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martedì 7 giugno 2016

Pagina Web Ottimale Anatomia SEO



Quali sono le qualità che deve avere una pagina web per potersi definire ottimizzata
 dal punto di vista Seo? Esistono alcuni “trucchi” da seguire?

Ovviamente la perfezione non esiste. Ma bisogna fare di tutto per tendere a essa, soprattutto se stiamo parlando di fattori di posizionamento di un sito web o di una pagina web.

In questo articolo cercheremo di spiegare in maniera semplice e chiara quali accorgimenti bisogna seguire per ottimizzare al meglio una pagina web per i motori di ricerca come Google, in modo tale da posizionarsi efficacemente tra i risultati di ricerca degli stessi motori.

Parleremo solamente di fattori interni alla pagina, quindi solo di ottimizzazione SEO on-page. Se vuoi approfondire questo discorso e capire la differenza tra SEO on-page e SEO off-page, ma soprattutto per capire quanto sia importante la SEO per il tuo sito internet, visita questa pagina.

Qui di seguito i 9 punti fondamentali se vuoi rendere la tua pagina web perfetta per i motori di ricerca.

1 – L’architettura generale del tuo sito
Per architettura del sito si intende la struttura ad albero del sito che definisce la distribuzione e l’importanza dei diversi contenuti. E’ molto importante perchè fa capire ai motori di ricerca come Google quali argomenti vengono trattati da quel determinato sito web e che livello gerarchico presentano.

CONSIGLI:
Realizza una sezione per ogni argomento: ogni diverso argomento trattato dal tuo sito deve avere una propria sezione, quindi una propria pagina. Non mischiare due, o ancora peggio, tre diverse tematiche all’interno di una stessa identica pagina web. Prendi ad esempio la struttura di Wikipedia.
I nomi di ogni sezione devono essere chiari, comprensibili e immediati: utilizza termini semplici e di immediata comprensione per nominare le diverse sezioni e sottosezioni del tuo sito.
Controlla la profondità del tuo sito: l’utente del tuo sito deve fare meno click possibili per raggiungere il contenuto a cui è interessato. Una regola base di Web Design e User Experience è che l’utente non deve fare più di 3 click per arrivare alla pagina di interesse. Facilitare la navigazione è importante sia per l’utente sia per Google.

2 – Struttura degli URL
L’URL non è altro che la sequenza di caratteri che identifica in maniera univoca l’indirizzo di una risorsa in internet. Gli URL delle tue pagine web non devono essere eccessivamente lunghi e articolati, devono essere il più possibile leggibili e comprensibili (non presentare caratteri come !,?,%..) e contenere preferibilmente la parola chiave a cui fa riferimento quella specifica pagina.

Esempio:

SBAGLIATO: http://www.3dprestige.it/category/024658.php

CORRETTO: http://www.3dprestige.com/servizi-web-marketing/realizzazione-siti-web/


3 – Tag Title
Il Title è un elemento importantissimo quando si ottimizza una pagina web per i motori di ricerca e quindi per migliorarne la visibilità. Il Title è quella riga di testo che trovi nella barra in alto del tuo browser, e non è altro che la riga di testo in colore blu che viene fuori tra i risultati di ricerca.

Nel Title deve essere presente la parola chiave per la quale vorresti posizionarti con quella pagina. Meglio se all’inizio del testo.

Troppo spesso si trovano ancora oggi siti web, anche di grandi realtà aziendali, con pagine non ottimizzate per i motori di ricerca. Con ad esempio dei tag Title per l’Home Page del tipo”Home” e niente di più. In questo modo la loro azienda sta perdendo visibilità!

CONSIGLI:
Per ottimizzare il Title non spingerti oltre i 60 caratteri, Google te li potrebbe troncare o sostituire: se è troppo lungo Google “tronca” il tuo Title aggiungendo dei puntini (…) ma soprattutto scrivendo troppe parole “diluisci la forza di posizionamento” ed è difficile poi far capire al motore di ricerca qual è la keyword di riferimento.
Non utilizzare più di una keyword nel Title: direttamente collegato al punto precedente, ogni singola pagina web deve trattare un ben preciso argomento. Per essere incisivi e ottenere un posizionamento migliore ottimizza una singola pagina per una singola parola chiave. Poi all’interno del contenuto di quella pagina potrai far riferimento anche a sinonimi di quella keyword, ma deve essere ben chiara e definita la parola chiave primaria.
Utilizza un Title diverso per ogni pagina del tuo sito: non devono esserci Title duplicati tra diverse pagine del tuo sito. Ogni pagina web deve avere il suo Title univoco e identificativo.
Per approfondire puoi leggere questo post: Come ottimizzare il Title

4 – Meta Description
La Meta Description è quella parte testuale che compare sotto il Title, e sotto l’url della pagina, nei risultati di ricerca. 

