giovedì 14 aprile 2011

Metroweb, REGALATA AI PRIVATI



Metroweb, il regalo della Moratti
ai privati un guadagno del 600%
E il Comune incassa un danno diretto di almeno cinquanta milioni. Ora in fila per l'acquisizione
ci sono Vodafone, Wind, F21, IntesaSanpaolo: l'asta è nella fase dei rilanci. Vendita dopo il voto

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La (s) vendita di Metroweb - uno dei fiori all'occhiello (si fa per dire) della giunta Moratti - arriva all'epilogo con il più scontato dei risultati: un buco di 50 milioni per Palazzo Marino e un affare d'oro per i privati che a fine 2006 hanno comprato a prezzi da saldo l'azienda che gestisce la fibra ottica meneghina e che oggi si preparano a vendere con un guadagno stratosferico del 595%. La "stangata" era stata benedetta quattro anni fa in prima persona dal sindaco: "Si tratta di una rete senza know-how innovativo e di valore strategico molto limitato", aveva minimizzato, dando il via libera alla cessione dei 263mila km di cavi hi-tech interrati nel sottosuolo milanese da Aem con un investimento di 200 milioni.

Fatti e numeri le danno ora clamorosamente torto: Metroweb ha macinato dal 2007 ad oggi 31 milioni di utili (12,6 solo nel 2010 come ha anticipato Radiocor-Il Sole 24 ore). Più dei 24 spesi dalla misteriosa Stirling Capital per comprarne il 77% da Aem in un'asta organizzata in fretta e furia cui non erano nemmeno stati invitati i big delle tlc. Non solo. Il brutto anatroccolo ceduto allora per la miseria di 232 milioni - 200 milioni di debiti, 24 messi dai compratori e 8 spesi da Aem per conservare il 23% del capitale (!) - è diventato all'improvviso una sorta di cigno hi-tech che vale tra i 430 e i 490 milioni. Non sono cifre da fanta-finanza, ma la forbice delle dieci offerte arrivate sul tavolo della Stirling quando due mesi fa la holding londinese  -  controllata da tre finanziarie offshore con sede a Bermuda, Isole Vergini e Guernsey - ha deciso di mettere in vendita la società.

Metroweb non è cambiata molto dal 2006 (gli investimenti sono stati "limitati", ammettono le relazioni di bilancio). Questa volta però in fila per l'acquisizione della rete "senza know how innovativo" c'è un gruppo di concorrenti agguerritissimi tra cui Vodafone, Wind, il consorzio F2I - IntesaSanpaolo - dietro cui si muoverebbe pure Telecom - oltre a due fondi di private equity. L'asta sta entrando ora nella fase dei rilanci e la vendita vera e propria è prevista - con un tempismo forse non casuale - per metà giugno, appena chiuse le urne per le elezioni a Palazzo Marino.

Il conto dei guadagni e delle perdite in questa bizzarra partita di giro (una svendita vera e propria, come vaticinava con facile preveggenza sin dal 2006 l'opposizione di centrosinistra) sono semplici. Stirling Capital incasserà per la sua partecipazione qualcosa come 174 milioni in contanti, quasi sei volte l'investimento iniziale. Un affare d'oro chiuso nel tempo record di soli quattro anni. Il mancato introito per A2a, l'erede della vecchia Aem Milano, è direttamente proporzionale. Se la municipalizzata non avesse dato retta a Moratti e si fosse tenuta stretto il 100% di Metroweb, oggi potrebbe mettersi in tasca al netto dei debiti qualcosa come 310 milioni. Invece al termine di un complesso giro di operazioni finanziarie (tra cui una conversione di obbligazioni che alzerà la sua quota in Metroweb al 39,6%) si dovrà accontentare di 126 milioni.

Quant'è il danno per Palazzo Marino? Traducendo l'incasso nei dividendi pro-quota, poco meno di 50 milioni, regalati direttamente dalla giunta Moratti agli ignoti soci delle finanziarie caribiche che controllano la Stirling. Il conto per Milano, tra l'altro, non finisce qui. L'accordo per la cessione della fibra ottica nel 2006 prevedeva un diritto d'utilizzo gratuito della rete per il Comune in modo da poter garantire un servizio di connessione a banda larga ai cittadini. Un'opzione che non è mai stata attivata. Diverse aree grigie - come sottolineato più volte dalle opposizioni in Consiglio - restano pure sul ruolo giocato nella partita dall'ex Aem.

La municipalizzata meneghina non solo ha pagato soldi per un'azienda che era già sua ma ha pure finanziato i compratori sottoscrivendo un'obbligazione da 24 milioni e ha prestato con sorprendente generosità le sue azioni alla Stirling che le ha utilizzate come garanzia per ottenere i finanziamenti necessari a chiudere l'acquisizione. Inutile dire, come ovvio, che della brillante operazione Metroweb e delle sue conseguenze sul bilancio del Comune non c'è traccia nell'agile volumetto "I cento progetti realizzati" fatto arrivare in questi giorni da Letizia Moratti alle caselle postali degli elettori milanesi.

di ETTORE LIVINI

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