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lunedì 22 giugno 2015

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giovedì 26 marzo 2015

Google : SEO e Posizionamento Siti Web

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Posizionamento Siti Web: I Primi passi dei servizi SEO
Cercando la frase Posizionamento siti web o “Posizionamento Google” etc.. e girando sul web si trovano molte guide e video su come fare SEO, e su come ottenere una posizione alta nei motori di ricerca.

Ecco alcuni tra servizi SEO e strumenti gratuiti reperibili online per verificare e posizionare un nuovo sito web (Google è preso come esempio, ma gli altri motori di ricerca si comportano in modo simile). Ho deciso di scrivere questo promemoria, per aiutarci verso un buon posizionamento nei motori di ricerca.Le tecniche sono pressoché simili per tutti i motori di ricerca;  qui' ho scelto Google (http://www.google.com/analytics/) in quanto è il più utilizzato.

Di seguito i 10 passi fondamentali che questa agenzia
 SEO (http://socialengagement.it/seo-ottimizzazione-per-i-motori-di-ricerca/) consiglia di seguire per verificare il sito, ottimizzarlo ed iniziare a posizionarsi in Google una volta lanciato il proprio sito online:

Iniziare a posizionarsi con i tools giusti

1. Google Analytics – Il primo passo da seguire è creare un account Google Analytics (http://www.google.com/webmasters/), ottenere un codice / ID di monitoraggio, ed inserirlo nel proprio sito verificandone così la proprietà. Per chi ha un sito in WordPress, basta inserire tale codice in Admin – Opzioni Tema – Strumenti Webmaster – Tracker Statistiche Sito.
In generale, comunque, esistono diverse guide online per verificare Analytics sul proprio sito, adatte ad ogni esigenza.

2. Google Webmasters – Il secondo passo è quello di iscriversi a Google Webmasters Tool e di collegarvi il proprio sito, validandone la proprietà. In questo modo si verifica con Google che il sito appartiene effettivamente al proprietario dell’account Webmasters. Questo ottimo strumento è tra i più efficaci per il posizionamento di un sito. Per gli utenti WordPress, ecco un ottimo video su come verificare il proprio sito in Google Webmasters Tools. Dopo la verifica, all’interno di Google Webmasters si possono trovare ottimi strumenti SEO gratuiti per migliorare il proprio sito ed il posizionamento online.

3. Sitemap – Una volta collegato verificato il proprio sito con Google (che ora troverà il sito in poco tempo, e non in mesi, come avverrebbe altrimenti) è buona regola per una corretta ottimizzazione inviare a Google una Sitemap del sito (ovvero un indice html contenente informazioni utili per i motori di ricerca). Per chi non sapesse come crearne una, un ottimo sito che permette di creare sitemap online in pochi secondi è (https://www.xml-sitemaps.com/). Una volta creata, la si può testare ed inviare a Google attraverso Google Webmasters.

Guadagnare posizioni con accortezze tecniche

4. Iscrivere il Sito a DMOZ (http://www.dmoz.org/)  sarebbe un altro passo importante per posizionarsi, in quanto questa directory di siti web è presa in considerazione dalla maggior parte dei motori di ricerca, e permette di dare più affidabilità al proprio sito e renderlo più “attraente” per le ricerche. E’ bene comunque leggere prima la guida, in quanto DMOZ ha criteri selettivi nella scelta dei siti da inserire nella sua open directory project (odp).

5. Favicon – Se ancora non è stata inserita nel sito, è importante inserire una favicon (ovvero l’icona che rappresenta il vostro brand ed è presente in ogni pagina del sito), in quanto è considerata negli algoritmi di ricerca ed è da tenere in conto. In questa guida (http://www.favicon.co.uk/) è spiegato come creare una favicon in wordpress, ma online vi sono guide adatte a tutte le esigenze. E’ infatti molto probabile che i motori di ricerca utilizzino anche questo fattore per stabilire la posizione di una pagina tra i risultati di ricerca.

6. Ridimensionare le immagini del sito – Altro passo importante per salire di posizione è quello di ridimensionare ed alleggerire le immagini del proprio sito, così da velocizzarne il caricamento delle pagine ed essere indicizzato meglio dai motori di ricerca all’interno del web. Inoltre uno dei fattori determinanti per la bounce rate (ovvero il tasso di rimbalzo, di utenti che entrano nel sito e vi escono dopo pochi secondi) è proprio la sua velocità (che dovrebbe aggirarsi tra 0,5 e 2 secondi). Un buon strumento per ridimensionare le immagini è Webresizer (http://webresizer.com/resizer/).