Dal punto di vista SEO la Meta Description è meno importante del tag Title ma la sua rilevanza risiede nel fatto che consente di dare maggiori informazioni all’utente che sta leggendo e scorrendo la pagina dei risultati di ricerca e permette quindi di attirare i click delle persone.

Scrivere una Description persuasiva aiuta quindi ad aumentare i click verso le pagine del tuo sito internet.

CONSIGLI:
Non andare oltre i 140 caratteri: come per il tag Title se la tua Meta Description è troppo lunga Google te la taglierà aggiungendo i puntini di sospensione (…).
Evita di imbottirla di parole chiave messe a casaccio: inserisci la parola chiave principale della pagina e non una serie di parole chiave messe lì solo come una lunga lista della spesa.
Evita le duplicazioni: stesso discorso fatto per il tag Title, scrivi una description diversa per ogni pagina del tuo sito.
Cerca di essere concreto, persuasivo, invitante: scrivi qualcosa che sia d’impatto per l’utente che sta leggendo o scrollando il cursore del mouse. Attira la sua attenzione e invitalo a cliccare. Meglio ancora se è presente una Call To Action.
In questo post del blog di 3DPrestige puoi saperne di più su come ottimizzare la Meta Description.


5 – Tag H1, H2, H3 …
I tag header H1, H2, H3, H4, H5 e H6 sono degli elementi importanti per ottimizzare il contenuto testuale della tua pagina. Per dirla in parole povere non sono altro che il titolo principale della pagina, il sottotitolo e i titoli dei paragrafi della tua pagina.

La parte testuale della tua pagina web deve prevedere una suddivisione in paragrafi, titoli e sottotitoli per favorire la lettura da parte degli utenti e quindi per rendere migliore la loro esperienza sul tuo sito internet.

Il tag H1 ti serve per identificare il titolo principale della pagina, il tag H2 invece identifica il sottotitolo, mentre i successivi tag (H3, H4, H5, H6) identificano i titoli dei paragrafi. Non necessariamente dovrai utilizzarli tutti quanti, anzi, raramente vengono utilizzati tutti in una pagina. Dipende dalla lunghezza del contenuto, da come è strutturato e dalla sua profondità.

Se utilizzi WordPress per il tuo sito web o per il tuo blog puoi impostare questi tag in maniera molto semplice attraverso la funzione “Paragrafo”(con un menù a tendina) situata appena sotto le funzioni “Grassetto” e “Corsivo”.

Per farti un esempio molto pratico di come ottimizzare i tag header H1, H2, H3…. puoi prendere spunto dalla pagina che stai leggendo in questo momento:

Il tag H1 corrisponde al titolo principale della pagina “Anatomia SEO di una pagina web perfetta” mentre il sottotitolo “Quali sono le qualità che deve avere una pagina web per potersi definire ottimizzata dal punto di vista Seo? Esistono alcuni “trucchi” da seguire?” è “taggato” dall’H2.

I titoli dei vari paragrafi invece (“1 – L’architettura generale del tuo sito”, “2 – Struttura degli URL” ecc..) sono identificati dal tag H3.



6 – Ottimizzazione delle immagini
Troppo spesso le immagini sono un elemento trascurato dai siti web. Non è sufficiente avere delle belle immagini dal punto di vista estetico, vanno anche curate dal punto di vista SEO per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.

Perchè le persone quando cercano qualcosa su Google spesse volte lo fanno anche attraverso la Ricerca per Immagini. Essere presenti ai primi posti in quello sconfinato elenco di immagini aumenterà il traffico verso il tuo sito web e quindi anche i contatti utili.

