venerdì 11 marzo 2011

Il fisco utilizzerà Facebook per dar caccia agli evasori



Il fisco utilizzerà Facebook per dar caccia agli evasori


l'amministrazione finanziaria seguira' anche la strada dei social network per affinare gli accertamenti fiscali. Ne ha parlato il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, spiegando che ''l'utilizzo di Facebook per gli accertamenti e' una possibilita'. Ci stiamo pensando e tra 7-10 giorni si sapra' qualcosa di piu'''. La possibilità allo studio è quella di utilizzare le conversazioni, le foto, e in genere il materiale che si trova sulle pagine di Facebook, Twitter e affini per cercare elementi sul tenore di vita dei contribuenti, e valutarne la compatibilità con il reddito dichiarato. Un tipo di verifica che già esiste in alcuni paesi, come alcuni stati Usa, dove non sono mancate le polemiche riferite in particolare alla privacy. Befera, interpellato a margine della celebrazione del decennale delle agenzia fiscali, ha spiegato anche che il redditometro da utilizzare per i controlli fiscali ''e' in fase di ultimazione e verso la meta' di aprile potra' essere pronto. Stiamo lavorando alla clemente per migliorare al massimo questo strumento se vogliamo sia esente da critiche''. Il redditometro trovera' applicazione sulle dichiarazioni presentate nel 2010. Un software che, secondo quanto dichiarato dall'Agenzia delle Entrate, sarà pronto entro giugno, mentre fra maggio e giugno è prevista la sperimentazione insieme alle associazioni di categoria. ''Spero che tra dieci anni - ha concluso Befera - la sfida della lotta all'evasione possa essere vinta. Ormai abbiamo tutti gli strumenti che ci consentiranno di avere risultati positivi. Dobbiamo lavorare''.


Il fisco sulle tracce delle spese dei contribuenti, anche sui social network


Il fisco sulle tracce delle spese dei contribuenti, ma con un alleggerimento per i soggetti Iva che dovranno fornire all'Agenzia delle Entrate i dati dei loro clienti per transazioni superiori ai 3.600 euro. Gli acquisti dei consumatori saranno registrati dal prossimo mese di maggio, in sostanza, in caso di acquisti superiori ai 3.600 euro compresivi di Iva. Si tratta dei dati appunto relativi alle transazioni con i consumatori finali (quelle business to business infatti sono da comunicare già dalla soglia di 3mila euro e il relativo obbligo di comunicazione è partito dal 1° gennaio scorso), che forniscono all'amministrazione finanziaria dati che quest'ultima può "spendere" per l'accertamento sintetico, sia che venga fatto nella più propria forma dello spesometro, sia che avvenga utilizzando il redditometro, che potrebbe essere pronto per metà aprile». Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, ha spiegato che per questo strumento fiscale «c'è tempo visto che il redditometro non può che riguardare i redditi del 2009 denunciati nel 2010». L'obiettivo è di «avere uno strumento forte ed esente da critiche. Una volta sviluppato faremo diverse simulazioni coinvolgendo le associazioni di categoria». Ma allo studio dell'Agenzia delle Entrate ci sono anche altri strumenti per combattere l'evasione. A cominciare dall'uso di Facebook per gli accertamenti fiscali. La valutazione è in uno stato avanzato tant'è che Befera ha annunciato che tra una settimana sarà in grado di dire qualcosa di più. Se le Entrate decideranno di far proprio modello già adottato da diversi Stati americani, a partire dalla California, Facebook, Twitter e MySpace saranno impiegati per scovare il lavoro nero (molti messaggi degli utenti infatti hanno a che fare con la loro attività professionale) o individuare stili di vita incompatibili con i redditi denunciati (spesso si condividono sui social network immagini delle vacanze o racconti dei propri hobby). La sfida «è di riuscire a sconfiggere l'evasione nell'arco di dieci anni recuperando i 120 miliardi di euro sottratti allo Stato ogni anno».


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