loading...

mercoledì 11 aprile 2018

Audizione di Mark Zuckerberg al Senato Americano


Dalla privacy alla pubblicità, dal monopolio alla neutralità, cosa hanno chiesto i senatori a Mark Zuckerberg e come ha reagito il ceo di Facebook
Mark Zuckerberg contro 44 senatori. Il ceo di Facebook arriva nella sala dell’audizione del Senato, gremita di fotografi e giornalisti, in un completo blu che non passa inosservato. È teso, gli occhi sbarrati. I fotografi lo accerchiano.

La sua memoria difensiva era già nota, Zuckerberg è pronto a scusarsi e mostrare i passi che la sua azienda è pronta a compiere. Il 33enne non è mai stato brillante in pubblico e non lo è neanche davanti ai senatori, ma le sue risposte convincono Wall Street: le azioni di Facebook salgono già durante la prima delle quattro interminabili ore passate nella stanza dei bottoni.

Il cambiamento filosofico
Zuckerberg ricorda più volte, rispondendo a diverse domande, di aver creato Facebook nella camera del suo dormitorio, quasi a giustificarsi implicitamente per gli errori da ragazzino. Una mossa probabilmente studiata per sembrare più umano, più simpatico. Ma Zuckerberg parla anche di un “cambiamento filosofico più ampio” da parte della sua azienda.

“Non è sufficiente costruire strumenti, dobbiamo assicurarci che vengano utilizzati a fin di bene”.

Il ceo risponde a un altro senatore dicendo “Sono d’accordo, siamo responsabili del contenuto” della piattaforma. Una posizione non scontata, visto che da sempre le aziende tecnologiche tendono a presentarsi come mere piattaforme neutrali e non media company. Qualche ora dopo, il ceo torna sul tema: “Io considero Facebook una tech company, non una media company, perché è vero che siamo responsabili del contenuto, ma non lo produciamo noi“.

Il concetto di neutralità è un tema molto scivoloso. Il senatore repubblicano Ted Cruz incalza Zuckerberg sul tema, indicando una serie di pagine vicine ai conservatori censurate nel passato. “Siete o non siete una piattaforma neutrale? Qual è la posizione politica dei dipendenti che fanno moderazione?”. Domanda formulata malamente e quindi, com’è giusto, risposta non pervenuta.

Il monopolio
“Se non voglio comprare una Chevrolet, compro un’altra auto. Ma se non voglio usare Facebook, cosa uso? Quali sono i vostri concorrenti?”. Il senatore Graham fa questa domanda a Zuckerberg, ma quando il ceo inizia a elencare le tre categorie di differenti avversari di Facebook, il senatore incalza “Non le sembra di essere in un monopolio?“. Zuck risponde a bruciapelo “A me non sembra proprio“. Ma lo fa con una tale genuinità da strappare una risata al pubblico. Non sarà l’unica del pomeriggio.

Senatore, abbiamo le pubblicità
Il primo sorriso di Mark Zuckerberg arriva dopo circa un’ora dall’inizio del suo incubo. Un senatore gli chiede conto delle dichiarazioni di Sheryl Sandberg, che in un’intervista faceva intendere la possibilità di mettere la piattaforma a pagamento.

“Ci sarà sempre una versione di Facebook gratuita”, rassicura il ceo, non senza una certa ambiguità (significa che stanno pensando anche una versione a pagamento?). Il senatore riprende chiedendosi come faranno a gestire la piattaforma. La risposta arriva con un sorriso: “Senatore, abbiamo le pubblicità”. Non era difficile la risposta: è anche il motivo per cui tutto questo sta succedendo.

L’ipotesi di complotto
Arrivati alla quarta ora di audizione, poco prima che un senatore gli dica che il contratto con gli utenti “fa schifo” ed è il caso di “riscriverlo in inglese e non in swahili“, Zuckerberg si trova a dover rispondere a un’altra patata bollente: è vero che Facebook ti ascolta attraverso il microfono e usa i dati per le pubblicità? “È una teoria complottista. Non lo facciamo“, risponde secco il ceo.

Il Gdpr
Ovviamente il Regolamento Europeo per la protezione dei dati compare fra le domande dei senatori. Zuckerberg viene incalzato parecchio e chiarisce nuovamente che l’impalcatura del Gdpr sarà utilizzata anche fuori dall’Unione Europea. Non proprio uguale “perché negli Stati Uniti abbiamo una sensibilità diversa“, dice Zuckerberg.

E nessuna legge EUROPEA lo obbligherà a farlo.

LEGGI ANCHE
GRATIS , MA IL PRODOTTO SEI TU


LEGGI ANCHE
GUADAGNA COL TUO BLOG

SE HAI DOMANDE COMMENTA SOTTO QUESTO POST
O CLICCA LA FOTO ED ENTRI NEL MIO SITO



Nessun commento:

Posta un commento

Sono Webmaster Freelance http://www.mundimago.org/cipiri.html

loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

sconti per Te

Sosteniamo Mundimago

Segui RIFLESSI da Facebook

Segui RIFLESSI da Facebook
Siamo anche qui

Seguici da FACEBOOK

Seguici da FACEBOOK
siamo anche qui

Post più popolari