giovedì 26 febbraio 2009

E- BOOK


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E-book, buona idea ma servono i pc

Lisa Buonanno (Liceo socio pedagogico G. Carducci - Trieste)
Giudizi generalmente positivi anche se per qualcuno le priorità sono altre Il progetto ministeriale per l'introduzione dell'e-book è ancora poco chiaro agli studenti di Trieste: pochi di loro affermano di averne sentito parlare ampiamente e, colpo di scena, non tutti i ragazzi sono pienamente soddisfatti dell’iniziativa: chi crede che generalmente i giovani siano dipendenti e adoranti delle nuove tecnologie e che non amino sfogliare i libri pieni di appunti e note, dovrà ricredersi.
Maria (18 anni), ad esempio che ha appreso la notizia leggendo un giornale, sostiene la sua contrarietà, argomentando che “si perde lo spirito del libro di testo: sfogliarlo, sottolinearlo, scriverci accanto, dare una ripassata veloce prima delle lezioni. Con l'e-book questo non sarà più possibile”. Anche Marco (17 anni) non si dice d’accordo: “Mi sembra una gran contraddizione fare uso di testi in formato digitale scaricabili da internet quando le scuole cadono a pezzi e, a volte, non hanno nemmeno delle lavagne decenti. Inoltre, almeno io, studio più facilmente da un libro che da uno schermo piatto e freddo”.
Non è così “nostalgico” David (20 anni) che afferma: “Ritengo che gli e-book siano uno strumento molto utile alle persone, in quanto permettono di memorizzare in un unico computer migliaia di testi, riducendo enormemente gli ingombri, il consumo della carta e il costo dei singoli libri. Certo, tale progetto dovrebbe essere affiancato da iniziative volte a promuovere l’uso del computer nelle aule e a casa per studiare e non so se tutto questo sarà messo a punto entro l’anno prossimo. Selene (19 anni) aggiunge che l'e-book è una buona idea perché “sarà possibile diminuire il carico che ogni giorno tutti gli studenti d’Italia si portano sulle spalle (non in senso metaforico). E poi, sarà conveniente per le famiglie: non si spenderanno più centinaia di euro all’anno per libri che, in alcuni casi, non vengono nemmeno usati dagli stessi insegnanti”. Quindi nessun dubbio sull’efficienza di e-book? Risponde Selene: “No, non proprio. Speriamo solo che le case editrici dei libri che a settembre avevano un sacco di entrate, non creino problemi. E speriamo anche che lo Stato si sbrighi a fornire ad ogni istituto un numero sufficiente di pc”.
C’è anche chi si trova su una posizione intermedia: “Largo alla tecnologia è la nuova parola d’ordine a scuola? Ok, ma andiamoci piano - esclama Giulia (18 anni) - è giusto che la scuola si tenga al passo con i tempi e decida di mettere i libri di testo in internet: modernizzarsi è di certo un modo per dimostrarsi più vicini al mondo della maggior parte di noi giovani, che passiamo quasi tutto il nostro tempo libero sul computer a giocare, a chattare, a crearci i nostri profili personali su msn, netlog e facebook. Ma la mia perplessità è questa: con la crisi economica che stiamo vivendo, siamo davvero così sicuri che il governo sia disposto a stanziare miliardi di mini computer quando non dimostra la minima intenzione di rendere le nostre strutture scolastiche stabili e senza crepe sui muri che si allargano ogni giorno di più?”.

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