Sintassi ed errori dei siti web

7. Meta Tags – Le meta tags forniscono una descrizione di un sito web, ed è ciò che i motori di ricerca mostrano nella lista dei siti attinenti alla ricerca. Secondo alcuni, le meta tags non sono più altamente determinanti tra i fattori che influiscono sul ranking di un sito nei motori di ricerca. Tuttavia esse possono risultare un ottimo strumento per rendere il sito più fruibile agli utenti, permettendo di aumentare, se la descrizione è fatta bene, il tasso di utenti che cliccano sul risultato. Pur non essendo rilevante, la meta tag aiuta quindi gli utenti ad identificare un sito e decidere se è rilevante oppure no. Ecco quindi svelati dei trucchi per aumentare visibilità su google tramite meta tag. Per WordPress questa è una guida (http://codex.wordpress.org/Meta_Tags_in_WordPress) su come inserire meta tags.

8. Controllare gli errori (di scrittura codice, di link etc.) – E’ importante per un sito controllare errori presenti all’interno, soprattutto se appena avviato, in quanto i motori di ricerca ne tengono conto per individuare i fattori legati al posizionamento di un sito web. Link Checker (http://wummel.github.io/linkchecker/) è un buon programma per controllare gli errori nei link (interni ed esterni) di un sito. Per errori nel codice di scrittura si può invece utilizzare Validator.

Affermare il posizionamento

9. Collegare i social networkz (Hootsuite) – Al giorno d’oggi è ormai importantissimo che ogni sito web ottimizzato sia collegato ai social media più rilevanti per il proprio business. Questi possono essere Facebook, Twitter, Google+, Linkedin, Pinterest, Storify etc. e sono utilissimi per creare “Social Engagement”, ovvero per creare discussioni intorno ad un argomento ed attrarre nuovi utenti. Esistono degli strumenti online, di cui alcuni gratuiti, per gestire tutti i propri social media account attraverso una singola dashboard, decidendo cosa e dove e quando postare.
 Uno di questi è HootSuite (https://hootsuite.com/), famoso e in parte gratuito, che permette di gestire i propri social network insieme e con pochi click.

10. Content, Content, Content – L’ultima e più importante regola per posizionarsi, sia per un sito startup che per qualunque sito online, è la creazione di contenuti (possibilmente virali - http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale) che permettano ai motori di ricerca di capire che le pagine di un sito sono aggiornate spesso, e agli utenti di inviare link verso il proprio sito. La creazione di contenuti interessanti, che intrattengano e siano utili per gli utenti, permette di creare quel “Social Engagement” utile affinché sia i motori di ricerca che gli utenti online visitino il proprio sito più di frequente, ottenendo così con più semplicità la “call to action” sperata.

Esistono inoltre molti altri strumenti online (http://socialengagement.it/strumenti-seo/)  utili per la verifica della posizione effettiva e del posizionamento del sito in Google come in altri motori di ricerca.

Fare SEO oggi vuol dire anche promuoversi in modo da far crescere l’awareness sul proprio brand sia nella mente dei consumatori, che nei sistemi dei motori di ricerca. Alcuni consigli utili su come promuovere il proprio sito web si possono trovare sulla guida di Google alla SEO

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Nel video  sono illustrati altri consigli, questa volta da Maile Ohye di Google, con utili alcuni step SEO per startups.



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mercoledì 16 maggio 2012

Quanto vale il mio sito o blog ?





Quanto vale il mio sito web? qual'è il valore economico del mio blog? credo che tutti i webmaster e blogger del mondo si siano fatti almeno una volta questa domanda. In questo articolo cercheremo di affrontare questo argomento offrendo, nei limiti del possibile, una risposta al questito.
Ma andiamo per gradi...

Quando un sito web assume un "valore economico"?

Non tutti i siti web o blog possono essere misurati da un punto di vista economico; ad esempio, un blog personale mantenuto al solo scopo di condividere le proprie esperienze di vita con amici e parenti difficilmente può arrivare ad assumere rilevanza economica, così come un sito web aziendale che si limita a presentare l'attività dell'azienda in dieci paginette informative difficilmente potrà assumere un autonomo valore di mercato.