CONSIGLI:
Utilizza l’attributo ALT: ovvero il “testo alternativo”, il quale indica l’elemento HTML da associare alle parti non testuali dei contenuti, che poi sono principalmente le immagini, per fornirne una descrizione, nel caso in cui non potessero essere visualizzate. Cerca di inserire qui la tua keyword.
Riduci le dimensioni del file immagine: ottimizzale per il web in modo da ridurre i tempi di caricamento.
Utilizza eventualmente le didascalie: una didascalia completa le informazioni, utilizzala per inserire una keyword secondaria o un sinonimo di quella principale.
Questo post rappresenta un eccellente approfondimento di questo argomento: Come ottimizzare le immagini in ottica SEO

7 – Struttura dei link interni
Collegare tra di loro diverse pagine del tuo sito/blog è molto importante, sia per i motori di ricerca, sia per gli utenti che ti leggono, perchè fornisci loro degli approfondimenti e perchè li “guidi” verso altri contenuti utili.

Ma non puoi fare questo a casaccio. Se colleghi tra di loro due pagine del tuo sito attraverso un link interno deve esistere una certa correlazione tra di esse. In più devi stare attento alla “relazione” che si andrà a creare tra di esse: una sarà la principale (quella con il link a favore diciamo) mentre l’altra sarà la secondaria (quella che “cita” l’altra pagina attraverso il link).

I link interni quindi sono un ottimo strumento per “spingere” di più alcune pagine del tuo sito web, sfruttando altre pagine del tuo stesso sito.

8 – Parole Chiave e Contenuto
Prima di tutto ricordati che ciò che scrivi sulla tua pagina lo scrivi prima di tutto per le persone, e in seconda battuta per i motori di ricerca. Ti potrà sembrare banale e scontato ma ti assicuro che non è così. Sono ancora troppi i siti internet con testi illeggibili, pieni zeppi di parole chiave ripetute senza un filo logico e senza un minimo di armonia testuale.

Cerca di focalizzarti su una parola chiave specifica, prendine di mira una di principale, e poi scegline altre secondarie o sinonime della parola chiave principale che andrai poi a menzionare nella tua pagina.

CONSIGLI:
Scrivi CONTENUTI DI QUALITA’, meglio meno contenuti ma di qualità maggiore.
Scrivi anche CONTENUTI DI QUANTITA’, nel senso di cercare di abbinare alla qualità anche la quantità intesa come lunghezza e profondità del testo. Non limitarti solo a pagine di 100, 200 o 300 caratteri. Scrivi anche una pagina contenente 1000 caratteri.
Non abusare della parola chiave principale, la sua presenza all’interno del testo deve essere naturale e armonica. L’abuso di parole chiave è chiamato keyword stuffing ed è una pratica penalizzante.
Come detto sopra, utilizza parole chiave correlate alla keyword principale e suoi sinonimi.


9 – Sitemap
La mappe del sito possono essere di due tipi: in HTML o in XML. La prima è destinata agli utenti del sito per facilitar loro la navigazione, mentre la seconda è una sitemap specifica per i motori di ricerca.

Le sitemap XML sono destinate agli spider e sono raccolte di link che comprendono i vari attributi definiti dallo schema XML. L’idea è quella di aiutare i motori di ricerca a indicizzare in maniera più veloce le pagine di un sito web. 

E’ quindi importante che sia presente all’interno del tuo sito web.

Conclusioni
L’ottimizzazione SEO on-page è solamente una delle componenti SEO che devi curare per migliorare il posizionamento di una pagina web o più in generale di un sito web. Ma si tratta senza dubbio del migliore punto di partenza!

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giovedì 26 marzo 2015

Google : SEO e Posizionamento Siti Web

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Posizionamento Siti Web: I Primi passi dei servizi SEO
Cercando la frase Posizionamento siti web o “Posizionamento Google” etc.. e girando sul web si trovano molte guide e video su come fare SEO, e su come ottenere una posizione alta nei motori di ricerca.

Ecco alcuni tra servizi SEO e strumenti gratuiti reperibili online per verificare e posizionare un nuovo sito web (Google è preso come esempio, ma gli altri motori di ricerca si comportano in modo simile). Ho deciso di scrivere questo promemoria, per aiutarci verso un buon posizionamento nei motori di ricerca.Le tecniche sono pressoché simili per tutti i motori di ricerca;  qui' ho scelto Google (http://www.google.com/analytics/) in quanto è il più utilizzato.

