giovedì 10 ottobre 2013

Attenzione alla distanza nella comunicazione


Attenzione alla distanza nella comunicazione

È bene ricordare che non tutte le culture hanno le stesse regole, sia in fatto di gestualità che di uso dello spazio interpersonale. Ad esempio, se abbiamo occasione di notare un giapponese ed un europeo che conversano noteremo, dopo un po’, che inizieranno a vagare lentamente per la stanza: l’europeo arretrerà ed il giapponese avanzerà. Questo particolare “balletto” accade perché ognuno di loro vuole raggiungere quella che per lui è la distanza ottimale, secondo la propria mappa del mondo.

I giapponesi hanno una ridotta zona intima (al di sotto dei20 cm) e questo li porta ad avanzare, ma così facendo entrano nella zona intima dell’europeo (circa50 cm.), il quale si sente invaso.

Un altro esempio possiamo averlo notando come un europeo percepisca differentemente da un americano l’area del suo ufficio. In America, da anni le persone lavorano a proprio agio in uffici aperti, i cosiddetti “open office”: grandi sale piene di scrivanie a volte poco divise le une dalle altre. Per un europeo lavorare in un ambiente così vasto, senza porte, sarebbe deconcentrante.

Proviamo a pensare ad un telefilm americano che abbiamo visto di recente, in particolare concentriamoci su tutte quelle scene girate all’interno di qualche ufficio: di certo non ci abbiamo mai fatto caso, ma esiste una differenza enorme tra come un europeo ed un americano percepiscono il loro ufficio ed è una differenza che traspare anche dai film. I manager americani lasciano aperta la porta del loro ufficio durante il lavoro, per loro rientra nella zona “intima” solo la scrivania, al contrario degli europei, per i quali tutto quanto l’ufficio può trasformarsi in “zona intima”. Questo determina comportamenti differenti quando si vuol entrare in un ufficio per chiedere qualcosa. Con un europeo bisogna prima bussare alla porta, attendere che l’altro dica “avanti” e poi entrare; con gli americani, dal momento che la porta è aperta, chiunque può assicurarsi con uno sguardo se l’altro è libero. Se lo è, si accede attraverso la soglia aperta poggiando la mano sullo stipite, a questo punto si chiede se l’altro ha un minuto, se ha da fare scuoterà la testa, oppure dirà “ Più tardi ”; allora conviene andare via e tornare in un altro momento. Riassumendo, possiamo dire che, fintanto che il visitatore tiene una mano appoggiata allo stipite della porta aperta, non è entrato nella zona intima dell’americano, ma per l’europeo l’atto stesso che si apra la porta del suo ufficio, significa che si accede alla sua zona intima ed è per questa ragione che ciò non può avvenire senza il suo consenso.
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