mercoledì 2 marzo 2011

LA MORBOSITA' DEL DOLORE IN TELEVISIONE




LA MORBOSITA' DEL DOLORE IN TELEVISIONE


Non è il pubblico a decidere sui palinsesti ma li influenza,e se c'è una domanda da parte di molti spettatori, chi decide certe programmazioni lo fa in perfetta malafede, sapendo di puntare sui più bassi e meno gestibili istinti dell’uomo, il guardare dal buco della serratura, la ricerca di sangue, sesso e violenza, che attrae come carta moschicida.

La ormai totale mancanza creativa degli autori TV produce anche questo, oltre che a programmi fotocopia senza soluzione di continuità e senza alcun senso della vergogna.

Viene cavalcata l’onda, qualsiasi onda, purchè susciti interesse morboso, così che la gente si ritrovi assuefatta al non pensiero, alla violenza, a un livello sempre più basso di cultura e moralità.

Un popolo incapace di scandalizzarsi, di pensare, di riflettere è un popolo facilmente gestibile e influenzabile.

Succede a tutti i livelli, a partire dai Format che vengono comprati all’estero, perchè qui si è ormai incapaci di scrivere, le pubblicità che sono sempre più banali, il cinema che per far qualità deve uscire dal paese almeno come produzione.

Esattamente come i cantanti che, non avendo abbastanza talento per campare di musica, passano metà del tempo su giornali e trasmissioni gossippare, a parlare di fatti privati veri o fittizi, a studiare nuovi modi per far scandalo o per far parlare di sè, che siano corna, divorzi, lotte per i figli eccetera, allo stesso modo gli pseudo giornalisti, che hanno (guardacaso) fior di libri da vendere, per non trattare temi scottanti, per non fare cronaca vera, cannibalizzano queste vicende, invadendo e stuprando le vite di famiglie non preparate ai media e all’esposizione mediatica, facendo del vero e proprio stalking, privando della libertà e della riservatezza persone che dovrebbero ricevere rispetto e discrezione per il dolore che provano.

Fanno leva sull’ignoranza, sulla non preparazione a quel mondo, con miraggi di notorietà e soldi, senza alcuno scrupolo, senza decenza ne morale o etica.


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