martedì 19 marzo 2013

Facebook: un "mi piace" dice tutto



 È possibile risalire a preferenze sessuali, orientamento politico, etnia e religione di una persona solo analizzando i suoi like. Uno studio su Pnas

Per capire preferenze sessuali, etnia, religione, età e perfino orientamento politico di una persona potrebbe bastare dare uno sguardo su Facebook, ma non al suo profilo: è sufficiente analizzare i mi piace disseminati qua e là sulle varie pagine. A svelare quanto di personale lasciamo più o meno inavvertitamente sul social network attraverso il sistema dei like è uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), condotto dai ricercatori del Psychometrics Centre di Cambridge e del Microsoft Research Cambridge.

Punto di partenza dell'analisi degli scienziati sono stati gli stessi utenti di Facebook: un campione di 58mila americani che hanno accettato di mettere a disposizione i propri dati (compresi quelli personali registrati sui profili) e le loro preferenze sulle varie pagine del social network ai ricercatori. Questi ultimi, inoltre, hanno anche condotto una serie di test psicometrici sugli utenti. In questo modo, combinando dati dei profili e risultati dei test, gli scienziati hanno costruito un sistema di riferimento per controllare l'accuratezza del loro metodo predittivo che, basandosi unicamente sull'analisi dei like, ha tentato di estrapolare informazioni come etnia, religione e orientamento politico dei volontari.

Il modello dei ricercatori si è mostrato capace di individuare con un'accuratezza dell'88% gli utenti eterosessuali da quelli omossessuali, nel 95% dei casi è riuscito a distinguere gli afro-americani dai caucasici e nell'85% i democratici dai repubblicani. Buoni risultati sono stati ottenuti anche per le previsioni riguardo religione, relazioni e abuso di sostanze: in questi casi, infatti, il modello dei ricercatori ha identificato correttamente cristiani e musulmani, single e utenti impegnati sentimentalmente, e chi faceva o meno uso di sostanze stupefacenti, rispettivamente con un'accuratezza dell'82%, o compresa tra il 65% e il 73%. Perfino se gli utenti fossero o meno figli di separati poteva essere stabilito analizzando i mi piace sul social network (con un'accuratezza del 60%).

Tutte queste informazioni, più o meno consapevolmente disseminate sul Facebook, sono dati preziosi per gli inserzionisti pubblicitari, spiegano gli autori. Ma quanto osservato sottolinea anche quanto della vita privata degli utenti sia facilmente intuibile analizzando le loro attività nel Web. “I consumatori si aspettano giustamente una forte protezione della privacy nei prodotti e nei servizi che usano e questa ricerca”, spiega Thore Graepel della Microsoft Research, tra gli autori dello studio: “potrebbe servire come reminder per i consumatori invitandoli ad avere un attento approccio alla condivisione delle informazioni online, a utilizzare i controlli della privacy e a non condividere contenuti con sconosciuti”. Soprattutto dopo l’arrivo di Graph Search.

 di Anna Lisa Bonfranceschi


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