Di seguito i 10 passi fondamentali che questa agenzia
 SEO (http://socialengagement.it/seo-ottimizzazione-per-i-motori-di-ricerca/) consiglia di seguire per verificare il sito, ottimizzarlo ed iniziare a posizionarsi in Google una volta lanciato il proprio sito online:

Iniziare a posizionarsi con i tools giusti

1. Google Analytics – Il primo passo da seguire è creare un account Google Analytics (http://www.google.com/webmasters/), ottenere un codice / ID di monitoraggio, ed inserirlo nel proprio sito verificandone così la proprietà. Per chi ha un sito in WordPress, basta inserire tale codice in Admin – Opzioni Tema – Strumenti Webmaster – Tracker Statistiche Sito.
In generale, comunque, esistono diverse guide online per verificare Analytics sul proprio sito, adatte ad ogni esigenza.

2. Google Webmasters – Il secondo passo è quello di iscriversi a Google Webmasters Tool e di collegarvi il proprio sito, validandone la proprietà. In questo modo si verifica con Google che il sito appartiene effettivamente al proprietario dell’account Webmasters. Questo ottimo strumento è tra i più efficaci per il posizionamento di un sito. Per gli utenti WordPress, ecco un ottimo video su come verificare il proprio sito in Google Webmasters Tools. Dopo la verifica, all’interno di Google Webmasters si possono trovare ottimi strumenti SEO gratuiti per migliorare il proprio sito ed il posizionamento online.

3. Sitemap – Una volta collegato verificato il proprio sito con Google (che ora troverà il sito in poco tempo, e non in mesi, come avverrebbe altrimenti) è buona regola per una corretta ottimizzazione inviare a Google una Sitemap del sito (ovvero un indice html contenente informazioni utili per i motori di ricerca). Per chi non sapesse come crearne una, un ottimo sito che permette di creare sitemap online in pochi secondi è (https://www.xml-sitemaps.com/). Una volta creata, la si può testare ed inviare a Google attraverso Google Webmasters.

Guadagnare posizioni con accortezze tecniche

4. Iscrivere il Sito a DMOZ (http://www.dmoz.org/)  sarebbe un altro passo importante per posizionarsi, in quanto questa directory di siti web è presa in considerazione dalla maggior parte dei motori di ricerca, e permette di dare più affidabilità al proprio sito e renderlo più “attraente” per le ricerche. E’ bene comunque leggere prima la guida, in quanto DMOZ ha criteri selettivi nella scelta dei siti da inserire nella sua open directory project (odp).

5. Favicon – Se ancora non è stata inserita nel sito, è importante inserire una favicon (ovvero l’icona che rappresenta il vostro brand ed è presente in ogni pagina del sito), in quanto è considerata negli algoritmi di ricerca ed è da tenere in conto. In questa guida (http://www.favicon.co.uk/) è spiegato come creare una favicon in wordpress, ma online vi sono guide adatte a tutte le esigenze. E’ infatti molto probabile che i motori di ricerca utilizzino anche questo fattore per stabilire la posizione di una pagina tra i risultati di ricerca.

6. Ridimensionare le immagini del sito – Altro passo importante per salire di posizione è quello di ridimensionare ed alleggerire le immagini del proprio sito, così da velocizzarne il caricamento delle pagine ed essere indicizzato meglio dai motori di ricerca all’interno del web. Inoltre uno dei fattori determinanti per la bounce rate (ovvero il tasso di rimbalzo, di utenti che entrano nel sito e vi escono dopo pochi secondi) è proprio la sua velocità (che dovrebbe aggirarsi tra 0,5 e 2 secondi). Un buon strumento per ridimensionare le immagini è Webresizer (http://webresizer.com/resizer/).

Sintassi ed errori dei siti web

7. Meta Tags – Le meta tags forniscono una descrizione di un sito web, ed è ciò che i motori di ricerca mostrano nella lista dei siti attinenti alla ricerca. Secondo alcuni, le meta tags non sono più altamente determinanti tra i fattori che influiscono sul ranking di un sito nei motori di ricerca. Tuttavia esse possono risultare un ottimo strumento per rendere il sito più fruibile agli utenti, permettendo di aumentare, se la descrizione è fatta bene, il tasso di utenti che cliccano sul risultato. Pur non essendo rilevante, la meta tag aiuta quindi gli utenti ad identificare un sito e decidere se è rilevante oppure no. Ecco quindi svelati dei trucchi per aumentare visibilità su google tramite meta tag. Per WordPress questa è una guida (http://codex.wordpress.org/Meta_Tags_in_WordPress) su come inserire meta tags.

