martedì 12 giugno 2012

Microsoft : stop al tracking pubblicitario



stop al tracking pubblicitario

Nella prossima versione di Internet Explorer, Microsoft ha deciso di abilitare di default la funzione che impedisce di tracciare e archiviare le nostre abitudini di navigazione, per fini pubblicitari. Ma l'associazione degli advertisers online non ci sta.


 Stop alle "intercettazioni" pubblicitarie su internet. A mettere un freno alla discutibile abitudine dei siti che conservano i cookie degli utenti per poi sfruttarli a fini commerciali (vendendo di fatto le informazioni sulle nostre abitudini di navigazione alle agenzie di targeting pubblicitario) è Microsoft, che, diversamente da Google e Mozilla, ha deciso di rilasciare la prossima versione di Internet Explorer (la dieci, che arriverà assieme a Windows 8) con la funzione "Do Not Track" attivata di default.

IE10, a differenza di Chrome e Firefox (sui quali è l'utente a decidere se bloccare il "tracking" dei dati o meno) stoppa di default l'archiviazione e la trasmissione dei cookie sui siti che li richiedono. Una decisione (che già un mesetto fa aveva preso anche Twitter) che è stata accolta con preoccupazione dalla Digital Advertising Alliance (DAA), l'organizzazione che riunisce le principali società che si occupano di advertising online.

Secondo la DAA la mossa di Microsoft è quasi una pugnalata alle spalle, dal momento che fino a qualche tempo fa le due parti stavano lavorando di concerto per l'implementazione della funzione Do Not Track nel nuovo browser. La configurazione base della nuova versione di IE10 «minaccia il bilanciamento tra privacy e advertising, limitando la disponibilità e la varietà dei contenuti e servizi di rete per i consumatori» ha spiegato in una nota la DAA.

E anche Mozilla, che supporta pienamente i diritti dei consumatori a non voler vedere tracciata la loro attività sul web, pur apprezzando la volontà di Microsoft di tutelare i cibernauti, ha preso in parte le distanze dalla decisione di Redmond, sostenendo che, in ultima istanza, dovrebbero essere gli utenti a scegliere se abilitare o meno (con un plug in o tramite le preferenze del software) la funzione anti-tracciamento nel loro browser.




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