Elementi in grado di determinare il valore economico di un sito o blog

Gli elementi da prendere in considerazione nella fase di stima del valore di un sito web sono molteplici; vediamoli di seguito:

Traffico e Posizionamento

Affinchè un sito web (o blog) assuma un vero e proprio "valore economico" è necessario, prima di tutto, che raggiunga un certo volume di traffico. Non è possibile dare degli indicatori di questa unità di misura, alcuni siti web possono essere interessanti con qualche centinaio di visitatori unici al giorno, altri possono non esserlo con diverse migliaia.
Quando parliamo di traffico e posizionamento facciamo riferimento ad una molteplicità di dati come: utenti unici, pagine viste, tempo di permanenza sul sito, PageRank, numero di back link, pagine indicizzate, ecc. Insomma, con i termini "traffico e posizionamento" intendiamo, in questa sede, tutti i dati oggettivamente misurabili relativi alla frequentazione ed alla popolarità di un sito web in Rete.
Fatta questa doverosa precisazione, è bene sottolineare come il traffico ed i vari elementi come PageRank, backlink, ecc. hanno sì una rilevanza centrale ma non sono gli unici elementi discriminanti nella fase di valutazione economica di un sito web, e nel proseguo della trattazione vedremo perchè.

Utenti iscritti, Fan e Follower

Come i dati del punto precedente, anche questi sono caratterizzati dall'essere assolutamente oggettivi (misurabili, cioè, senza alcuna ambiguità). Il numero di utenti iscritti e la quantità di informazioni circa questi utenti (profilazione) sono, certamente, degli elementi discriminanti nella valutazione.
Rientra in questa voce anche l'eventuale presenza di pagine sociali (ad esempio su Facebook o Twitter) ed il numero di persone raggiunte (Fan e Follower).

Popolarità ed autorevolezza

Questi elementi sono, molto spesso, correlati al traffico del sito web, ma sarebbe un errore considerare i due fattori come fossero sinonimi.
Non è detto, infatti, che un sito che faccia parecchio traffico sia anche autorevole e popolare; viceversa, un sito con scarso traffico, potrebbe comunque essere autorevole e popolare all'interno della sua (seppur ridotta) nicchia di riferimento.
Quando parlaimo di popolarità ed autorevolezza, quindi, facciamo riferimento a dei fattori "umani" e non misurabili in termini di backlink, "Mi Piace" o altro;

Oggetto, finalità, contenuti e nicchia di mercato

Elemento di fondamentale importanza nella fase di stima del valore economico di un sito, è il suo oggetto e la sua finalità.
Un sito web che tratta contenuti per un segmento di mercato (nicchia) di un certo valore può assumere rilevanza economica anche con un volume di traffico modesto; viceversa, un sito web che tratta argomenti generalisti ed offre contenuti di scarsa (o nulla) qualità ed originalità difficilmente potrà assumere un valore economico anche qualora registri un volume di traffico "importante".

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Ancora, un sito web che offre contenuti originali avrà un valore differente rispetto ad un aggregatore di notizie, così come una community avrà un valore diverso rispetto ad un sito di e-commerce. Come è facile capire, quindi, anche la finalità delle pagine web assume una certa rilevanza in una fase di stima del valore di un sito web.
Rientrano in questo punto anche:
  • Qualità del sito web e dei suoi contenuti
    Altro elemento determinante è la qualità di un sito web, ovvero l'attenzione, la perizia e la cura attraverso le quali è stato realizzato il design, l'eventuale software (CMS) ed i contenuti.
    E' di assoluta evidenza che un sito web di qualità valga, a parità di traffico, più di un sito di fattura mediocre.
  • Originalità
    Un sito cre offre contenuti e/o servizi unici o, comunque, contraddistinti da un elevato livello di originalità tende ad assumere un valore economico nettamente superiore rispetto ad un sito che, pur vantando il medesimo traffico, offre contenuti e servizi già diversamente presenti in Rete.

Tecnologie e brevetti

Da tenere in grande considerazione anche la struttura tecnologica del sito web: un sito creato attorno ad un software proprietario (meglio ancora se brevettato) assume un valore differente rispetto ad un sito creato con qualche software preconfezionato.
Ovviamente, affinché il software assuma rilevanza economica è necessario che sia di alta qualità e abbia un alto contenuto innovativo.