8. Controllare gli errori (di scrittura codice, di link etc.) – E’ importante per un sito controllare errori presenti all’interno, soprattutto se appena avviato, in quanto i motori di ricerca ne tengono conto per individuare i fattori legati al posizionamento di un sito web. Link Checker (http://wummel.github.io/linkchecker/) è un buon programma per controllare gli errori nei link (interni ed esterni) di un sito. Per errori nel codice di scrittura si può invece utilizzare Validator.

Affermare il posizionamento

9. Collegare i social networkz (Hootsuite) – Al giorno d’oggi è ormai importantissimo che ogni sito web ottimizzato sia collegato ai social media più rilevanti per il proprio business. Questi possono essere Facebook, Twitter, Google+, Linkedin, Pinterest, Storify etc. e sono utilissimi per creare “Social Engagement”, ovvero per creare discussioni intorno ad un argomento ed attrarre nuovi utenti. Esistono degli strumenti online, di cui alcuni gratuiti, per gestire tutti i propri social media account attraverso una singola dashboard, decidendo cosa e dove e quando postare.
 Uno di questi è HootSuite (https://hootsuite.com/), famoso e in parte gratuito, che permette di gestire i propri social network insieme e con pochi click.

10. Content, Content, Content – L’ultima e più importante regola per posizionarsi, sia per un sito startup che per qualunque sito online, è la creazione di contenuti (possibilmente virali - http://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_virale) che permettano ai motori di ricerca di capire che le pagine di un sito sono aggiornate spesso, e agli utenti di inviare link verso il proprio sito. La creazione di contenuti interessanti, che intrattengano e siano utili per gli utenti, permette di creare quel “Social Engagement” utile affinché sia i motori di ricerca che gli utenti online visitino il proprio sito più di frequente, ottenendo così con più semplicità la “call to action” sperata.

Esistono inoltre molti altri strumenti online (http://socialengagement.it/strumenti-seo/)  utili per la verifica della posizione effettiva e del posizionamento del sito in Google come in altri motori di ricerca.

Fare SEO oggi vuol dire anche promuoversi in modo da far crescere l’awareness sul proprio brand sia nella mente dei consumatori, che nei sistemi dei motori di ricerca. Alcuni consigli utili su come promuovere il proprio sito web si possono trovare sulla guida di Google alla SEO

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Nel video  sono illustrati altri consigli, questa volta da Maile Ohye di Google, con utili alcuni step SEO per startups.



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domenica 7 luglio 2013

Analisi SEO gratis


Finalmente! Con Analisi SEO puoi misurare automaticamente il grado di ottimizzazione di qualunque sito Web, che sia un blog, un ecommerce o una semplice pagina. Con semplicità e senza dover ricorrere ad uno specialista!

Ben 20 i fattori sottoposti ad esame attraverso il test, per valutare gli aspetti essenziali della Search Engine Optimization: dominio, velocità di caricamento, contenuti, meta dati, reputazione e notorietà, codice HTML, tag e link.

Pperché un sito Web possa godere della migliore indicizzazione su Google ed altri motori di ricerca è fondamentale il rispetto di alcune regole: Analisi SEO di Handergy studia a fondo il tuo sito Internet, come farebbe uno spider!

Il test è suddiviso in 6 sezioni:

  1. Varie – Vengono presi in esame diversi aspetti, comprese eventuali penalizzazioni insistenti sul nome di dominio.
  2. Contenuti e impostazioni – Il sistema studia e valuta testi principali e meta dati.
  3. Citazioni – Viene calcolato il numero di link provenienti dall’esterno.
  4. Codice e attributi – Dal contenuto più importante – il titolo – si passa a vagliare le immagini.
  5. Risorse per i motori di ricerca – Il tool verifica il rispetto di fondamentali requisiti legati ai search engine.
  6. Link – Attraverso Analisi SEO vengono numerati tutti i riferimenti, interni ed esterni.

Le percentuali e i colori.

Ciascun punteggio può essere considerato, in base a precisi algoritmi e sperimentati criteri, basso, medio o alto.
  • Risultati nettamente negativi vengono evidenziati con il colore ROSSO.
  • Un grado di ottimizzazione insoddisfacente si distingue per il colore MARRONE.
  • Il VERDE indica, evidentemente, performance di livello buono o addirittura ottimo secondo Analisi SEO by Handergy.

