lunedì 2 marzo 2009

Greenpeace vince su Phlips



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Roma, Italia — Arriva una vittoria sul fronte hi-tech! Dopo diverse azioni e ben 47.000 firme raccolte nel mondo, Philips molla l'osso e accetta le nostre richieste. La multinazionale si impegna a offrire ai propri clienti servizi globali di ritiro e riciclo dei propri prodotti a fine vita. In Italia, invece, il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, fa La Bella addormentata. Domani, infatti, è l'ennesimo anniversario di ritardo per l'attuazione della normativa sui rifiuti elettronici.

Philips ha confermato che i costi di riciclo di un articolo non saranno più pagati direttamente dal consumatore - attraverso una tassa addizionale - ma saranno parte integrante del prezzo finale del prodotto. In questo modo, le aziende saranno anche incentivate a produrre beni più puliti e facili da riciclare, dovendo assorbire nel processo di produzione anche i costi di riciclo del prodotto a fine vita.

È una grande vittoria per Greenpeace e i suoi sostenitori che concretizza l'arduo lavoro speso per raggiungere questo traguardo. In Italia 5.000 persone hanno partecipato alla cyberazione su Philips, contribuendo ad aumentare la pressione sull'azienda. E il risultato è arrivato!
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