martedì 2 aprile 2013

Finlandia : la banda larga è un diritto


In Finlandia le connessioni a banda larga sono diventate da oggi un diritto per tutti i residenti. Si parte con un minimo garantito di 1 Mbps, ma per il 2015 si pensa già a 100 Mbps. Difficile fare un paragone con la situazione italiana.


 La Finlandia da oggi diventa ufficialmente il primo paese al mondo a riconoscere a ogni cittadino il diritto di avere una connessione a banda larga. E ovviamente non si parla di servizi patacca all'italiana , bensì di accessi minimi da 1 Mbps – entro il 2015 sarà di 100 Mbps.

 Come si fa a raggiungere un tale risultato? Semplice, il Governo ha stabilito che tutti i provider sono obbligati a fornire a ogni residente una linea a banda larga con una velocità minima di 1 Mbps. "Abbiamo considerato il ruolo di Internet nel quotidiano dei finlandesi. I servizi Web non sono più solo intrattenimento", ha spiegato la Ministra per le Telecomunicazioni Suvi Linden. "La Finlandia ha lavorato duramente per lo sviluppo della società di informazione e un paio di anni fa abbiamo scoperto che non tutti avevano un accesso". Ecco quindi la decisione di investire nello sviluppo: tanto più che per raggiungere la totalità dei residenti (il 96% già coperto) sembrerebbero mancare non più di 4mila edifici.

In Italia ovviamente un modello di questo genere sarebbe difficilmente replicabile, non tanto per questioni ambientali o livello di popolazione ma semplicemente per la totale mancanza di coscienza del problema. La maggioranza degli italiani non reputano Internet una priorità per il paese. Il Governo poi ne parla come di una spesa (e non un investimento remunerativo), o al massimo tratta l'argomento come una fiche da giocare sul tavolo della politica – nonché della finanza.



L'ultimo rapporto Audiweb sul web italiano sembra incoraggiante: più del 64% della popolazione dichiara di avere un accesso a Internet. Il problema è che la maggioranza degli italiani non sa che cosa sia la banda larga.

 L'ultimo rapporto Audiweb sulla diffusione degli accessi online in Italia sembra positivo, ma in verità la situazione è disastrosa. "In base al report AW Trends, dichiara di avere un accesso a internet il 64,6% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, con un incremento del 10,4% rispetto al 2008, e il 51,9% delle famiglie, con un incremento del 13,6% rispetto al 2008", si legge nel comunicato.

Verrebbe quasi voglia di stappare uno spumantino, se non fosse che l'ultima indagine UE indicava nel luglio scorso un tasso di penetrazione della banda larga (sopra i 144 Kbps) italiana pari a 19,8% - a fronte del 37,9% dell'Olanda, 29,4% della Germania e 29,2% della Francia.
A questo punto, facendo due semplici calcoli, è evidente che solo circa il 30% della popolazione "tra gli 11 e i 74 anni" può dirsi al passo coi tempi (online). Una connessione analogica o un'ADSL patacca che supera a malapena i 100 Kbps, per quanto stimolino tenerezza, non sono altro che diligenze su un'autostrada di Ferrari. Tanto vale leggere il retro di uno shampoo che aspettare il caricamento di una pagina web. L'Unione Europea ha rilevato, per di più, che in Italia il 30% dell'utenza a banda larga non supera i 2 Mbps di velocità; poco più del 70% si mantiene sotto i 10 Mbps.

 

 "In base ai dati della Ricerca di Base, si conferma una crescente diffusione di internet in Italia, con una distribuzione abbastanza simile sul territorio - a eccezione dell’area Sud e le Isole che presenta una percentuale di individui più bassa (58,4%) rispetto alle aree Centro (69,6%), Nord-Est (67,4%) e Nord-Ovest (67,4%)", continua il documento.



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