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lunedì 19 marzo 2018

Facebook Affonda a Wall Street


 Pesa lo scandalo di Cambridge Analytica 
Downing Street allarmata per abuso dati personali 

Facebook crolla a Wall Street dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Il prezzo delle azioni del 're' dei social network è precipitato in apertura a Wall Street, influenzato dalle rivelazioni sulla violazione di milioni di profili di elettori americani da parte della società Cambridge Analytica. Pochi minuti dopo l'avvio delle contrattazioni alla Borsa di New York, il titolo ha iniziato a scendere in picchiata dove arriva a perdere il 7,50%,  trascinando giù il Nasdaq, l'indice dei principali titoli tecnologici. Facebook sconta sul mercato il clamore sollevatosi intorno a Cambridge Analytica, la società britannica di analisi e consulenza che avrebbe ottenuto in violazione delle regole stabilite dalla stessa piattaforma i dati di 50 milioni di utenti. I contorni della vicenda hanno iniziato a definirsi nel fine settimana, con la pubblicazione di due inchieste da parte di Observer e New York Times, e lo stesso social network ha proceduto già sabato a sospendere i profili dell'azienda di analisi dati e di Strategic Communication Laboratories (Scl), il gruppo al quale fa capo. A chiedere ulteriori chiarimenti, secondo quanto riportano i media americani, sono d'altra parte diversi membri del Congresso, da James Lankford dell'Oklahoma a Jeff Flake dell'Arizona. Un coro al quale si è unita anche la commissaria europea Vera Jourova, che via Twitter ha parlato di una vicenda "orripilante, se confermata", sottolineando che "non vogliamo questo nella Ue". Mentre la numero uno dell'autorità britannica per la protezione dei dati, la Information Commissioner Elizabeth Denham, ha emesso una nota per confermare che è in corso una indagine "complessa e di vasta portata". 

Downing Street intanto esprime "preoccupazione" per la notizia sulla violazione dei dati personali di 50 milioni di utenti di Facebook filtrati alla società di consulenza britannica. La vicenda ha spinto il governo di Londra ad anticipare il progetto d'interventi normativi più stringenti per la tutela dei dati sulle piattaforme online e per "mettere fine al far west dei giganti del Web". Secondo il 'Daily Telegraph', un Portavoce della May avrebbe riferito che la premier sarebbe favorevole ad una indagine ad hoc dell'Autorità di controllo del Regno sull'informazione sulle denunce della 'gola profonda' di Facebook che ha svelato il caso Cambridge Analytica.  "L'affermazione per cui si è trattato di una violazione dei dati è completamente falsa", ha precisato ieri sul sito di Facebook il vice presidente, Paul Grewald, mettendo l'accento sul fatto che le informazioni erano state ottenute lecitamente da Aleksandr Kogan, professore alla Università di Cambridge, attraverso la app "thisisyourdigitallife", che circa 270 mila utenti avevano scaricato liberamente per ottenere predizioni sulla propria personalità, fornendo in cambio accesso ad alcuni dati personali e preferenze, oltre a informazioni più limitate relative agli amici che avevano mantenuto aperte le impostazioni di privacy. Ad andare contro al regolamento, secondo la ricostruzione di Menlo Park, sarebbe stata la cessione nel 2015 di tali dati a una parte terza, Scl appunto, che in questi anni è balzata agli onori delle cronache per aver lavorato sul web alla campagna elettorale di Donald Trump e a quella referendaria in favore della Brexit. 

Una volta appreso quanto accaduto, sempre nel 2015, Facebook aveva rimosso la app e chiesto la distruzione dei dati, confermata dalla stessa Cambridge Analytica. "Diversi giorni fa, abbiamo ricevuto report che, al contrario di quanto riportato nelle certificazioni che ci erano state date, non tutti i dati sono stati distrutti", scrive ora Grewald, "ci stiamo muovendo aggressivamente per determinare l'accuratezza di queste affermazioni". "Cambridge Analytica rispetta pienamente i termini di servizio di Facebook ed è attualmente in contatto con Facebook in seguito alla recente comunicazione per cui ha sospeso l'azienda dalla piattaforma, in modo da risolvere la questione il più presto possibile", prova intanto a chiarire sul proprio sito la società britannica, spiegando di aver firmato nel 2014 un contratto per un progetto di ricerca su larga scala negli Stati Uniti con la società Global Science Research, che si era impegnata a ottenere dati solo in accordo con lo Uk Data Protection Act e ottenendo il consenso informato. "Quando successivamente divenne chiaro che i dati non erano stati ottenuti da Gsr in linea con i termini di servizio di Facebook, Cambridge Analytica ha cancellato tutti i dati che aveva ricevuto", si legge sul sito, nel quale la web agency sottolinea che nessun dato proveniente da Gsr è stato utilizzato "nell'ambito dei servizi forniti nell'ambito della campagna presidenziale di Donald Trump". 

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venerdì 18 maggio 2012

Facebook a Wall Street



Facebook  a Wall Street



. FacebookPoster .

Il titolo apre le vendite a 38 dollari ad azione e subito sale a 42, poi riscende al costo di apertura e risale. Ma il boom immediato non è ancora arrivato dopo la quotazione al Nasdaq. E il fondatore Zuckerberg ha suonato la campanella di Wall Street acclamato come un salvatore
La borsa si tinge di blu. Gli occhi di tutti sono su Facebook. E in questo caso non si tratta delle centinaia di milioni di utenti, ma del mondo economico finanziario, che oggi vede il debutto a Wall Street della creatura di Mark Zuckerberg. Partiva da 38 dollari, subito è salito a 42,55 e poi ha iniziato a scendere per tornare al costo d'apertura. Poi la nuova risalita oltre i 41 dollari. Dopo il +12% iniziale, il titolo cala al +1% e poi si rialza fino al +10%. E all'inizio un problema tecnico per qualche minuto aveva impedito di vedere le variazioni del titolo.
Campanella - Questo venerdì 18 maggio 2012 è un giorno che rimarrà negli annali per essere uno dei più attesi alla borsa di New York. Zuckerberg al mattino ha suonato la storica campanella di apertura dei lavori di Wall Street dal suo quartier generale di Palo Alto, in California. Con il giovane miliardario, 28 anni, i suoi più stretti collaboratori e centinaia di dipendenti. Nonostante il collocamento in borsa, Zuckerberg manterrà il 32 per cento del capitale e il 56 per cento dei diritti di voto, tali da assicurargli il dominio sul colosso dei social network.
Predestinato - Per capire l'impatto che tutti si attendono da Facebook sui listini economici è sufficiente fare un paragone. Google, quando si quotò nel 2004, raccolse 1,67 miliardi di dollari, per giunta in un momento ben diverso in quanto a crisi economica. La creatura di Zuckerberg ha fatto molto di più: la sua Ipo (Offerta pubblica iniziale) ha raggiunto i 18,4 miliardi e si è piazzata al secondo posto tra le Ipo della storia americana. A superarla negli Stati Uniti solo Visa con 19,6 miliardi (e nel mondo l'Agricultural bank of China con 22,1 miliardi), ma è la società più ricca del comparto Internet.
I dubbi - Non tutti però sono convinti che Facebook rispetterà le aspettative. Sono molte le persone che già ora posseggono azioni del colosso (soprattutto collaboratori di Zuckerberg che negli anni sono stati pagati con partecipazioni della società) e alcuni analisti pensano che potrebbero decidere di vendere immediatamente per fare cassa. Così fosse, al posto che fare il botto in alto, il social network rischierebbe di fare un balzo verso il basso. Ma la maggior parte degli esperti è convinta che questo rischio sia più che remoto.


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