Analisi SEO: guida in dettaglio.

  1. PageRank – È il grado di reputazione riscosso presso Google da singole pagine Internet. Un valore considerato soddisfacente è pari a 3.
  2. URL – Una URL breve e descrittiva – che contenga la keyword principale a cui si informa il contenuto – viene molto apprezzata dai motori di ricerca.
  3. BlackList – È possibile che il nome di dominio sia stato registrato presso liste anti spam, o in altri registri simili: la presenza in Analisi SEO di eventuali penalizzazioni può avere un impatto drammatico sul posizionamento. Fortunatamente Google fornisce gli strumenti per richiedere la rivalutazione del sito e risolvere l’inconveniente.
  4. Velocità di caricamento – Si tratta di uno degli aspetti essenziali: una pagina che richieda per la visualizzazione completa più di un secondo, o addirittura due o tre, risulta certamente sfavorita. Per approfondire il tema puoi effettuare lo Speed Test di Handergy.
  5. Estensione Nome di dominio – Alcune estensioni sono maggiormente apprezzate di altre: .COM, .ORG, .NET ed il nostro .IT hanno un valore elevato.
  6. Titolo di pagina – È indispensabile che, in ottica SEO, il titolo non sia troppo lungo o eccessivamente breve, e che contenga la keyword ripetuta nel testo.
  7. Meta description – Anche in questo caso è bene rispettare alcuni parametri di lunghezza, e richiamare (possibilmente in posizione iniziale) la parola chiave principale.
  8. Meta keyword – Meno rilevante è la presenza delle meta keyword, che Google da tempo sostiene di non considerare. Ma è importante che, se presenti, risultino coerenti con i contenuti.
  9. Coerenza keyword – Il tool verifica appunto che le meta key dichiarate siano effettivamente presenti nella pagina Internet.
  10. Backlink – La reputazione e la notorietà, espresse attraverso i link provenienti da altri siti, rappresentano fattori per nulla trascurabili. Grande valore hanno assunto di recente le condivisioni sui social media, e anche di questo tiene conto Analisi SEO di Handergy.
  11. ALT tag immagini – È apprezzabile la compilazione dell’attributo ALT per ciascuna immagine: sia perché viene espressamente richiesto dai search engine, sia perché contribuisce all’accessibilità del Web.
  12. Titoli immagine – Anche questo aspetto favorisce la migliore indicizzazione, e non andrebbe sottovalutato.
  13. Header H1 – Con l’H1 si identifica il “titolo” di un contenuto: la sua presenza è indispensabile. Ed è consigliabile che per ciascuna pagina ne venga implementato uno soltanto, anche nella home page di un blog.
  14. File robots.txt – Il documento testuale “robots” contiene istruzioni per gli spider: vengono indicati i percorsi da seguire e quelli da non indicizzare.
  15. File sitemap.xml – Requisito imprescindibile, fornisce una mappa di tutti i contenuti di un sito Web. Attenzione: è possibile che Analisi SEO non rilevi la sitemap.xml, nonostante sia presente. Questo può accadere in rare circostanze, come nel caso si utilizzi WordPress con il plugin “Yoast”.
  16. Google Analytics – Senza il prezioso tool di Google sarebbe davvero arduo misurare il traffic ranking ed altri dati relativi alle visite. E sarebbe praticamente impossibile verificare ROI e KPI, cioè gli obiettivi ed i risultati di ogni buona campagna di ottimizzazione.
  17. Inbound - Si tratta dei link rivolti a contenuti interni. Sono molto utili, ma è bene non esagerare.
  18. Outbound - Contrariamente a quanto si pensi, i link esterni non rappresentano aspetti negativi nell’ottimizzazione. Tuttavia è importante che non siano presenti in gran numero, e che puntino a destinazioni dalla buona reputazione.
  19. DoFollow – Il link tradizionale, senza limitazioni: gli spider ne seguono i percorsi, considerandoli come parte integrante del contenuto dal quale provengono.
  20. NoFollow – Attraverso il comando si chiede a Google e ad altri motori di ricerca di “sottovalutare” un link in uscita.

Genera l'analisi SEO

Vediamo come te la cavi: inserisci nel campo seguente la URL completa di http:// del sito o di una pagina che vuoi testare. Il report appare solitamente in pochi istanti, ma in rari casi puo' richiedere anche un minuto.
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