Eventuale struttura organizzativa (e capitale umano)

L'organizzazione di un sito web sotto forma di azienda, la presenza di un personale qualificato, ecc. assumono rilevanza nella fase di stima del valore di un sito web; in questi casi, infatti, non sono solo le pagine web ad avere assunto valore economico, ma anche la struttura organizzativa che è stata "messa in piedi" per gestirne le attività.
In parole semplici: un'azienda strutturata ed organizzata tende ad assumere un maggior valore rispetto ad un'attività unipersonale gestita da un, seppur ottimo, professionista.
Di grande importanza, quindi, anche il cosiddetto capitale umano, cioè le capacità e le competenze delle persone che collaborano stabilmente col sito web.

Capacità di produrre reddito

Un sito web che ha già dimostrato di saper produrre reddito (ad esempio attraverso la vendita di spazi pubblicitari, piuttosto che di abbonamenti per servizi) tende ad assumere un valore economico superiore rispetto ad altro sito che, pur avendo le medesime caratteristiche, non è stato in grado di produrre reddito.

Trend di crescita

Un sito web che ha dei dati in crescita (aumento del traffico, delle visite, del tempo di permanenza degli utenti, ecc.) ha una valore economico maggiore rispetto ad un sito web con traffico equivalente (o anche maggiore) tuttavia caratterizzato da un trend decrescente.

Previsioni nel medio/lungo periodo

Un altro elemento capace di influenzare (grandemente) la stima del valore di un sito web riguarda la previsione circa le sue sorti future. Ovviamente non è mai facile fare gli "indovini" tuttavia, molte volte, è possibile prevedere, con un certo grado di certezza, le sorti di un sito web nel medio lungo periodo.
Per fare un esempio: è ipotizzabile che un sito web che parli di nuove tecnologie legate al settore degli smartphone e dei tablet abbia davanti a se un futuro piuttosto roseo, viceversa una community per il tempo libero potrebbe subire, sempre di più, la concorrenza dei social network (Facebook in primis) lasciando intravedere un presumibile declino tra le preferenze degli utenti.

Come avrete capito, gli elementi da considerare sono davvero moltissimi ed è davvero difficile effettuare "in casa" una stima completa ed affidabile del valore del proprio sito web.
Per questo motivo, qualora sia necessario assegnare una valore precisio (o presumibilmente tale) è buona norma affidarsi a dei professionisti che siano in grado di misurare, attraverso strumenti e dati oggettivi, il valore di un sito o blog.


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Servizi on-line per la stima del valore di un sito web

Assolutamente inaffidabili, viceversa, gli strumenti on-line che si prefiggono lo scopo di fare simili valutazioni in modo automatico e nel giro di pochi secondi.
Tali strumenti, infatti, basano i loro calcoli seguendo algoritmi del tutto soggettivi che utilizzano, quali unici dati per il calcolo, delle semplici metriche della popolarità online, come ad esempio:
  • il PageRank
  • il numero di pagine indicizzate su Google
  • il numero dei backlink
  • il valore del rank di Alexa e di altri strumenti come, ad esempio, Compete
  • stima approssimativa di utenti unici e pagine viste
  • età del dominio
  • frequenza degli aggiornamenti
  • ecc.
Come abbiamo visto all'inizio di questo articolo, infatti, questi dati - seppur interessanti - non possono essere considerati in nessun modo sufficienti (ed autonomamente idonei) a quantificare il valore economico di un sito web.
Altro dato a sfavore di questi strumenti è la loro totale incoerenza: se provate (per gioco) a stimare il valore di un qualsiasi sito web vi accorgerete che, per la stessa URL, vengono restituiti valori anche enormemente diversi a seconda che si utilizzi un servizio piuttosto che un altro!
A puro titolo d'informazione vi elenco di seguito alcuni link di servizi di questo genere (i quali, tuttavia, hanno il pregio di essere divertenti e curiosi e, quindi, meritevoli di essere provati):
Oltre a questi, facendo una ricerca su Google, potete trovarne molti altri... tuttavia, si tratta di servizi molto simili tra loro... l'unica cosa ad essere sempre diversa è il valore calcolato.

