sabato 6 agosto 2011

Pentagono pronto a monitorare gli attivisti su Facebook e Twitter




Pentagono pronto a monitorare gli attivisti su
Facebook e Twitter



Il «New York Times» e il «Washington Post» hanno pubblicato degli articoli che descrivono un piano del Pentagono volto a rilevare e tracciare le idee più diffuse sui social network. Non sono interessati a cosa la gente pensi di Lady Gaga o dell’ultima ricetta gastronomica.
Nel 2005 fu riferito che il Pentagono era intento a inserire gruppi e individui schierati contro la guerra in una banca dati sui terroristi. Un documento trapelato dal Dipartimento della Difesa attraverso la NBC ha fornito un «primo sguardo dall’interno sul modo in cui i militari USA hanno intensificato la raccolta di informazioni all’interno di questo paese dall’11 settembre in poi, includendo ora il monitoraggio di pacifici gruppi anti guerra e gruppi di contrasto al reclutamento militare.»
Anche il Northcom ha un’unità dedicata a ficcare il naso sugli attivisti politici. Nel 2002, il Pentagono ha istituito il CIFA, Counterintelligence Field Activity (Attività sul campo di controspionaggio, NdT), in base a una direttiva. La sua dimensione e il budget destinatogli sono stati secretati. Il CIFA ha creato un archivio, il TALON (Threat and Local Observation Notice), per tracciare tutti gli individui e gli attivisti contro la guerra che si opponessero all’invasione e al bombardamento di piccoli staterelli indifesi. Dopo un’ondata di problemi di cattiva immagine, il governo ha dichiarato che il CIFA doveva essere smantellato. In seguito fu rivelato che la sua funzione fu esternalizzata e privatizzata.
Il «Washington Post» rivela che il piano del DARPA (Agenzia dei progetti di ricerca avanzata per la Difesa) - volto ad assumere programmatori e ricercatori per progettare dei software che rintraccino le “idee popolari” sui social network - è politico.
Il piano «ha un significato alquanto rilevante, se si pensa a quanto Twitter, Facebook e altri “social media” siano stati usati per diffondere le idee di rivoluzionari, dimostranti e altre figure politiche negli ultimi anni,» scrive Hayley Tsukayama.
E, come viene messo in luce dal rapporto, il DARPA può usare i social network per rilevare e identificare le eventuali minacce. Raccomanda, per esempio, che l’Agenzia possa esaminare la frequenza con la quale un certo numero di persone nella stessa area postino messaggi in merito a voci per le quali un ricercato si stia nascondendo nelle vicinanze.  Oppure dove sarà tenuta la prossima dimostrazione contro la Federal Reserve per far sì che degli agenti provocatori e degli informatori vi si possano mischiare.
«I social network non solo possono consentire ai militari di seguire le azioni, ma anche di manipolarle» scrive David Streitfeld per il «New York Times».
Nel 2009, il Pentagono ha emesso un “Force Protection Advisory” (circolare per le misure di protezione delle risorse militari, NdT) in merito alle «proteste previste presso le banche della Federal Reserve e le sue filiali all’interno degli Stati Uniti». La “circolare” fu recapitata anche alla Northcom e all’FBI.
Nel novembre del 2008, Alex Jones guidò una manifestazione presso la Federal Reserve Bank a Dallas (Texas). La protesta di Dallas è menzionata in maniera specifica nel documento ufficiale dell’Esercito. Anche il fratello di Ron Paul era tra i presenti.
di Kurt Nimmo
Fonte: http://www.infowars.com/pentagon-plan-to-monitor-activists-on-facebook-and-twitter/
Traduzione per Megachip a cura di Cipriano Tulli e Pino Cabras.

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