano di pagine su siti di social networking ha dichiarato di aver modificato il contenuto del proprio profilo per comunicare un'immagine più professionale ai potenziali datori di lavoro".
Haefner suggerisce alcuni accorgimenti per mettere in luce il proprio profilo online:

  1. Eliminate informazioni poco chiare o ambigue. Prima di iniziare a cercare lavoro, assicuratevi di rimuovere foto, contenuti e collegamenti che possano comunicare messaggi sbagliati a un potenziale datore di lavoro.

  2. Aggiornate regolarmente il vostro profilo. Assicuratevi di includere un elenco dei vostri successi personali, nel mondo del lavoro e in quello privato.

  3. Monitorate i commenti. Poiché non è possibile controllare ciò che dicono gli altri utenti riguardo al vostro sito, meglio bloccare i commenti.

  4. Aderite ai gruppi in modo selettivo. Anche se aderire a un gruppo con un nome originale o divertente può sembrare innocuo, una scelta del tipo "I mostri siamo noi!" potrebbe non dare una buona impressione a un manager in cerca di candidati. Inoltre, selezionate accuratamente gli utenti che desiderate accettare come "amici".

  5. Siate discreti. Rendete privato il vostro profilo, in modo da consentirne la visualizzazione solo agli utenti desiderati.
 CareerBuilder.it

 . CikCiak .

martedì 3 aprile 2012

BANNER: Slotomania

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