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Conclusioni

Come avrete capito stimare con precisione il valore di un sito web non è operazione ne facile ne scontata. Non esistono scorciatoie, i servizi on-line sono altamente inaffidabili e da considerare nulla più se non un simpatico passatempo .
Per stimare realmente il valore di un sito web è, il più delle volte, necessario farsi assistere da un professionista (ad esempio una Banca d'Affari se stiamo parlando di cifre considerevoli) oppure affidarsi al buon senso e cercare di prendere in considerazione, con equità ed obiettività, i dati in nostro possesso.


Una regola fondamentale da non scordarsi mai è che in queste cose non esiste un listino prezzi, il tutto è regolato dall'incontro tra la domanda e l'offerta, quindi si tratta di trovare il punto d equilibrio tra le richieste di chi vende e l'offerta di chi si propone di acquistare, un momento centrale negli affari dove, molte volte, l'abilità delle parti e l'emotività degli interessati tendono a giocare un ruolo di primo piano.
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martedì 8 settembre 2009

Migliorare il proprio posizionamento su Google



Tutti, e ripeto tutti i web marketer o aspiranti tali hanno sempre un cruccio o perlomeno un occupazione a tempo pieno.

Questa occupazione è quella di portare sempre, constantemente, visitatori verso i propri blog e siti web. Quella di ottenere traffico web.

Come dico a tutti gli studenti di "WebMarketing Coaching" esistono sostanzialmente 3 diversi metodi per portare traffico sui propri siti :

1) Annunci a pagamento : Molte persone utilizzano gli annunci, principalmente adWords (considerato il migliore) perchè, sebbene a pagamento, lo trovano immediato e dai risultati veloci. Per chi non lo conosce funziona in questo modo : Ci si apre un account su Google e si creano degli annunci specifici per i propri prodotti, ai quali è possibile associare delle parole chiave. Questi annunci compariranno in uno spazio dedicato nelle ricerce di Google quando verranno cercate quelle determinate parole. Si paga in base ai click che si ricevono, e questo è un grande vantaggio.

2) Passaparola e social marketing : il secondo "metodo" è quello di pubblicizzare i propri link attraverso i social network o comunque tramite la propria rete di conoscenze. Le differenze sostanziali con i pay per click sono che il passaparola, nonostante sia gratis, è meno immediato rispetto agli annunci a pagamento. Un esempio classico potrebbe essere l’attività di promozione che si opera su Facebook attraverso i gruppi o attraverso gli altri strumenti che questo social network ci mette a disposizione

3) Il terzo metodo, quello più utilizzato, più studiato da tutti i web marketer è il posizionamento sui motori di ricerca. E’ un metodo gratuito e che, sul lungo termine, porta moltissimi risultati. Sto parlando di una "scienza" molto sviluppata e anche relativamente complessa, chiamata SEO (Search Engine Optimization, Ottimizzazione dei Motori di Ricerca, in italiano). In pratica si tratta di effettuare alcune modifiche, o comunque strutturare il sito tramite determinate regole, in modo che Google preferisca il proprio sito rispetto ad altri, in relazione ad una determinata parola chiave.

Questo tipo di figura professionale, oramai ben radicata come professionista, ha subito un evoluzione dettata soprattutto dai vari cambiamenti che Google (il motore più importante e influente su cui fare affidamento) sta apportando al suo algoritmo. Se prima era sufficente inserire dei meta tag pieni di parole chiave ora non è più così facile.

Ma allora, quale è la regola principale di cui si parla nel titolo di questo articolo?

La regola principale nasce da Google, da come Google ha modificato i propri algoritmi. Il "motore" di Google cambia e migliora di giorno in giorno. L’obiettivo dichiarato di Google è quello di indicizzare i propri risultati nel modo più naturale possibile. Proprio come se fosse un uomo (straordinariamente veloce ) che ad ogni ricerca passa in rassegna i siti sul web e li mette in ordine in base alla pertinenza reale.

Cosa deduciamo da questo? Possiamo dedurre che più saremo naturali e meno forzature faremo maggiori saranno le possibilità di apparire tra i primi risultati di Google. Inoltre ricorda che Google adora i testi nuovi e inediti.

Assumendo per vero queste cose, quale è la regola n.1, allora, per essere ben indicizzato su Google?

"Scrivere molti articoli originali, con naturalezza e senza forzature."

Seguendo questa piccola regola riuscirai con più facilità a scalare la SERP di Google. E’ ovvio che ci sono altri accorgimenti da osservare, ma che sono nulli senza la regola principale!

Rocco

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